domenica 19 gennaio 2020

Il Battesimo nello Spirito

2a domenica del tempo ordinario - anno A 
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui». (Gv 1, 32)

Nella chiesa madre della mia parrocchia, c'era un mosaico vicino al battistero, sulla destra entrando. Esso rappresentava il battesimo di Gesù al fiume Giordano. Ogni volta che andavo in chiesa mi fermavo a contemplarlo. In particolare mi colpivano: il volto umile di Cristo, la conchiglia con la quale Giovanni lo battezzava e la colomba raggiante di luce.

Un ricordo che emerge in queste domeniche dove siamo invitati a meditare su questo episodio narrato dai vangeli. La missione di Gesù inizia proprio mostrando il suo volto umile e disposto ad assumere la nostra condizione umana totalmente, eccetto il peccato. Per questo, vedendo questo volto nel mosaico, mi sentivo confortato ed accolto nella mia fragilità, nonché sostenuto nel cammino di fede.

La conchiglia, poi, mi riportava al giorno del mio battesimo. Non mi ricordavo la data. Così ho chiesto a i miei genitori e me l'hanno detta. In tal modo posso rievocare almeno il giorno in cui da piccolo ho iniziato la vita cristiana, quando per la prima volta, seppur incosciente, mi sono immerso nelle acque dell'amore di Dio per esserne inzuppato e rinnovato.

La colomba, infine, mi ispirava sempre una grande tenerezza insieme a pace e serenità. Lei mi richiamava il giorno della Cresima, dove in pienezza ho ricevuto lo Spirito Santo. Si dice che celebrando questo sacramento si diventa soldati di Gesù. Evvero. Ma soldati che impugnano le armi elencate da san Paolo, le quali sono: la mitezza, l'arrendevolezza, il dominio di sé e così via. Già: ancora oggi quel mosaico fa rivivere in me il mio essere cristiano.

domenica 15 dicembre 2019

Il bene

3a domenica di avvento -anno A 
 
E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo! (Mt 11, 6)

Fai il male e pensa. Fai il bene e dimentica. Questa frase della saggezza popolare sta accompagnando i miei giorni di avvento. Come sottofondo, mi ricorda il grande e continuo  gesto di amore di Dio. Nel Natale si esprime nella grotta quando si fa simile a noi. Viene nel mondo e si affianca alla nostra fragilità vivendola fino in fondo.

La sua onnipotenza si abbassa nella concretezza del quotidiano portando il fermento di un amore concreto. Esso trasforma senza tanto clamore, ma nei piccoli passi del vivere comune, che coinvolgono la vita di tutti noi. Dinanzi ad un Dio così lo stesso Giovanni, il Battista, si chiede se questo Gesù sia il vero Messia.

Aspettava altro, attendeva un giustiziere pronto a fulminare gli empi. Invece il Cristo si presenta come colui che ama il peccatore e desidera la sua conversione, come un pastore che cerca appassionatamente la pecorella smarrita.

E per la quale dona la vita sulla croce. Un gesto che esprime totalmente la gratuità di un amore che si dona. La gioia del Natale è accogliere questo dono e condividerlo con chi ancora non ha sperimentato la tenerezza del nostro Dio.

domenica 24 novembre 2019

Cristo re


Desolazione, paura, smarrimento.
Questi sul golgota i sentimenti.
Avvolto da folta e scura nebbia 
non intravedo nessuna 
via che mi salvi.
Vado a tentoni su quella 
liscia ed atavica roccia.
Le mani di fronte 
per tastare un appoggio,
tremano smarrite.
Ma ecco un legno
al quale mi sostengo.
E' Cristo crocifisso.
Alzo lo sguardo e vedo
un volto chino e sereno.
Sembra dormiente.
Senza vita.
Tuttavia soddisfatto 
per aver dato tutto.
Ecco quella lampada 
che cercavo.

domenica 27 ottobre 2019

domenica 13 ottobre 2019

Saziaci tu

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Rendici la gioia per i giorni in cui ci hai afflitti,
per gli anni in cui abbiamo visto il male.
Salmo 89

Si può godere la gioia se si è sperimentato il lutto ed il pianto della tragedia. La mancanza di qualcosa te la fa apprezzare ancora di più quando ritorna. Così per il peccato che ti allontana da Dio. Sperimenti l’amarezza di una scelta scellerata che ti porta alla disperazione. O quando attraversi il tunnel di una malattia: sai cosa vuol dire soffrire.
Apprezzi il perdono, la mano consolante di un conforto, la dolcezza di una presenza amica. Mentre gridi al mondo la gioia conquistata, tu stesso puoi sollevare chi è caduto. Saprai cosa fare. E testimonierai quell’amore che viene da Dio che sazia e che dura per sempre.
Nei piccoli ed umili gesti vedrai la grandezza del Regno che si apre. Nella lode per quello che hai la chiave di una vita soddisfatta che si apre all’infinito. Nel respiro di ogni attimo il palpito di Dio che ti ama ed ha cura di te. Nei raggi del sole che riscalda la carezza dell’eterno.

domenica 29 settembre 2019

Identità

26a domenica del tempo ordinario - anno C

Gesù Cristo da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà. (2Cor 8,9)
 
Quando incontrai per la prima volta il rettore del seminario, una delle prime cose che mi disse fu che dovevo confezionarmi una veste talare. Un abito da usare in alcune occasioni, come la messa comunitaria del giovedì. Mi è tornato questo ricordo pensando al Vangelo di questa domenica. 

Infatti, vediamo il ricco epulone con abiti rosso porpora, segno di potenza, mentre Lazzaro senza un abito ricercato. Mi chiedo quale sia la mia identità di Cristiano. San Paolo invita ad indossare gli abiti di Cristo: mitezza, dominio di sé, magnanimità, misericordia e cosi via. 

Tutte espressioni della veste bianca battesimale. Seguendo l'esempio di Gesù, il suo stile di vita è la casa in cui vivo. Cioè, l'abito che porto. Direi, allora, che anzitutto mi occorre una grande umiltà. Una virtù che rende poveri per farsi arricchire da Dio.

Ancora, l'apostolo delle genti afferma che Cristo non ha ritenuto un tesoro geloso la sua divinità, ma ha spogliato se stesso assumendo la natura umana, tranne il peccato. Una grande scelta di umiltà da fare mia, soprattutto quando sono tentato di seguire l'orgoglio di mettere altre cose al posto di Dio.

giovedì 26 settembre 2019

Festa patronale


Le strade si tinteggiano 
di armonia, con luci,
suoni, spari e
gente gioiosa.
La memoria richiama 
la ricchezza di un
fiorente passato
ricco di emozioni.
Si rivedono amici
lontani; saluti 
rinsaldano vecchi legami.
Si respira quell'aria di festa 
che dal Santo ripercorre 
luoghi battuti ed insaporiti 
da fede vissuta.