sabato 28 aprile 2012

Onde

Come zattera in mare
mi trasporano le onde dei mie sentimenti.

Una piacevole carezza
il loro leggero frangersi.

Traghettano i mie pensieri
....li allegeriscono.

Li approdano
in isole di pace e quiete

dove sempre vorrei rimanere.

Luce spenta


Caro diario,

                 da una quindicina di giorni mi sento spento. Dentro di me è venuta meno quella energia che mi guidava. All'improvviso mi sono sgonfiato e non riesco a fare, se non con fatica, le cose di prima. L'unico posto dove trovo ristoro sono le tua pagine.

La sola ala che funziona molto bene, per fortuna, è quella della fantasia, delle emozioni e dei sentimenti. Mi ritrovo spesso a piangere e scopro quella parte fragile e tenera di me che forse ho trascurato troppo. Ho fatto la fine del Titanic e me ne accorgo adesso che sono affondato negli abissi.

Il lato positivo della cosa è che riesco ad ammetterlo. Mi è più difficile mascherarlo. E lo vorrei. Perché rischio di trascinare con me anche chi mi è vicino. Almeno questa è la mia paura, una delle tante.

Una volta ti ho parlato di una sana malinconia. Quella che comunque devi accettare per crescere e vedere quella realtà lenta, di routine, profonda che spesso mi sfugge. Oggi è tutta mia.

Ti ho parlato pure di Dio; se fosse uno di noi. Ti assicuro che non lo sento lontano da me. Questa volta è nel mio tunnel, come un piccolo spiraglio di luce che, in qualche modo, mi conforta. 

E' in chi ha ancora il coraggio di dirmi senza stancarsi: "ti voglio bene". 

Mi rendo conto di aver rilegato la sua presenza solamente nella mente e non in tutto me stesso, dove pretendere di essere. Adesso, con un sospiro di sollievo, lo sperimento. In fondo, la forza di condividere è comunque un suo dono.




A presto!

venerdì 27 aprile 2012

Sole



Apri il mio animo
...sorride il cuore.



Odore di salsedine
si infiltra nella memoria.


Si sghiaccia
la tana invernale;
si aprono gli orizzonti
di inesplorati mondi.



Voglia di evadere.



Un'inaspettata sensazione
da pioniere.


Un desiderio
di correre nei verdi prati...
come un capriolo
saltare qua e là.





Inseguire l'onda;
raggiungerla;
...e tuffarsi. 



Lampioni


Caro diario,

                  mi sono divertito ad ammirare i lampioni. Forme particolari che richiamano personaggi. Colori che a volte ti trascinano.

Alcuni sembrano fare un profondo inchino di riverenza per salutare i passanti. Altri somigliano a soldatini che fanno la guardia.  Come pure a sentinelle che dall'alto attendono il levare del sole per riposarsi.

Ce ne sono anche a riposo, ormai dismessi e pronti per il riciclo. O quelli che attorniano i monumenti e assumono un'atmosfera lugubre, per richiamare il dolore che ha colpito qualcuno.

Poi, quelli bassi da giardino che ti invitano al passeggio perché illuminano i tuoi passi e ti danno sicurezza nei piccoli sentieri delle ville borghesi. O nei marciappiedi adiacenti le strade carrabili. Dove magari c'è anche qualche panchina romantica ai bordi di terrazze paronamiche.

Molte zone però rimangono allo scuro. I lampioni lì sono spenti. Non si sa perché. Forse il risparmio. Ma intanto in diverse zone isolate se ne trovano di nuovi. Pronti ad illuminare soltanto l'asfalto delle strade.

Ti saluto.

giovedì 26 aprile 2012

Uccellini

Finalmente gli uccelli che cinquettano.

Note diffuse nell'aere in festa;
giorni solari
baciati da colorate onde.

Rilassanti
suoni melodiosi
che aprono le strade
della pace e della quiete.

mercoledì 25 aprile 2012

Giorni di pioggia


Caro diario,
                   nei giorni passati ne ha fatta molta di pioggia. Il cielo è stato quasi sempre grigio. Le strade bagnate. L'umore a terra. 

Però non ho rinunciato alle mie passeggiate. Con l'ombrello ed il vento forte ho scrutato il grigiore attorno a me. Anzitutto mi sono bagnato. Inevitabile. Però ho osservato.

Mi ha colpito tutta quell'acqua che veniva giù a catinella. Ma pure le piccole gocce che si formavano sulle foglie delle piante. Poco alla volta crescevano e poi venivano giù finendo in un piccolo rivolo che le attendeva per ingrossarsi.

Anche il mare ho visto, quasi in tempesta.

