domenica 3 luglio 2011

Il somaro

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
anno A
Mt 11, 25-30

Quando ero piccolo vedevo sempre un vecchietto che andava in giro con un asino.

Mi incuriosiva. I miei genitori mi dissero che zio Macario, così si chiamava, andava alla sua terra. L’unico modo per arrivarci era il somaro, la sua vettura.
 

Quando mi hanno detto che Gesù è entrato a Gerusalemme a cavallo di un asino, io ho sempre immaginato zio Macario. Anche Gesù ha scelto questo mezzo per presentarsi come il Messia, il salvatore delle genti. Realizzando la profezia di Zaccaria:  “Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d’asina” (Zc 9, 9).

Questo paragone con quel vecchietto, mi fa pensare anzitutto allo specifico del nostro Dio. Egli non ama la violenza e non fa uso di mezzi grandiosi per conquistare il nostro consenso, ma si serve di cose semplici e umili.

In secondo luogo,  zio Macario mi rimanda agli ultimi di cui parla il vangelo di questa domenica.

I piccoli sono proprio quelli che non hanno idee di grandezza, ma si accontentano del poco e del giusto, senza pretendere il di più; sono quelli che sanno riconoscere il primato di Dio nella loro vita e gli rendono grazie. Sanno che Egli non li abbandonerà.

Signore anch’io so che il tuo giogo è dolce e soave. Tu mi vuoi rendere libero di poter amare e dire per primo ti voglio bene. Permettimi di farti entrare nella mia vita. E Tu restaci. Per sempre.

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