sabato 6 febbraio 2021

Una giornata

5a domenica del TO - anno B

Cristo ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle nostre malattie. (Mt 8,17)

La giornata tipica di Gesù è una continua alternanza tra il servizio e la preghiera silenziosa. Egli annuncia la Parola e libera le persone dalle loro paure. Quelle che ingabbiano e non ti fanno vivere, ripiegandoti su te stesso. Sono blocchi che hanno bisogno di essere superati con la forza dell'amore. In questo senso, il Cristo ci fa notare il positivo che è in noi, come un tesoro nascosto che deve essere cercato.

Trovatolo lo si apre per condividerlo; come la suocera di Pietro che, guarita, subito si mette a servizio degli astanti. Così il tesoro del dono di Dio può fruttificare e rendere la felicità per noi e per gli altri: si ha più gioia nel dare che nel ricevere. In effetti, notando che gli altri stanno bene e sono felici, anche grazie ad un nostro piccolo gesto, rende pieni e gioiosi interiormente.

Le lunghe notti di Gesù in preghiera, poi, richiamano quel colloquio interiore dove dialoghiamo con noi stessi. Avendo gli occhi chiusi, immaginiamo tante cose, soprattutto ci lasciamo guidare da quel sottofondo di luce che è l'incontro con il Signore. Solamente lui può dare la forza di amare oltre l'egoismo. Da questo punto di vista, anche solo un piccolo gesto di carità può valorizzare le nostre giornate.

Per questo, la sintonia con Dio è indispensabile. La preghiera, come continuo dialogo con Lui, non deve mai mancare, altrimenti si parla con quegli idoli che propongono valori opposti, orientandoci ad una mentalità di morte. La giornata di Gesù è di esempio. Il rischio del fare le cose nella logica dell'efficientismo può, così, essere superato da un atteggiamento di fondo che orienta la nostra vita.

giovedì 28 gennaio 2021

Bruma


Si adagia nelle valli.
Come coltre spumosa
ammanta pianure,
case e viuzze.
Se ne sei immerso
la vista è appannata;
il respiro bagnato;
la fronte ghiacciata.
Navighi nel grigiore.
Le luci riflesse
danno calore;
ed indicano piste
o case in cui si vive.
Da lontano, in alto,
vede emergere piccole punte.
Alberi, tetti, cupole,
si ergono a ricordo
del sommerso.
Così la bruma saluta
l'imminenza del giorno.

sabato 23 gennaio 2021

Il principio

3a domenica del TO - anno B

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri. (Sal 24)

 

Tutto inizia con un episodio, un'esperienza, un incontro che ti stravolge. Fa scaturire quello che è nel cuore, come un seme che ha bisogno di germogliare nel tempo. A distanza di anni rivedi la tua vita e ritorni a quel momento che si è declinato negli attimi del tempo: tutte le tappe riconducono a quell'origine. 

Agli inizi della mia adolescenza, ho sempre riconosciuto quella domanda che mi ha stravolto ed interrogato su quello che sono oggi: "hai mai pensato di farti prete?" In vari modi è stato il filo conduttore; non solo dei mie dieci anni di sacerdozio, ma di tutto il discernimento che mi ha fatto vagliare e valutare il mio incontro con il Signore.

Dieci anni fa, proprio in occasione della mia ordinazione sacerdotale, ho condiviso una testimomianza dove emerge il cambiamento che in me ha operato l'incontro con il Signore. E' una storia che continuamente si fa memoria, perché la chiamata di Gesù, come ai pescatori di Galilea, ogni giorno risuona nuova ed è il sottofondo delle mie giornate.

Quello che permette alla mia sinfonia di essere accordata ed intonata con la melodia originaria che Dio ha pensato per me. Non un destino casuale, ma un cammino orientato da sempre verso la piena luce dell'amore, ovviamente tra luci ed ombre. Tuttavia, mi sostiene nell'impasto di quello che sono con la presenza vivificante dello Spirito.

