mercoledì 30 aprile 2014

Mercoledì della II settimana di Pasqua



La luce della verità



At 5,17-26   Sal 33   Gv 3,16-21
Dio ha mandato il Figlio nel mondo, perché il mondo sia salvato per mezzo di lui

La luce è venuta nel mondo ma gli uomini, immersi nelle tenebre, non l’hanno accolta. La luce della resurrezione è verità, tuttavia molti preferiscono le tenebre dell’egoismo, per tenere nascosti i propri privilegi di usurpazione.


Nulla va nascosto se fatto alla luce della verità. Gesù, che è verità, per questo è rifiutato. Perchè è scomodo. Porta con se quella luce che fa venire tutto allo scoperto. Allora o si riconoscono i propri peccati, per farli purificare da Lui, o ci si nasconde.


Il secondo atteggiamento porta ad accusare il Figlio dell’uomo ed a condannarlo, insieme a chi lo accoglie. Spesso ciò avviene in maniera subdola, con suadenti parole di plagio e di persuasione verso il comodo mondo degli interessi personali.


Cristo, invece, libera dal peccato, dalle chiusure, ed invita ad uscire per testimoniare la luce accolta. Quella che dà certezza duratura e che consente di gridare con il salmista: Ho cercato il Signore: mi ha risposto e da ogni mia paura mi ha liberato (salmo 33).

martedì 29 aprile 2014

Martedì della II settimana di Pasqua - Santa Caterina da Siena - Festa

Disceso per essere innalzato



At 4,32-37   Sal 92   Gv 3,7-15
Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo



Gesù è disceso dal cielo per essere innalzato sulla croce e divenire, così, per noi un segno forte per raggiungere il cielo. Infatti, è mediante la croce che si arriva alla resurrezione, non in altro modo. La sofferenza e la morte sono annientate dalla vita eterna.

Guardare Cristo, allora, è rinascere a vita nuova, quella che viene dall’alto. Non c’è nessun altro nome mediante il quale possiamo essere salvati se non Cristo Gesù nostro Signore. L’acqua del battesimo rappresenta l’inizio di questa adesione di fede, da rinnovare ogni giorno.

La prima lettura ci indica il modo per essere persone nuove: vivere nella e per la comunità. Essa rappresenta il volto concreto del Risorto ed il parametro del nostro agire caritatevole. In essa, nel discernimento, dobbiamo trovare il giusto modo per metterci al servizio degli altri.

Seguire Cristo è, appunto, mettersi alla sua sequela nella scuola dell’amore. Egli si è innalzato sulla croce per amore e vuole innalzare anche noi. Questo è possibile se ci lasciamo educare. Concretamente questo cammino pedagogico avviene nella comunità, mediante la liturgia, la catechesi e la carità.

lunedì 28 aprile 2014

Voci di primavera



Oggi il sole va e viene. La primavera ancora non riesce ad essere piena. Barcolla. Le nuvole mostrano l'impetuosità di un inverno che predomina. Qualche goccia d'acqua richiama l'uggiosità di giornate lunghe e piovose. Ma il desiderio di uscire e farsi riscaldare dal sole è forte. Non bastano queste flebili voci di primavera, ora occorre la stabilità di giornate solari e piene di profumi.Quelle dove puoi volare e correre nei campi verdi punteggiati da bianche margherite e gialli e fresche primule.Questo ci vorrebbe.

Incredulità


COLLETTA

Signore Dio nostro, che nella tua grande misericordia
 ci hai rigenerati a una speranza viva
 mediante la risurrezione del tuo Figlio,
 accresci in noi, sulla testimonianza degli apostoli, 
la fede pasquale, perché aderendo a lui pur senza averlo visto
 riceviamo il frutto della vita nuova.

Tommaso l`incredulo e' simbolo del discepolo che si interroga e chiede conferme. Ognuno di noi dovrebbe cercare una fede piu' matura nell' incontro con Cristo risorto. Non abbiamo la possibilita' di vederlo come l'apostolo. Abbiamo bisogno di quello sguardo di fede che solamente lo Spirito puo' darci. Allora lo vedremo apparire in ogni eucaristia domenicale, nella Parola proclamata e nel pane spezzato. 

sabato 26 aprile 2014

Segni

II DOMENICA DI PASQUA  (ANNO A)

Gv 20, 19-31


Le giornate sono molto piovose in questa primavera. E' semplice intravedere qualche arcobaleno allo spuntare del sole che fende la pioggia. Ti rincuori. La monotonia del grigio è spezzata e lascia sperare. Il cuore si rianima e ricomincia a sognare.

