lunedì 31 dicembre 2012

Un nuovo anno



Caro diario,

                          un altro anno se ne va. Ho la sensazione di perdere qualcosa. La mezzanotte arriverà e si entrerà nel 2013. Non posso farci nulla. Dinanzi all'inevitabile mi sento impotente. So che non posso tornare indietro. In fondo neanche lo voglio, ma vivo quest’emozione dell'inevitabile scorrere del tempo che mi trascina.


Oggi guardo al passato e so che tante cose non le posso più rimandare. Le ho già vissute e ne sono contento. Ma non sono più mie; sono fluite ed hanno preso la loro direzione. Dentro di me vivono ancora fresche ed attuali. Un'illusione che altera il senso della realtà.


Devo avere il coraggio di buttarle già dalla finestra e farle risucchiare dal vecchio anno trascorso. Solamente così la sensazione di lasciare qualcosa potrà aprirmi al nuovo. Alla voglia di vivere altri momenti indimenticabili con le stesse o altre persone. Il peso dell'angoscia si apre così alla sensazione di giovinezza che accompagna i nuovi sentimenti.


venerdì 28 dicembre 2012

SANTI INNOCENTI, martiri – Festa


Piccoli innocenti



1Gv 1,5-2,2   Sal 123   Mt 2,13-18
Erode mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme

Le vittime innocenti connotano la storia. Soprattutto bambini indifesi che pagano per scelte scellerate di altri. E’ il caso della follia di Erode il quale, pur di colpire il neonato bambino Gesù, scaglia la sua brutalità su piccoli innocenti. Il potere fa di questi scherzi.

Proprio gli infanti hanno bisogno di maggiore protezione dipendendo totalmente da altri. Spesso però trovano maltrattamenti e non gli è garantita un’infanzia serena. Alcuni purtroppo muoiono. I primi martiri innocenti ci ricordano questo. Nel nostro caso aprono una riflessione più profonda.

Infatti, seppur inconsapevoli, essi sacrificano la vita per Cristo e ne anticipano la sua morte, altrettanto ingiusta. Ma necessaria per il perdono dei nostri peccati. A tal proposito, san Giovanni ci ricorda, nella prima lettura, la necessità di riconoscerci peccatori per chiedere la misericordia di Dio e unirci al sacrificio del suo Figlio.

Anche a noi capita di essere ingiustamente rimproverati o accusati di qualcosa. Qui in particolare siamo chiamati a dare la testimonianza silenziosa di chi porge l’altra guancia e soffre nel silenzio. Perché il Signore darà la sua ricompensa a chi rimane fedele al suo amore gratuito.

Per intercessione dei santi martiri innocenti, chiediamo allora al Signore la grazia di rispondere agli insulti non con la violenza della parola, ma con il silenzio di chi sa capire lo sbaglio e lo sa perdonare; non con la violenza delle armi, ma con l’arma della nonviolenza per far trasparire la franchezza della verità.

lunedì 24 dicembre 2012

NATALE DEL SIGNORE – MESSA DELLA NOTTE


Un Natale con i fiocchi



Is 9,1-6   Sal 95   Tt 2,11-14   Lc 2,1-14
Oggi è nato per voi il Salvatore

Questo sarà un Natale con i fiocchi. Una delle poche frasi ottimiste che ho sentito in questo periodo un po’ buoi per tutti. Forse nasconde un po’ di sarcasmo, tuttavia mi fa riflettere sul mio modo di vivere il Natale. E ho partorito un pensiero che condivido con voi questa sera. 

La prima cosa che ho considerato sono i fiocchi o le coccarde che si mettono in varie occasioni: quando fai un regalo, quando nasce un bambino, quando ci si sposa o si fa la prima comunione, quando si celebra la cresima o quando allestisci l’albero di Natale. E’ proprio bello riempire di fiocchi l’albero e decorarlo con altrettante palline o gli ormai tramontati capelli d’angelo.

sabato 22 dicembre 2012

Un appuntamento importante


IV DOMENICA DI AVVENTO (Anno C)
Lc 1, 39-45
Quando fissi un appuntamento due cose sono fondamentali: il luogo e l’orario. Entrambi devono essere conosciuti bene da chi si vuole incontrare. Altrimenti non ci si vede. Spesso mi è capitato di trovarmi nel posto sbagliato. Altre volte ho fatto tardi. Per fortuna posso contare sulla pazienza dei miei amici. Io non ne ho molta.

