venerdì 31 agosto 2012

Venerdì della XXI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Viaggio


Cor 1,17-25   Sal 32   Mt 25,1-13
Ecco lo sposo! Andategli incontro!

Quando si vuole affrontare un’impresa occorre munirsi degli strumenti necessari.
Come per un’escursione. Ci vogliono scarpe ed abbigliamento adeguati, uno zaino con degli alimenti, una felpa e così via.
Così per il cammino di fede. E’ necessario procurarsi gli strumenti per alimentare la fede, capace di illuminare la strada. La Parola, l’Eucaristia sono soste necessarie per prendere l’olio della fiducia in Dio e l’alimento della carità.
Poi, ci si deve fidare delle guide. Persone sagge che indicano la meta: l’incontro con Gesù, lo sposo della nostra anima.
Inoltre ci vuole acqua per dissetarsi. Ecco l’invocazione dello Spirito Santo che placa la nostra sete di giustizia e dà la forza per attuarla nella nostra vita.
Questo cammino ci prepara ad accogliere il Signore che bussa al nostro cuore. Oggi in maniera velata, tramite il prossimo; alla fine dei tempi nello splendore della gloria.
Per questo anche noi vogliamo essere saggi e procurarci quando ci occorre per viaggiare nelle tenebre mondane dell’egoismo.
La lampada della fede è quella che ci consente di riconoscere la sapienza di Cristo manifestata nella debolezza della croce.
Lì troveremo la forza nelle nostre inevitabili cadute e sperimenteremo la premura di Dio nel sollevarci, per annunciare la sua salvezza.

martedì 28 agosto 2012

Sbadigli

Continuamente
sospiri....

...apri la bocca,
tiri fuori il fiato
pulisci il palato.

Sensazione
di torpore
è quella che avverti.

Stai meglio
con quelle 
punte di lacrima
che opacano
le pupille.

Di continuo;
non ti lasciano.

Non sai perchè.

Forse sei stanco,
annoiato,
semplicemente
rilassato.

Ma ben vengano
a ristorare
una mente offuscata.

lunedì 27 agosto 2012

Crolli

Caro diario,
                  ogni tanto mi capita di vedermi crollare addosso il mondo. Come avviene quando cadono i muri per il terremoto.

La scossa non la avverto, capitombola tutto all'improvviso. Poi trovi pure le cause. Ma intanto mi sento proprio sotto le macerie.

Il più delle volte è la stanchezza che risucchia. In altre occasioni qualche delusione che fa sprofondare i tuoi castelli in aria.

Sono un tipo che sogna troppo. E' bello. Però rischio di andare troppo avanti rispetto la realtà. 

Ma c'è anche da dire che sognatori purtroppo ne vedo pochi. Quando mi scontro con il pessimismo esasperato è peggio. 

Che ci posso fare?

 A me piace volare. E quando trovo ali come le mie, mi sento a casa.

Qualcuno dice che i sogni sono l'energia della vita. Chissà! 

Comunque ci credo.

A presto!

sabato 25 agosto 2012

Turbine


Vedo la vita come turbine.
Sempre di corsa
tra una cosa e l'altra;
un appuntamento
ed una compra,
un lavoro
una faccenda
....disperdi energie.
Non c'è sosta:
poco silenzio
rara pace con se stessi.
Rincorriamo
l'etichetta,
non si fa
l'usuale
e banale vita.
Mortifiante gusto
di primeggiare
in fatui progressi.
Tutto esigenza,
capricci indotti.
Quando il turbine
arruginisce
ti accorgi
di essere nel mondo.
Forse troppo tardi
per essere utile.
Ma mai per
dirlo.
Ciò che ti condiziona
a rallentare
è uspicio
di apprezzamento.
Di quello che sei,
della tua vita.
L'ora della disperazione
non serve
a rinvigorire
quello che sei stato.
Un senso di storia
allora ti avviluppa.
Ed un leggero venticello
ti rammenda le
nuove energie
che ti sono dentro.
Il turbine si ferma
ma tu sei lo stesso.
La tua storia
può parlare ancora.
Il tuo narrare
perle di saggezza
per chi ascolta.
E tu sarai ancora nel mondo.
Nel tuo mondo.