Non era proprio grigio, ma di quel blu, quasi antracite, che comunque si annientava nel plumbeo cielo arrabbiato. Una monotonia interrotta dalle creste bianche delle onde alzate dal vento.

E poi l'arcobaleno. L'ho visto proprio l'altro ieri. Anzi erano due archi che coronavano un antico convento. Mi sono sentito protetto.

Adesso ci vuole il sole però.



A presto!

martedì 24 aprile 2012

Se fossi




Se fossi acqua, ti inonderei di freschezza

Se fossi fuoco, ti donerei calore

Se fossi terra, ti coprirei di humus

Se fossi aria, ti accarezzerei di brezza.

 
Ma posso darti solo quello che sono.


Ti accontenterai?

Nell'oscurità



Mi groviglio nello scuro dei miei pensieri...
primitive sensazioni di paura e leggerezza;
inquieta ansia del nulla.

Aspiro...attendo. 

Ma non vedo.

Dentro di me il piacevole senso
del sublime misto a inutile poltiglia.


Ma di me che ne sarà?

Veramente il buio, il nulla?

L'etereo e vago senso dell' oltre
...mi pervade.



Ah se potessi!



Ancora mi riconoscerei uomo
mi cullerei di quello che non sono.



Viaggerei per inesistenti sentieri
di maculato benessere.



E..... volerei!


sabato 7 aprile 2012

Punti fermi

DOMENICA DI PASQUA
Gv 20, 1-9

Nella nostra vita ci sono dei punti fermi. Non esistono per essi compromessi. Solo salde pietre miliari che scandiscono il nostro cammino.
Si tratta di familiari, parenti, amici, luoghi particolari …. tutti legati ad una esperienza fondamentale di vita. Senza di essi non è lo stesso. I colori delle tue giornate dipende da loro, anche per il sol incontrarli o vederli per un attimo.
Così, quando hai bisogno di rinascere, di ritrovare te stesso, sai a chi rivolgerti per essere capito e sostenuto.
Proprio l’altro giorno mi è capitato di piangere con degli amici, in confidenza. Proprio io che non piango mai! I pesi del cammino di fede e del mio ministero a volte sono veramente pesanti. Ho bisogno di persone vicine che mi fanno sperimentare la carezza di Dio.
Ci sono, per fortuna; per me e per ognuno.
Mi sento risorto interiormente. Ho sperimentato il passaggio dalla sofferenza alla serenità interiore, quella che dura e che è dono di Dio.
Sembra che le mie lacrime abbiano lavato qualche piccola ferita. Ma chi le ha curate è stata soprattutto la forza che viene da Dio. Egli costantemente mi rinnova con quell’acqua risanatrice che esce dal costato di Cristo e che sempre richiama a vita nuova.
Quel rinnovasi presente nella natura, trova eco nelle nuove energie del nostro organismo e nella vita spirituale, che respira grazie ad un punto fermo, che  rinasce di continuo: la resurrezione di Gesù.

BUONA PASQUA!

domenica 1 aprile 2012

Mani sporche

DOMANICA DELLE PALME
Mc 14,1-15,47

Un giorno bussa alla mia porta un uomo. E’ pieno di fango fino alle ginocchia. La sua macchina è finita in uno scavo, vicino casa, e vuole usare il telefono. Vedendolo in quelle condizioni non lo faccio entrare. Gli consiglio di usare la cabina pubblica.

Qualche tempo dopo, invece, si presenta una bella donna, molto suadente. Comincia a parlarmi di Dio, della Bibbia. Una testimone di Geova. Gli dico che sono cattolico, ma lei insiste. Vuole entrare e parlare con calma. La faccio accomodare e le offro anche un caffè.

A distanza di anni mi chiedo: perché non mi sono comportato allo stesso modo? L’uomo pieno di fango l’ho mandato via perché mi faceva ribrezzo. La ragazza di bell’aspetto l’ho fatta entrare. Due pesi e due misure.

A volte non mi rendo proprio conto che essere cristiani significa sporcarsi le mani con chi è più sporco di te!
Questi il ricordo e la riflessione che la domenica delle palme mi ha suscitato.

La donna suadente è come Gesù sul somaro che entra trionfalmente a Gerusalemme. Io sono lì osannante a battere le mani ed a stendere tappeti per farlo passare.

L’uomo sporco di fango è Gesù catturato e condannato a morte. Io quello che lo rifiuta. Proprio come san Pietro.

Ringrazio Dio che mi illumina sui miei sbagli. Lui ha risorto suo Figlio dai morti. Gli chiedo di aiutarmi a capire che essere cristiani significa sporcarsi le mani con chi è in difficoltà, perché è lì che si incontra il vero volto di Cristo. Quello che ha bisogno di aiuto e sostegno.