sabato 16 giugno 2018

Un albero

11a domenica del tempo ordinario - anno B

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce» (Mc 4, 26).

Quando fa caldo, è piacevole rifugiarsi all'ombra di qualche albero, specialmente in un bosco. Nei mesi più caldi dell'anno, spesso mi distendo sul prato riparato da grandi alberi. Con lo sguardo in alto vedo le fronde illuminate dal sole allo svolazzo del vento. Un gran dono della natura. Chissà quanto tempo impiega un albero per divenire grande e rigoglioso.

Sicuramente molti anni. Secoli addirittura. Col tempo l'albero è diventato maestoso e può dare rifugio. Ha fatto tutto da solo, seguendo il suo corso. E pensare che un incendio o il taglio di una motosega possa distruggere in un attimo un così lungo lavorio! Questo miracolo della natura mi fa pensare all'agire di Dio nella storia.

In modo silenzioso e costante egli è accanto a noi per far germogliare la vita affinché porti frutto. Indica il sentiero giusto e da il tempo necessario per capire l'importanza dell'amore che dona. Anzitutto come si premura tramite chi ci ha cresciuti ed educati. Poi nel suo contino perdono che incoraggia a riprendere il cammino senza paura.

Rivedendo la mia storia devo riconoscere che Dio non ha avuto e non ha fretta nell'aspettare la mia risposta. Questo mi rasserena. In particolare quando vorrei risultati immediati nella predicazione. Mi rendo conto che il mio è anzitutto un allargare le mani per una semina abbondante della Parola in ogni terreno. Sarà il Signore a farla crescere e germogliare.

domenica 3 giugno 2018

Nuovo rito

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti» (Mc 14, 25).

Un mio amico parla sempre di un aneddoto che raccontava il nonno. Durante la seconda guerra mondiale, quando c'era poco da mangiare, i familiari di suo nonno gridavano che avevano fame ed egli, non avendo nulla, si stese a terra e disse: "Mangiatemi!" Questo episodio tragicomico mi fa riflettere sulla solennità odierna del Corpo e Sangue di Cristo.

Gesù si fa cibo e bevanda per alimentare la vita divina che è in noi. Si dona per la nostra salvezza. Rende grazie a Dio offrendo se stesso per l'umanità. Un mistero che coinvolge la vita di fede. Per cui il rendimento di grazie dovrebbe partire dal cuore per colmare tanta fame e sete.

Prima di tutto è necessario che Cristo sazi il nostro animo con la sua grazia. Riconoscendoci manchevoli di amore dinanzi a Lui è il primo passo per incarnare lo stile eucaristico. Perché quello che egli ci dona può essere reso al mondo per lodare Iddio. Saremo allora eucaristia vivente, portandola nel mondo con la nostra testimonianza.

domenica 27 maggio 2018

Meraviglie

Solennità della SS.ma Trinità - anno B
 
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato (Mt 28, 16).

In questo periodo, in molte parrocchie, si celebrano le prime comunioni e le cresime. I ragazzi, in questo modo, confermano la fede battesimale: quella che li immerge nell'amore trinitario di Dio. Però, questi momenti risultano essere per molti un punto di concedo. Come se fossero stati costretti a seguire un percorso per fare ciò che si deve fare. Poi basta, si è liberi. Soprattutto dopo la confermazione.

Inoltre, molti si ricordano di questo sacramento per il matrimonio o quando qualcuno gli chiede di fare da padrino o madrina. E' lo specchio di una fede scolastica e schematica dove al primo posto c'è il dovere, non la gioia di camminare con la comunità per incontrare il Risorto. D'altronde, più o meno, è stato per tutti così. Pure io ho celebrato questi sacramenti perché era arrivata "l'età giusta".

Col tempo ne ho capito l'importanza e mi sono orientato verso una fede più consapevole. Soprattutto, quando mi sono inserito in un cammino o, almeno, ne ho preso coscienza. Uso spesso, infatti, l'analogia del cammino in salita per descrivere e testimoniare il mio essere cristiano, come scalare una montagna. La fatica è compensata dalla meraviglia dell'ampio panorama che riesci a vedere sulla vetta.

Soprattutto quello che veramente rimane, è il sostegno di chi aiuta a rialzarti quando cadi: da solo non arriveresti mai in cima! Per questo la nostra è fede comunitaria. Perché proprio attraverso i compagni di viaggio incontri l'amore trinitario. La premura di Dio arriva così nella tua storia e la migliora, dandogli un senso ed un orientamento.

giovedì 17 maggio 2018

La gioia del dono


Colletta

Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre,
per il mistero che celebra in questa liturgia di lode,
poiché nel tuo Figlio asceso al cielo
la nostra umanità è innalzata accanto a te,
e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza
di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria.

 


Gesù ascende al cielo con canti di gioia. Siamo noi a rallegrarci. Egli torna alla casa del Padre ma non ci lascia soli. Anzitutto abbiamo la memoria della sua morte-resurrezione. Poi lo Spirito. Questi porta nella nostra storia l’evento salvifico di Cristo. La Parola così sprona sempre a cambiare mentalità.

La nostra mente, il nostro cuore ed il nostro spirito si aprono continuamente al nuovo. Siamo rinnovati nel nostro intimo. Sperimentiamo l’indicibile gioia del donare. In questo la nostra testimonianza. E’ bello credere che tutto si rinnova in forza dello Spirito.