Quando ero a Roma ho visto gli arcobaleni più belli. Erano tre, uno dietro l'altro. Questo è capitato quando era appena uscito dalla basilica di San Pietro. Lì ero andato a far visita alla tomba di papa Giovanni. Ci andavo quasi ogni giorno prima di tornare in seminario.

Veramente un bel segno di speranza per la mia vita, allora molto provata. Ho sperimentato in anticipo una gioia che poi si è concretizzata nella realtà. Si erano chiarite alcune cose che mi davano ragione, così come il cielo faceva spazio a qui colori, nonostante fosse ancora plumbeo.

Coniugo la figura di papa Giovanni in questa esperienza di rinascita interiore. Quasi un segno pasquale per me, come quello che cerca Tommaso l'incredulo. La fede ogni tanto ha bisogno di queste conferme. Come quella che mi si è presentata al funerale di Giovanni Paolo II.

Allora non ero in piazza san Pietro. Ho seguito la cerimonia funebre in Tv. Quel vangelo che sventolava al vento, adagiato sulla bara, era segno di una storia guidata dallo Spirito. Egli bene fa aderire la Scrittura con la nostra vita. Vedo spesso la mia vita proprio così: il vento che fa scorrere le pagine della storia sulle righe di ciò che Cristo ha tracciato per noi.

Questa domenica, dunque, mi aiuta a rileggere la mia storia vocazionale attraverso questi due segni. Essi sono delle costanti del mio cammino. E penso che ognuno nella propria storia abbia delle pietre miliari che rivivono e riportano ai fondamenti delle scelte. Per me resta Cristo la pietra angolare.

II DOMENICA DI PASQUA - ANNO A -

Commento vangelo Gv 20, 19-31


venerdì 25 aprile 2014

Venerdì fra l'Ottava di Pasqua

RICEVERE E DONARE


At 4,1-12   Sal 117   Gv 21,1-14
Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce


Tutto nella nostra vita è un dare ed un ricevere. Riceviamo istruzione, educazione, il cibo anzitutto dai nostri genitori, sopratutto nell'infanzia. Altrettanto noi doniamo agli altri quanto ricevuto. Leggo così l'eposodio odierno dell'apparizione di Gesù al lago di Tiberiade.

Egli dona il pesce ed il pane ai discepoli, come la pesca abbondante, affinchè essi possano ricredersi e rincuorarsi nella fede in Lui. Gli ridona la fede nella sua resurrezione. Così li prepara all'annuncio, cioè a fare essi altrettanto per gli altri.

Cristo è risorto Alleluia Alleluia è dunque un dono di Dio da ricevere e donare. Ma prima deve cambiare la mia vita e vincere la paure che mi chiudono in me stesso. Allora l'annuncio è testimonianza di resurrezione interiore ed è credibile per chi mi ascolta.

giovedì 24 aprile 2014

Masseria


Masseria irpina in acrilico su tela 40x50

Giovedì fra l’ottava di Pasqua

Patirà e risorgerà dai morti


At 3,11-26   Sal 8   Lc 24,35-48

Così sta scrittoil Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno


Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni.


Come sono incisivi questi versetti del vangelo di oggi! Patirà e risorgerà dai morti. Non si tratta di un Dio glorioso, ma di un Dio che soffre per poi risorgere. Dov’è Dio? Ci chiediamo nei momenti di prova e sofferenza. E’ lì che patisce con noi.


Quando gioiamo forse ce lo chiediamo meno o diamo per scontato la conquista ottenuta; tuttavia Egli è lì a gioire con noi. Gli apostoli sono testimoni oculari della passione-resurrezione; ma ciò che cambia il loro cuore è la comprensione delle Scritture. L’incontro con il Vivente.


Pure la nostra conversione sarà vera se lo lasciamo entrare nel nostro cuore. Sarà allora Egli una presenza costante nella nostra vita. Lo ascolteremo nella Parola, lo riconosceremo nel pane spezzato, lo vedremo in chi cammina accanto a noi.

mercoledì 23 aprile 2014

Sorpresa!

L'uovo di Pasqua è legato ad una sorpresa. Ti aspetti qualcosa da quella confezione di cioccolato. Un ciondolo che esprima un'emozione. Che possa soddisfare la tua sete di felicità. Prendi l'uovo, togli la carta e, una volta nudo e brillante, lo frantumi. Così trovi la sorpresa. Che ti soddisfi o meno, è quella. Al massimo godrai della cioccolata. Forse, però, vorresti altre sosprese. Magari lo è la persona che lo ha portato. Potresti scoprire cose nuove, sentimenti freschi che ti meravigliano e scoprono parti di te altrimenti sepolte. Magari fosse così!

