domenica 29 marzo 2020

Colpo di coda

5a domenica di quaresima - anno a
Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore, chi crede in me non morirà in eterno. (Cfr. Gv 11,25a.26) 

Il colpo di coda dell'inverno, che ci ha colti di sorpresa in questa settimana, mi ha fatto riflettere sulla fragilità della condizione umana. Ci eravamo abituati alle belle giornate di una primavera appena arrivata. All'improvviso neve e gelo. Come la pandemia che ha coinvolto il mondo con contagi, morti, restrittive e molta paura.

Il pensiero della morte penso sia dominante in tutti noi. Normalmente ci pensiamo poco, cercando di esorcizzarla allontanandola il più possibile dagli orizzonti. Il vangelo di questa domenica ci rincuora parliamoci della resurrezione dai morti di Gesù. È la luce fondamentale della nostra fede.

Essa ci proietta nella vita vera che passa attraverso la morte in una rinascita di amore che non ha fine. Questo deve darci speranza. Infatti, soprattutto in questo periodo difficile, il Cristo ci rivolge la stessa domanda che ha posto a Marta, sorella di Lazzaro: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». 

I tanti segni di speranza testimoniati in questi giorni rinforzano proprio questa fede. Sono le tante persone che si dedicano al servizio dei malati dando loro conforto medico e spirituale. Proprio la preghiera ed il servizio silenzioso ci fanno cogliere il messaggio di Dio in questo periodo di tempesta, dando auspici per tempi migliori.

sabato 29 febbraio 2020

Una foto

1a domenica di quaresima - anno A

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. (Mt 4, 1)

Quando mi trovo di fronte ad un bel paesaggio cerco sempre di catturarlo con delle foto, così posso rivederlo quando voglio. Oggi è semplice farlo visto che non ci sono più i rullini da sviluppare. Sono i tramonti che sfuggono di più, perché i riflessi del sole calante si dileguano in fretta. 

Proprio l'altra sera mentre viaggiavo mi sono fermato per fotografare le nuvole tinte di splendidi colori. Tuttavia, ogni tanto mi fermo in silenzio a contemplare: non prendo il telefono per fare foto ma mi immergo in ciò che osservo. Faccio fluire le emozioni e lodo il Signore per le sue meraviglie.

É come se scattassi una foto in divenire nel mio cuore. Si, perché tutto me stesso è coinvolto con tutta una storia emotiva che nel tempo mi ha fatto maturare. Una linea tortuosa di luoghi, persone, tempi particolari il cui comun denominatore è il dialogo con me stesso e con Dio. 

Credo che la quaresima debba aiutarci a recuperare proprio questo nel cercare quel silenzio interiore in cui riscoprirsi creature amate. Il deserto indica proprio quel tempo di pausa quotidiano in cui ritrovarsi per dare una direzione alla vita. Chi più del Signore può aiutarci?

domenica 2 febbraio 2020

Presentazione

Presentazione del Signore

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore (Lc 2, 22).


La presentazione di Gesù al tempio mi ricorda il giorno del mio battesimo. Come il Bambino è presentato a Dio affinché si compia la sua volontà, così io quel giorno sono stato affidato ai suoi progetti. Però, quando ho cominciato a dire che volevo diventare sacerdote, quasi tutti mi hanno contrastato. Certo, è stato utile per il mio discernimento, soprattutto nella sua fase matura.

Tuttavia, molti hanno cercato di distogliermi, come quando ti innamori della persona sbagliata. Ma alla fine il cuore ha sempre la meglio, o sei destinato ad una vita infelice. Credo, infatti, che seguire la volontà di Dio sia proprio realizzare in pieno la vita. Te ne accorgi quando una persona è infelice perché è triste, anche se ha tutto.

Certo, capire quello che Dio vuole non è semplice. Perché molte sono le aspettative dei genitori o dei parenti, degli amici. Ognuno cerca di inquadrarti e di orientare il tuo vivere, pensando al tuo bene e a quello della famiglia. In passato quasi tutti i matrimoni e le scelte religiose erano combinati proprio per questo.