La nostra vita, piccola goccia di infinito, torna continuamente a chi ce l’ha donata. Non abbiamo paura delle tenebre perché nella nostra città c’è la luce di Cristo che splende ed arde di misericordia. In noi, con noi, per il mondo.

domenica 13 maggio 2018

Latte spirituale

Ascensione del Signore - anno B

Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano (Mc 16, 20).

In Irpinia c'è la tradizione di preparare pasta con il latte il giorno dell'Ascensione. Mia zia, che abitava in campagna, ne cucinava in grandi quantità e la conservava nelle zuppiere coperte con delle tovaglie, adagiate in cucina. A me piaceva soprattutto bere il latte zuccherato ed aromatizzato con la cannella. Per capire il significato di questa tradizione mi sono documentato.

Ho scoperto così che i pastori in questo giorno solenne avevano l'abitudine di donare il latte alle persone bisognose. Un po' per fede, un po' come rito di propiziazione per gli animali che producevano il latte tutto l'anno. Inoltre, il latte, essendo bianco, richiama la purezza del Cristo risorto e della veste candita del battesimo.

Anche se questo gesto si sta perdendo, è bello ricordare la sua importanza in questa domenica in cui Gesù ascende al cielo. Mi piace associarlo alla missione che Cristo stesso lascia a noi suoi discepoli: quella di annunciare la buona novella. Testimoniare, cioè, con gesti di amore, la presenza di un Dio che accoglie tutti nella sua misericordia.

In questo modo, la fede viva e vera nell'annunciare il Risorto è come donare latte spirituale che nutre l'anima. Tante sono le difficoltà da affrontare, molte le richieste di chi ha bisogno. Tuttavia, se ci mettiamo in gioco con il poco che abbiamo si può fare molto. Le opere di misericordia corporale e spirituale lo ricordano. Il latte che Dio ci dona può essere un beneficio per tutti.

domenica 29 aprile 2018

L'Agricoltore

5a domenica di Pasqua - anno B
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto (Gv 15, 1).

La natura si risveglia. La primavera regala piante che fioriscono e giornate più verdi e luminose. Il panorama si trasforma in tutta la sua bellezza. Mi piace contemplare il tripudio di colori che punteggia i campi. Percepisco un'armonia che apre l'animo. Elevo lo sguardo verso il cielo e dal cuore sgorga una preghiera di ringraziamento.

Tutto questo Dio lo fa per noi. Come un agricoltore, egli cura la nostra vita e vuole che fiorisca. Infatti, in questa domenica, Gesù presenta il Padre proprio come l'agricoltore della grande vigna dell'umanità. In essa la pianta della vite è Gesù stesso. Egli dona la linfa dell'Amore a noi suoi tralci. Accogliendola possiamo portare uva matura, dalla quale ottenere un buon vino per gioire.

Quando in noi qualche tralcio ha bisogno di essere potato, ecco la Parola. Essa è quell'arnese appuntito che può arrivare dritto al cuore e potare i rami infruttuosi. Ciò che è frutto del nostro amor proprio può essere eliminato. Così i rami buoni possono rafforzarsi per portare uva matura. La provvidenza di Dio è davvero meravigliosa.

Essa desidera coinvolgere la nostra vita portandola nella vigna di Dio. Il vino che se ne ricava è il segno della grande festa nuziale che celebriamo ogni domenica. E' un'alleanza tra noi battezzati e Cristo stesso. Allora il risveglio della primavera è un anticipo dell'alba senza tramonto che godremo nell'eternità.

domenica 15 aprile 2018

Nel cuore di Dio


Immagino Dio come il sole, dove mi immergo per sperimentare l’abbandono in Lui. Vedo la luce solare, mi attrae e mi avvicino. Mi lascio attirare. Mi trovo, adesso, in un raggio di colore rosso che è la mia vita, il mondo vitale a cui appartengo. 

Mi accompagnano dei rumori di sottofondo. Sono ricordi del passato che riemergono. Mi fanno rivivere esperienze non del tutto estinte nel mio vivere emotivo.  Ci sono dentro ancora, a distanza di tempo. Sono un sottofondo che inquina il mio spirito.

domenica 8 aprile 2018

Luce che guida

Il Signore ridona la vista ai ciechi, 
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

 Salmo 145 

La bontà di Dio rialza un cuore sconfitto ed umiliato dalle vicissitudini del mondo. Ogni sacrificio è ben ricompensato da un cuore pieno di gioia vera. Quella che si ha dopo un tortuoso cammino. Quella che godi come dono ricevuto e ardentemente desiderato. 

Nell’intimo tante sono le aspirazioni. Si possono costruire grandi cose se le si segue. I grandi ostacoli si sorvolano con tempo e pazienza. Pure con chi anela come te ad un mondo migliore.

Soprattutto se la provvidenza di Dio è la chiave che apre lo scrigno dei tuoi propositi. Egli è un Padre occorrevole che ti è sempre accanto. Che la Parola illimpidisca i nostri occhi per vedere, sturi le orecchie per sentire e sciolga la lingua per lodare.

martedì 27 marzo 2018

Vivi ricordi


Mi si attacchi la lingua al palato
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non innalzo Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.
salmo 136

La memoria mi aiuta a rendere presente ciò che Dio ha operato nella mia storia. Se non fosse sempre viva, dimenticherei la mano che mi ha tratto in salvo. Periodi scuri, in cui avevo l'acqua alla gola e mi sembrava di annegare, sono stati connotati da un forte incoraggiamento interiore, che mi incitava a proseguire il cammino. Anche oggi, quando affronto difficoltà, questo eco è sempre vivo dentro di me. E vorrei che lo fosse sempre. Per continuare spedito il mio cammino a servizio del Regno.