Sono sempre con i piedi per terra quando dico questo. Non parlo, infatti, di luci straordinarie, ma di un umile quotidiano che si risveglia continuamente, in una direzione che trova eco nella generica frase di Cristo: venite vi farò diventare pescatori di uomini. Il mio sacerdozio si orienta proprio a questo servizio, spesso silenzioso; ma è dove voglio essere.

sabato 21 novembre 2020

Il viaggio della vita

24a domenica del TO - Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'universo - anno A

L'Agnello immolato è degno di ricevere potenza
e ricchezza e sapienza e forza e onore:
a lui gloria e potenza nei secoli, in eterno. (Ap 5,12; 1,6) 

Il tempo corre veloce. Va verso il suo inevitabile corso. Come un viaggio che prima o poi ti porterà a destinazione. Ci sono però stazioni intermedie in cui si può scendere per fare il punto della situazione. Così, ti ritrovi in un posto che puoi visitare, incontrando persone ed ammirando luoghi da esplorare: il viaggio della vita.

A volte i sogni possono aiutarti nel determinare le tue aspettative. Essi sono un tuffo in un cielo che non ha fine, dove non esiste nessun confine. Ma lo sguardo deve essere comunque rivolto al presente; dove non ci sono tante bacchette magiche o problemi che si dissolvono in una bolla di sapone, perchè il viaggio della vita è reale e concreto.

E' sicuramente meglio avventurarsi con qualcuno con cui condividere dolori e gioie. Tra questi sicuramente la figura di Cristo è un punto di riferimento. In questa domenica la liturgia ce lo presenta Re dell'universo, con una Signoria capace di governare il mondo. Il volto di questa potenza, però, è sulla croce, dove Egli si dona totalmente.

E nel donarsi ci lascia un tesoro che custodiamo nel cuore: il suo Spirito. Infatti, è proprio in noi stessi che possiamo trovare la direzione. Così lasciare che lo Spirito, con la sua rugiada, ristori e dia forza al pellegrinare tra le varie stasi della vita. Tutto il peso delle giornate può essere, in tal modo, alleggerito da chi cammina con noi alla ricerca della felicità, che è la meta ambita verso la quale ci dirigiamo.


sabato 1 agosto 2020

Gesto d'amore

18a domenica del TO - anno A 
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. (Mt 14, 21) 

Diversi anni fa ero appassionato di velieri. Così, andai in un negozio di modellistica e trovai un'ampia scelta di navi da costruire. Mi consigliarono di cominciare con il Bounty. Mentre riflettevo sull'acquisto, mi sentii chiamare. 

Mi voltai e vidi un compaesano che conoscevo di vista. Egli mi disse di non comprare nulla perché, essendo un collezionista, mi avrebbe dato lui qualcosa. E mi invitò ad andare a casa sua. Qualche giorno dopo, sapendo dove abitava, mi recai da lui.

In tal modo vidi la sua collezione ed una nave da guerra che stava realizzando per la moglie. Poi, mi diede il progettino del Bounty con del materiale per realizzarlo. Questo ricordo ê riemerso meditando il Vangelo di questa domenica. In esso Gesù parla della logica del regno di Dio: condivisione ed attenzione all'altro.

Quello che Cristo stesso ha fatto della sua vita e che è simboleggiato dal pane che si spezza per amore. Bella l'immagine del prato dove la folla è invitata a sedersi per essere servita. Infatti, ancora una volta è la virtù dell'umiltà la base della vita cristiana. Con essa siamo invitati a non spadroneggiare, a non inchinarci al nostro egoismo, ma a trovare la vera gioia nel dare quel poco che abbiamo.

domenica 7 giugno 2020

Definizione

Domenica della Ss.ma Trinità - Anno A

Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna (Gv 3, 17).

Alle superiori quando scrivevo un tema, prima definivo la traccia. Aiutandomi con un vocabolario, chiarivo i termini in questione poi andavo nello svolgimento chiarendo i dettagli. Se dovessi scrivere qualcosa sulla Trinità, però, avrei delle difficoltà nel definirla. Perché in questo caso non puoi prendere un manuale e lasciarti guidare.

Non si tratta di un concetto da esprimere perché è la vita stessa di Dio. Essa è amore che si dona. Lo vediamo chiaramente nella storia di Gesù, soprattutto nel suo donarsi sulla croce per l'umanità. L'amore lo puoi solamente vivere, non definire. Ha a che fare con il cuore, la parte più intima di noi stessi che dirige il cammino.

Più che di una definizione, qui si tratta di un'accoglienza. Allora, se sono innamorato di Cristo il suo amore guiderà i miei passi e la Parola sarà per me determinante. Soprattutto vedrò Dio come un padre che ama allo stesso modo tutti i suoi figli.