Ma quando presenti una creatura a Dio la affidi a Lui, non ne sei il padrone. Lo dico sempre ai genitori che chiedono il battesimo per i figli. Fidarsi di Dio Padre è seguire le sue vie, che non sono le nostre. D'altronde per Maria e Giuseppe è stato così. Non è stato semplice per loro percorrere quella strada che ha portato il figlio alla morte in croce per il bene dell'umanità.

domenica 19 gennaio 2020

Il Battesimo nello Spirito

2a domenica del tempo ordinario - anno A 
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui». (Gv 1, 32)

Nella chiesa madre della mia parrocchia, c'era un mosaico vicino al battistero, sulla destra entrando. Esso rappresentava il battesimo di Gesù al fiume Giordano. Ogni volta che andavo in chiesa mi fermavo a contemplarlo. In particolare mi colpivano: il volto umile di Cristo, la conchiglia con la quale Giovanni lo battezzava e la colomba raggiante di luce.

Un ricordo che emerge in queste domeniche dove siamo invitati a meditare su questo episodio narrato dai vangeli. La missione di Gesù inizia proprio mostrando il suo volto umile e disposto ad assumere la nostra condizione umana totalmente, eccetto il peccato. Per questo, vedendo questo volto nel mosaico, mi sentivo confortato ed accolto nella mia fragilità, nonché sostenuto nel cammino di fede.

La conchiglia, poi, mi riportava al giorno del mio battesimo. Non mi ricordavo la data. Così ho chiesto a i miei genitori e me l'hanno detta. In tal modo posso rievocare almeno il giorno in cui da piccolo ho iniziato la vita cristiana, quando per la prima volta, seppur incosciente, mi sono immerso nelle acque dell'amore di Dio per esserne inzuppato e rinnovato.

La colomba, infine, mi ispirava sempre una grande tenerezza insieme a pace e serenità. Lei mi richiamava il giorno della Cresima, dove in pienezza ho ricevuto lo Spirito Santo. Si dice che celebrando questo sacramento si diventa soldati di Gesù. Evvero. Ma soldati che impugnano le armi elencate da san Paolo, le quali sono: la mitezza, l'arrendevolezza, il dominio di sé e così via. Già: ancora oggi quel mosaico fa rivivere in me il mio essere cristiano.

domenica 15 dicembre 2019

Il bene

3a domenica di avvento -anno A 
 
E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo! (Mt 11, 6)

Fai il male e pensa. Fai il bene e dimentica. Questa frase della saggezza popolare sta accompagnando i miei giorni di avvento. Come sottofondo, mi ricorda il grande e continuo  gesto di amore di Dio. Nel Natale si esprime nella grotta quando si fa simile a noi. Viene nel mondo e si affianca alla nostra fragilità vivendola fino in fondo.

La sua onnipotenza si abbassa nella concretezza del quotidiano portando il fermento di un amore concreto. Esso trasforma senza tanto clamore, ma nei piccoli passi del vivere comune, che coinvolgono la vita di tutti noi. Dinanzi ad un Dio così lo stesso Giovanni, il Battista, si chiede se questo Gesù sia il vero Messia.

Aspettava altro, attendeva un giustiziere pronto a fulminare gli empi. Invece il Cristo si presenta come colui che ama il peccatore e desidera la sua conversione, come un pastore che cerca appassionatamente la pecorella smarrita.

E per la quale dona la vita sulla croce. Un gesto che esprime totalmente la gratuità di un amore che si dona. La gioia del Natale è accogliere questo dono e condividerlo con chi ancora non ha sperimentato la tenerezza del nostro Dio.

domenica 24 novembre 2019

Cristo re


Desolazione, paura, smarrimento.
Questi sul golgota i sentimenti.
Avvolto da folta e scura nebbia 
non intravedo nessuna 
via che mi salvi.
Vado a tentoni su quella 
liscia ed atavica roccia.
Le mani di fronte 
per tastare un appoggio,
tremano smarrite.
Ma ecco un legno
al quale mi sostengo.
E' Cristo crocifisso.
Alzo lo sguardo e vedo
un volto chino e sereno.
Sembra dormiente.
Senza vita.
Tuttavia soddisfatto 
per aver dato tutto.
Ecco quella lampada 
che cercavo.