Mercoledì fra l'ottava di Pasqua

RESTA CON NOI
 At 3,1-10   Sal 104   Lc 24,13-35
Riconobbero Gesù nello spezzare il pane

La luce della resurrezione è offuscata dalle tante prove della vita. Le campane della gioia spesso si tramutano in rintocchi di lutto, dove è difficile credere. Per questo abbiamo bisogno che il Signore resti sempre con noi, nel nostro cammino di piccoli passi condivisi.

Non abbiamo la grazia di vederlo faccia a faccia ma, come i discepoli di Emmaus, possiamo riconoscerlo nello spezzare il pane. Tramite le scritture, per noi proclamate dai ministri, il nostro cuore si riscalderà e prenderà animo per celebrare la presenza del Risorto nel pane consacrato.

Resta con noi Signore perchè si fa sera. In un piccolo grande segno, quale è il pane eucaristico, Egli è con noi per alimentare la fede e la speranza, dandoci quel calore che apre lo zelo per sanare le ferite del prossimo. Nulla abbiamo da offrire se non la fede in Cristo, morto e risorto.

Questo Pietro offre allo storpio della porta bella. Nè oro, nè argento ma fede nella potenza del risorto. Questo è quello che possiamo offrire anche noi. Non sicurezze di questo mondo, ma solidarietà nell'incoraggiare ad affrontare i problemi della vita. 

martedì 22 aprile 2014

Cuore d'incanto


Desideri sospirati
di spiaggia soleggiata
e mare calmo.

Un vedere ed un contemplare
che incitano
istintivi tuffi.

L'apnea, il rumore sordo
delle onde
il sale dell'acqua
il vento che accarezza.

Una miscela di emozioni
che nascono e frantumano
ritrosie accumulate.

Quando alzi la testa 
e vedi il sole che scintilla
sul bordo marino
riconosci la tua ispirazione
in quell'infinito marasma
del tuo cuore sconfinato.

Martedì fra l'ottava di Pasqua


CHIAMATI PER NOME


At 2,36-41   Sal 32   Gv 20,11-18
Ho visto il Signore e mi ha detto queste cose



Oggi Gesù appare a Maria. Lei lo riconosce quando il Cristo la chiama per nome. Come è importante per la nostra fede essere chiamati per nome. Dio vuole un rapporto diretto e personale con noi. Vuole aiutarci a crescere come un amico fidato.

Maria vede ed ha un incarico di annuncio. La sua missione. Pure noi quando vediamo il Signore, quando lo incontriamo, abbiamo un compito che Egli ci affida. Certo non lo vediamo come Maria, ma con gli occhi della fede ed il sussurro della Parola, che parla al cuore.

Ecco, dunque, il compito dello Spirito Santo. Egli, il giorno di Pentecoste, illumina Pietro e gli dà le giuste parole per la predicazione: convertitevi, credete al vangelo e fatevi battezzare per iniziare una nuova vita. Quella che è con Cristo nel cenacolo per stare con Lui, vivere di Lui nello Spirito per andare incontro al Padre.

Di qui la missione: essere per il mondo luce che illumina e sale che da sapore. Come parola chiave quella carità che Gesù stesso ha dimostrato durante l'ultima cena e sulla croce.  Donandoci agli altri nel sacrificio, la Parola ascoltata porta frutti per il bene di tutti.

lunedì 21 aprile 2014

Fiori


ANTIFONA
Il Signore è risorto, come aveva predetto; rallegriamoci tutti ed esultiamo,
perchè egli regna in eterno. Alleluia.


Paragono la Pasqua a questo bouquet di fiori che ho dipinto qualche giorno fa. Un'insieme di colori freschi appena germogliati. Un rinascere interiore che coinvolge la tua vita in mille sfaccettature. 



Lunedì fra l’ottava di Pasqua

L’annuncio di Pasqua


 At 2,14.22-33   Sal 15   Mt 28,8-15
 Andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno


Risuona l’annuncio di Pasqua: Cristo è risorto dai morti, Egli è il vivente. A differenza di Davide che fu sepolto ed è rimasto nella tomba, Gesù vive glorioso alla destra di Dio. Lo Spirito gli ha ridato vita. Quello stesso Spirito che permette ai primi testimoni di annunciare con franchezza l’evento della sua Pasqua.

Il Figlio dell’uomo con le sue apparizioni nei quaranta giorni successivi alla Pasqua, conferma nella fede gli apostoli con Maria riuniti nel cenacolo. Infine, invia loro lo Spirito, colui che guiderà alla verità tutta intera. Egli illumina la mente ed il cuore alla piena comprensione della Scritture.