Solo tu

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
(Anno B)
Gv 6, 60-69


Una persona speciale la cerchi e, dopo averla trovata, non te la fai scappare. E’ unica. Solo lei ti dà quel qualcosa che ti riempie e ti fa stare bene. Lo stare in sua compagnia è piacevole tenerezza che invade.

E’ una profonda relazione d’amore che va coltivata e portata all’ennesima potenza. Per sua natua deve vivere. Non è diverso il rapporto con Dio. Nessuno può riempirmi e farmi stare bene, se non Lui. Come una persona unica che puoi trovare in ogni momento, perchè è lì accanto a te.

L’unico che può liberarti, saziarti, renderti felice. L’unico che può rialzarti.  Se sperimenti questo allora ti puoi immergere nel mistero di Dio e viverlo. Nella liturgia di oggi l’amore indissolubile tra marito e moglie è paragonato a quello che Cristo nutre per la chiesa. Un amore fedele. Egli è sempre con la sua sposa, anche quando questa lo tradisce. Perchè sa che è l’unico che può salvarla.

Tanti gesti di perdono e di carezze degli innamorati folli a volte ci stupiscono. Un dono sincero che abbraccia all’inverosimile. Proprio come Gesù fa di continuo per noi. Un Dio folle ed insensato!

Di questo Dio sono innamorato. Soprattutto di quella mano che mi solleva su ali d’aquila ed in voli pindarici scopre l’unicità del mio essere. E poi mi dona alla sua chiesa nel servizio. Posso perchè mi sento amato. Oso perchè Dio mi apre continuamente il cuore.

venerdì 24 agosto 2012

SAN BARTOLOMEO, apostolo - Festa

Vocazione



Ap 21, 9-14; Sal 144; Gv 1, 45-51



Dio conosce il cuore di ogni uomo e vuole aiutarlo a essere quello che è nella verità, chiamandolo a una missione grande, cui può comodamente rispondere. Questo avviene anche per San Bartolomeo (Natanaele), uno dei dodici apostoli, che oggi la liturgia ricorda.

Egli è invitato dal suo amico Filippo ad andare da Gesù di Nazareth. Tuttavia sa che quella è una piccola borgata. Come può venire da lì il salvatore? Eppure quando lo incontra, lo riconosce come tale, perché si sente accolto e amato per quello che è. Gesù già lo conosce e gli anticipa la sua missione: quella di essere uno dei dodici pilastri su cui si fonda la Gerusalemme celeste, ovvero la chiesa.

La gioia di avere incontrato il Figlio di Dio si trasforma in un compito da accogliere, conforme a quanto Dio ha già scritto nel cuore di questo sincero israelita. Bartolomeo sacrificherà la vita per Gesù proprio da questo incontro che ha stravolto i suoi orizzonti ed ha dato pienezza alle sue attese. Così è per ognuno di noi.

La vocazione è grande per tutti se è basata sull’incontro con il Figlio del Dio vivente. E diventa feconda se alimentata dalla Parola e dall’Eucarestia e guidata da persone scelte da Dio per il discernimento. 

mercoledì 22 agosto 2012

Una grotta


Caro diario,

                   nella mia bella passeggiata in montagna di ieri sono arrivato fino ad un'antica grotta. Grande, fresca e bella. Da lì ho fotografato il cielo nitido di questa estate. Mi piace, nonostante i pericoli dell'afa e della siccità.

Prima o poi passerà. 

Nel frattempo godo le stupende giornate e trovo refrigerio nella natura. Posso apprezzarla di più proprio per il caldo che fa.

Soprattutto quella grotta. 

Ho visto che c'era anche dell'acqua che gocciolava dalle pareti, come dal seno di una donna. Così mi sono dissetato.

In fondo una chiesetta incollata nella roccia. 

Qualche eremita, millenni fa, ha visto lì il punto della sua sosta contemplativa. Che dura ancora oggi, per chi vuole avventurarsi.