È uno dei doni che Dio dovrebbe concedermi per questo Natale, giacché Lui ne ha tanta. Aspetta sempre. È dietro l’angolo. Non lo vedi ma è lì. Viene quando può, se gli concordi l’appuntamento.  Se non ci vai o fai tardi non si adira. Comprende  e fa nuove proposte.
 
Pensando a Maria e al mistero dell’incarnazione mi viene questa riflessione. In fondo anche lei ha avuto tanta pazienza nell’affrontare il disegno divino. Ci ha creduto ed è andata avanti. Dovrei credere di più anch’io allora. 
 
Perlomeno continuare a seguire la via della luce che sempre si traccia all’orizzonte. Quella che  incarna la Parola nella mia vita e che mi riporta al centro di me stesso in un confronto sereno con le mie potenzialità.
 
Questo Natale, per me, è simboleggiato dal colore rosso, mentre l’anno scorso predominava il tenue blu. Se, come alcuni sostengono, il rosso è l’espressione della potenza attiva, della conquista e corrisponde alla fiducia nella propria forza, alla stima di sé, veramente sono sulla buona strada.
 
Maria, dunque, mi è di aiuto. Evvero lei si abbandona in Dio, ma sa di trovare forza e fiducia per collaborare con Lui. La sua umiltà la aiuta a conquistare la volontà di Dio; è espressione di una grande forza d’animo.

Sicché, le tante paure e incertezze, pur valide e motivate, soccombono dinanzi alla sua decisione di accogliere il Verbo che si fa carne. Per me, e per noi tutti credenti, non dovrebbe essere diverso. Rispondere alla chiamata di Dio è riconoscersi importanti ai suoi occhi ed è potenziare i doni che Egli stesso ci ha dato.
 
Il nostro appuntamento con Dio è, perciò, fondamentale. Egli ci proporne un cammino e ci dà forza per affrontarlo con gli altri. Riscoprire questa centralità è bello nel contesto natalizio. L’appuntamento con una festa tradizionale è una grande occasione d’incontro e di crescita personale e comunitaria.

mercoledì 19 dicembre 2012

Un frammento




Caro diario,
  
                  un bell'arcobaleno ha oggi ammantato il mio paese. Come un arco si è sviluppato da un antipodo all' altro dell'abitato. Mi ha fatto pensare alla pace ed alla serenità. 

Ogni volta che appare lo vedo come un forte segno del cielo che mi incoraggia nel mio cammino, sopprattutto nel perseguire i miei ideali. Mi accorgo che non sono poi tanto lunatici, ma molto vicini a me stesso più di quanto io possa immaginare.

Ovvio che la parola d'ordine è rischio. Vincere le paure un surrogato fondamentale che rifrange quei bei colori che compongono l'arcobaleno, altrimenti non goduti. 

Eh sì, la vita è proprio un misto di varie cose. Tanto più sono armoniche ed amalgamate, più vediamo un panorama omogeneo.

Ma le diversità non si fondono mai. Restano tali. I nostri occhi devono abituarsi a scrutarle, a volte esaltandole. Partendo dalla nostra originalità, un frammento integrato nel tutto. Ma pur un frammento.


A presto!

domenica 9 dicembre 2012

Ponti e gallerie, valli e pianure

II DOMENICA DI AVVENTO (ANNO C)
Lc 3, 1-6

Tante le strade da percorrere su questo pianeta. Alle vecchie, lunghe e tortuose, si aggiungono le nuove superstrade con ponti e tunnel che ti portano in un attimo da una città ad un’altra. Mentre prima ci volevano ore o giorni.

