sabato 26 maggio 2012

Respira!

 PENTECOSTE

Quest’inverno sono andato in piscina. Sono ancora una scamorza. Ho capito, però, quanto sia importante il respiro per nuotare bene.

A ritmi sincronizzati, devi prendere fiato altrimenti non resisti. Non riesci a percorrere neanche qualche metro.

Di solito, infatti, a stile non riuscivo a fare progressi perché avevo un’abitudine sbagliata. Di prendere, cioè, molta aria prima di andare di nuovo giù con la testa. Non riuscivo a buttarla via tutta che già ero pronto per prenderne altra.

Alcune volte mi sono sentito male negli spogliatoi perché ho forzato troppo il diaframma e lo stomaco ne ha risentito.

A un certo punto ho detto all’istruttore: il nuoto non fa per me; volevo lasciare. Lui mi ha fatto capire che, come ogni cosa, ci vuole tempo e sacrificio. Passione e dedizione.

Proprio come la vita di fede. In diverse occasioni ho lasciato, per paura di non farcela, la strada del vangelo. Non sono degno, mi son detto tante volte. Soprattutto della vocazione al sacerdozio.

Avrei voluto che il Signore chiamasse altri più bravi di me. Perché io?

Ma dopo un giusto respiro ho ritrovato con un sì la mia sintonia. Il mio modo di nuotare in questo mondo. Con passione e dedizione sono oggi quello che sono. Con una rinnovata risposta d’amore è Dio che mi trasforma.

Non sarò mai un grande nuotatore e neanche un santo da nicchia; ma nel mio piccolo sono felice di potermi sempre sintonizzare con quel soffio dello Spirito che, continuamente e con delicatezza, accarezza la porta del mio cuore.

E come un leggiadro sussurro, il mio respiro e lo modula sulle sue onde armoniche e deliziose.

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