La mia contemplazione l'ho fatta lungo il sentiero, grazie a chi mi ha guidato. Ammirando attorno a me il fascino di una natura aspra ed incontaminata.

In fondo per aprire il cuore non ci vuole chissà quale criterio, basta seguirlo.



A presto!

Calura notturna


Nella calura della notte
cerchi rifugio
in quella brezza
che tarda a venire.

Ti accarezzano ricordi,
si agitano sentimenti
nel cercare
il sonno che viene.

In giro ancora vita.

Quelle strade popolate
straripano
e vorresti che fosse
sempre così.


Meglio che il giorno
non arrivi.

Magari
un film in tv
ammazza la noia.


Una bevanda ghiacciata
ti accarezza il palato.



In fondo è bello
anche così.


domenica 19 agosto 2012

Scatto


Un momentaneo clic
che cattura
un indimenticabile attimo.

Un fermo immagine
che resta nel tempo.

Colori e sfumature
volti e luoghi
da evocare.

Memoria
che prende volto;
ricordi che riappaiono.

mercoledì 15 agosto 2012

Stelle

Alzo il capo
ammiro il cielo.

Il buio mi risucchia;
lascio le luci artificiali
e mi immergo.

Scorgo quei puntini luminosi;
alcuni fissi
altri in intermittenza,
ti incantano.

Vorresti in qualche modo
raggiungerli.

Poi ti accorgi che
dentro
qualcosa si muove.

Sono emozioni, ricordi,
palpitii semplici
che si rispecchiamo
nell'animo.

Un fugace
da condividere
che invade
e riempie.

martedì 14 agosto 2012

SAN MASSIMILIANO MARIA KOLBE, sacerdote e martire – Memoria


Dolci parole


Ez 2,8-3,4   Sal 118   Mt 18,1-5.10.12-14
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli

Per entrare nella porta stretta del vangelo bisogna essere piccoli per forza. Altrimenti non si passa. L’umiltà che ci consente di essere tali è dono di Dio. 

Mentre il cibo biologico fa crescere il nostro corpo, quello spirituale, che viene dalle Parola, fa diminuire il nostro orgoglio per rendere trasparente il disegno di Dio.

Il messaggio rivolto ad Ezechiele nella prima lettura è, allora, anche il nostro: Figlio dell’uomo, nutri il tuo ventre e riempi le tue viscere con questo rotolo che ti porgo. Solamente dalla Parola nasce la conversione e l’ardore di annunciarla agli altri.

Così è stato per san Massimiliano Maria Kolbe. Egli ha dedicato la sua vita alla diffusione del vangelo fondando un ordine religioso, che ha  avuto come protettrice la vergine immacolata. E’ morto poi nei campi di concentramento nazisti, donando la sua vita al posto di un padre di famiglia.

La nostra preghiera di offerta dovrebbe essere simile alla sua e partire proprio da quanto oggi ci suggerisce il salmo 118:

Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento.
Quanto sono dolci al mio palato le tue promesse,
più del miele per la mia bocca.
Saremo così sempre quella pecora smarrita e ritrovata e contribuiremo, con l’aiuto di Dio, a cercarne altre.

lunedì 13 agosto 2012

Lunedì della XIX settimana del tempo Ordinario (Anno pari)



Il tributo di Cristo


Ez 1,2-5.24-28   Sal 148   Mt 17,22-27
Lo uccideranno, ma risorgerà. I figli sono liberi dal tributo

Gli ebrei pagano un tributo per il sostenamento del Tempio. Nel vangelo di oggi è chiesto anche a Gesù. Egli fa notare che esendo Figlio di Dio non dovrebbe pagare. Tuttavia per evitare scandalo versa il dovuto.

Non solo per Lui ma anche per Pietro. Questo gesto simboleggia l’offerta della sua vita a Dio Padre per il perdono dei peccati, a vantaggio di tutti.

Egli è venuto per dare la sua vita in riscatto di molti. E’ il Figlio di Dio che vince, con la passione-morte-resurrezione, il male e la morte. Per questo apre per noi una via di luce che ci allontana dalle tenebre dell’abisso del peccato.