Tutto è più facile e veloce, oggi. Le automobili sempre più ricercate, ci fanno dimenticare il fascino del camminare e del tempo per raggiungere una destinazione. Tutto è più facile. Molte infrastrutture sono finanche abbandonate perché obsolete.

Tutti questi percorsi facilitati ed agevoli mi fanno pensare al nostro spirito. Quella parte di noi che richiede risposte, sempre. E che deve crescere e migliorare come le strade per raggiungere il piacere della soddisfazione.

In questi giorni ho ascoltato ad libitum una canzone dance. Senza nessun significato plausibile in apparenza. Tuttavia mi ha preso. Forse per la melodia, il ritmo, la voce del cantante, difficile a dirsi. Sta di fatto che la mia mente si è liberata lasciando più spazio alla parte del cuore.

Molte barriere in me sono crollate, tanti monti di paura si sono appianati. Con molta libertà e spontaneità ho vissuto le mie giornate ed accolto le persone che ho incontrato. Ho pregato con un altro slancio, simile al tuffatore che si lancia dal trampolino o all’uccello che libra le sue ali per volare più in alto.

Altrettanto nel nostro intimo ci sono nuove strade da costruire. Ponti da lanciare, gallerie da scavare e colline da appianare. Le passioni, le ferite, l’egoismo sono i termini per tradurre tutto questo.

Tanti petardi in questo periodo sono lanciati per le strade. Uno è finito in chiesa l’altra sera! Altrettanti dovremmo calarli nella nostra vita. Per svegliarci e ricordarci dell’essenziale. Di chi veramente può livellare l’orgioglio per disporci ad accogliere il Signore.

Questa persona è Cristo, che il Battista anticipa. Egli elimina il male ed il peccato e ci conduce diritti in Paradiso. Noi, come tanti Giovanni, possiamo annunciare la meraviglia di aver sperimentato un amore così grande.


domenica 2 dicembre 2012

Con colori verso l'attesa

I DOMENICA DI AVVENTO (ANNO C)

Lc 21,25-28.34-36


Quando bisogna andare da qualche parte, ad un festa per esempio, ci si prepara. Occorrono dei giorni per trovare quello che serve e ciò che vuoi indossare. Soprattutto se cerchi quello che ti piace per non lasciarti trascinare dalla moda del momento.

Così se vuoi adattare gli ambienti della tua casa ai tuoi gusti. Veramente tempo, lavoro, ricerca sono i termini giusti per esprimere tutta la fatica che ci vuole. Ma alla fine sei soddisfatto. Hai qualcosa che senti tuo. Del si fa così, sono un po’ stanco.

Allora in questa settimana passata mi sono dedicato a personalizzare gli ambienti della casa in cui vivo. E’ una casa canonica, dove vivo da un anno e mezzo. E’ grande ma i luoghi sono generici. Così ho deciso di dare un po’ di colore al salone.

La cosa più semplice è stata l’acquisto della pittura ed imbiancare il soffitto. Per le pareti…diciamo che ho rischiato di fare un pasticcio. La tamponatura prevista non mi è piaciuta e ne ho aggiunta un’altra. Come pure per la cappa del camino. Da stucco veneziano non so cosa sia diventata!

Però se mi guardo intorno devo dire che sono soddisfatto, perché i colori si addicono ai miei gusti. Se avessi chiamato un imbianchino come gli avrei spiegato ciò che è venuto fuori in corso d’opera?

Anch'io mi sono preparato per qualcosa: rendere la casa più accogliente. Quella prima candelina della corona d’avvento che ieri sera abbiamo acceso alla messa prefestiva, riflette questa luce. Sopratutto un risveglio interiore che mi rende “pronto” per accogliere.

E’ stata una piacevole  coincidenza che mi incoraggia a vivere meglio questo periodo di attesa. Mi sono annoiato di prepararmi, come ogni anno, a mettere la statuina di Gesù bambino nel presepe. Non voglio che il Natale sia solo questo.

Che caschi pure il mondo, allora. Se siamo del Signore nulla ci può accadere. Avremo da godere per sempre la sua calorosa presenza di amore.