La gloria di Dio, che è nell’alto dei cieli, arriva così fino a noi per mostrare lo splendore della sua misericordia. Resa vivo da Cristo stesso nell’Eucaristia, alimento per la crescita della fede.

Una gloria che dovrebbe splendere sempre sui nostri volti, raggianti dell’incontro con Gesù Signore.

domenica 12 agosto 2012

Sosta

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)
Gv 6, 41-51

Qualche settimana fa sono uscito per un’escursione con dei ragazzi. Abbiamo visitato un’oasi. A metà strada ci siamo fermati per mangiare un panino. L’ho divorato proprio di gusto. Eppure pensavo di saltare questa piccola merenda per arrivare direttamente al pranzo.

Invece abbiamo preso forza per il cammino, andando più spediti ed allegri verso la meta. Eh sì, quella sosta era proprio necessaria. Come quando hai bisogno di prendere un caffè o mangiare un biscottino a metà mattinata.

Questo mi fa pensare alle soste di cui si ha bisogno nel cammino di fede. Fermate quotidiane per lasciarsi nutrire da Dio nella preghiera. In particolare il mio pensiero va all’Eucaristia domenicale, fondamentale per noi cristiani.

Lì Gesù è quel pane di vita che fa di noi un’unica chiesa dando vigore al nostro procedere verso il Padre. Lui alimenta la nostra fede. Lui è la sosta del nostro pellegrinare terreno. Possiamo pure pregare da soli, ma questo momento è la sorgente della nostra fede comunitaria.

Se ne capissimo l’importanza, non ci lasceremmo trascinare dagli altri, ma saremmo noi quelli che invitano a nozze. Perché solamente Cristo può dare risposta alla ricerca d’infinito del nostro cuore.

E’ Lui che ci tiene uniti e non permette alle forze del male di disgregarci. Oh Signore fa che possiamo sempre ascoltare la tua voce ed il tuo invito ad essere un’unica cosa con tuo Figlio Gesù.

mercoledì 8 agosto 2012

SAN DOMENICO, sacerdote – Memoria


Una fede grande


Ger 31,1-7   Ger 31,10-13   Mt 15,21-28
Donna, grande è la tua fede!

 
Ascoltate, genti, la parola del Signore,
annunciatela alle isole più lontane e dite:
«Chi ha disperso Israele lo raduna
e lo custodisce come un pastore il suo gregge» Ger 31, 10-13.

Questi versetti di Geremia ci aiutano ad entrare nel vangelo di oggi.

Dio disperde Israele a causa della sua incredulità. Ma lo raduna e lo custodisce in un popolo che va oltre i confini nazionali, grazie alla missione del suo Figlio Gesù.

Egli è venuto sulla terra per rivolgersi anzitutto alle percore perdute della casa di Israele. Poi per aprirsi alla sua missione universale: quella di riunire tutti i popoli.

Ecco perchè nell’episodio odierno egli sembra rifiutare la supplica di una donna pagana.

La quale, tuttavia, non se ne va, ma insiste dimontrando una grande fede. Riconosce che solamente Gesù può salvare le sua figliola. Per questo viene esaudita.

Il dono della fede, dunque, non ha confini, purchè ci siano cuori disposti ad accoglierlo.

Anche il nostro atteggiamento è chiamato ad assumere una direzione: chiusura o apertura.

Chiusura in noi stessi, nei nostri principi, nelle tradizioni, nell’egoismo; o apertura alla novità del vangelo, che ci spinge sempre al rinnovamento nell’amore.

Il grido della cananea Signore aiutami dovrebbe essere il nostro. Per esprimere una fede autentica in Colui che può liberarci dal male ed un i mpegno ad approfondire il nostro rapporto con Lui.

Come san Domenico che, in un periodo di eresie, ha dedicato la sua vita alla predicazione del vangelo per far conoscere il vero volto di Cristo, vero Dio e vero uomo, e della chiesa, suo mistico corpo.

domenica 5 agosto 2012

TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE – Festa (Anno B)


Sul monte


Dn 7,9-10.13-14   Sal 96   2Pt 1,16-19   Mc 9,2-10
Questi è il Figlio mio, l’amato


Siamo in periodo estivo. Abbiamo anche noi bisogno di ritirarci indisparte per riposarci e riflettere. Come Gesù con Pietro, Giacomo e Giovanni. Questi apostoli sono, appunto, immagine di tutti i discepoli che vogliono seguire Gesù sul serio.

Egli si svela a noi, trasfigurandosi, se gli dedichiamo del tempo e lo riconosciamo importante per il nostro cammino di fede. Allora lo riconosceremo nel suo splendore divino soprattutto nella preghiera contemplativa. Lo gustiamo e lo assaporiamo rivivendo in noi l’esperienza del battesimo.

Nell’attualizzare questa scelta con l’aiuto della scrittura, lo vedremo come il messia indicato dalla legge e dai profeti, simboleggiati da Mosè ed Elia. Egli è il compimento della promesse veterotestamentarie. 

Attraverso la sua passione-morte-resurrezione, infatti, vince definitivamente il peccato e la morte e ritorna in quella dimensione pura e splendente, dove vuole portare anche noi. 

Noi che dovremmo essere, come quegli apostoli sul monte, testimoni oculari di questa grandezza e lasciarci trasfigurare dal suo amore, nall’attesa della sua seconda e definitiva venuta.

Ed essere così autori di quella trasformazione del mondo che Gesù ha iniziato lasciando il sepolcro.

sabato 4 agosto 2012

Piscina

Caro diario,
                       
                        la settimana scorsa sono stato in piscina (spero di ritornare presto).

Mi sono divertito a sguazzare nell'acqua. Mi sono rinfrescato ed ho fatto anche dei piccoli tuffi.

Il tuffo mi fa sempre un po' paura, sai; per questo sono abbastanza reticente. 

Ho la sensazione di finire spiaccicato sul fondo della vasca.

Nella vita capita lo stesso. 

Serenamente ti immergi in rapporti di amicizia. Anche se all'inizio hai un po' paura di coinvolgerti.

Poi, se i sentimenti sono veri, provi veramente una grande consolazione che viene da quell'empatia che si riesce a trasmettere.

Alcune volte, però, succede di tuffarti in un pantano. 

Credevi che fosse acqua bella, pulita...invece ti ritrovi nelle sabbie mobili e rischi il risucchio, senza sapere nè come nè il perchè.

Dovresti solamente sapertene uscire. Ma quando te ne accorgi è sempre troppo tardi.

A presto!

Cibo buono

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)
 
Gv 6, 24-35

Le cose buone sono desiderabili per il palato. Le cerchiamo con avidità. Come le patatite fritte, per esempio. Sono buonissime e gradite da tutti. Ce ne sono di tutti i gusti. A me piacciono molto quelle rustiche.

Però i medici dicono che la frittura fa male e non bisogna abusarne. Similmente i cibi grassi e pieni di burro, come i dolci, altra golosità.

Per non parlare delle bevande gassate. Non esiste un party senza di esse!

Siamo veramente bravi nel cercare cose gradevoli per il palato. E le sappiamo anche preparare con accuratezza. O cercare dei locali particolari che cucinano in un certo modo.

C’è una vera e propria ricerca del cibo buono, in questo caso.

Al primo posto gli alimenti

E’ quello che Gesù ci fa notere in questa domenica. In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Egli afferma nel vangelo odierno.

Pure oggi è così. Quando sentiamo dire che si offre da mangiare, corriamo.

Non siamo, però, altrettanto bravi per il nutrimento del nostro spirito. Il quale altrettanto ha bisogno di essere nutrito.

Evvero, amche in questo caso, potremmo trovare del cibo che fa male. 

Ma se riconosciamo che Gesù è l’unico cibo buono della nostra vita e ci sforziamo di cercarlo continuamente, allora troveremo una vivanda sana e capace di saziare la nostra fame di eternità.

Per cui, anche a me viene da dire: Signore, dacci sempre questo pane. In modo che possano travare sazietà i quesiti più profondi del nostro esistere.