Anche per noi è così. Senza questa terza persona della Trinità la nostra fede rimane sterile. Quasi ovattata non potrebbe emergere nel suo splendore di amore donato da Dio. Una vita che non ha fine è già nei nostri cuori. Un sole che non tramonta. Sta a noi accoglierlo e diffonderlo.

venerdì 18 aprile 2014

VENERDI SANTO (PASSIONE DEL SIGNORE)

CROCIFISSO PER AMORE
Is 52,13- 53,12   Sal 30   Eb 4,14-16; 5,7-9   Gv 18,1- 19,42 
Passione del Signore
Oggi è il gorno in cui si ricorda la passione di Gesù. Egli va incontro alla morte per compiere la volontà di Dio. Per obbedienza di amore e per la nostra salvezza. La sua missione giunge alla pienezza. Egli assume la morte per vincerla e ridonarci la vita eterna, offuscata dal peccato e dalla morte.
La pietà enfatizza molto questo venerdì. Si rievoca la condanna a morte di Cristo e la sua cruenta salita al monte calvario, dove è crocifisso. Muore da solo ed incompreso, il crocifisso, ma per amore di chi lo abbandona al suo destino di morte.
Egli sa, tuttavia, che il Padre non lo abbandona nelle tenebre del sepolcro. Per questo il suo abbandono fiducioso è totale ed esprime l'eterno dinamismo trinitario: una relazione di amore. Essa è evidente quando Cristo spira. In tal modo, infatti, Egli consegna al Padre lo Spirito, quella terza persona della Trinità che è un continuo scambio di amore tra Padre e Figlio.
Proprio come il continuo sussurro di affetto che vi è tra due innamorati. Su questo oggi siamo invitati a riflettere, anzicchè fisarci sulla violenza e sul sangue del martirio di Cristo. Questo afflato di amore dovrebbe riguardare ancha la nostra vocazione. Nel servizio al prossimo con cui viviamo, possiamo esprimere la nostra passione, che spesso sa di delusione ed incomprensione.
Quante persone amano in silenzio ed abbandonate da tutti? Nessuno ce le addita come esempio, ma ci sono e grazie a loro il mondo va avanti. Loro dovrebbero essere il nostro modello. Se amiamo sul serio la nostra scelta di essere cristiani, il silenzioso abbandono alla volontà di Dio per amore dovrebbe essere il nostro stile di vita che orienta la nostra scelta fondamentale: fare di Cristo il cuore del mondo.

giovedì 17 aprile 2014

GIOVEDI SANTO (MESSA IN CENA DOMINI)

PANE SPEZZATO

Es 12,1-8.11-14   Sal 115   1Cor 11,23-26   Gv 13,1-15 
Li amò sino alla fine
Oggi, giovedì santo, si ricorda l'ultima cena di Gesù, durante la quale Egli si fa per noi pane di vita. Si spezza per noi, al fine di nutrire la nostra vita spirituale. Questo è anche ricordato dall'emblematico gesto della lavanda dei piedi, dove Cristo dice: Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.
Una vita donata per la nostra salvezza. Un toccante scenario di incomprensione per questo mondo e per i discepoli più vicini al maestro, che non colgono l'importanza del grande segno. Come noi, che altrettanto abbiamo difficoltà ad entrare nella logica del servizioPregate con me per non entrare in tentazione. Ecco il valido monito del Figlio dell'uomo da prendere in considerazione.
E' quello che faremo all'altare della reposizione, dopo la messa di questa sera. Veglieremo con Cristo ricordando la sua preghiera notturna nell'orto degli ulivi, prima del processo e della condanna a morte. Gli occhi si fanno pesanti durante la veglia, non siamo capaci di farlo. Ma essere lì con la presenza di Cristo e condividerne la sofferenza è tanto.
La sfida è portare nel mondo il mistero contemplato. Lì, forse, siamo ancora più assopiti; tante forze ci condizionano. Tuttavia, se è vero che le tenebre sono forti, la luce della resurrezione può arrivare ovunque con la nostra disponibilità ad essere sale della terra e luce nel mondo. Mettendo al primo posto il bene degli altri ed una profondo sintonia con il Dio dell'amore condiviso.

mercoledì 16 aprile 2014

Giovedì santo - messa del crisma

OLIO CHE CONSACRA

Is 61,1-3.6.8-9   Sal 88   Ap 1,5-8   Lc 4,16-21 
Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione

Già oggi pomeriggio in diverse diocesi si celebra la messa crismale in cattedrale, dove si benedicono gli oli santi. Essi sono tre: l'olio dei catecumeni, l'olio crismale e quello per l'unzione degli infermi. Il primo serve per l'unzione pre-battesimale degli adulti che iniziano il cammino di preparazione al sacramenti dell'iniziazione cristiana e dei bambini prima di essere battezzati.
Il secondo olio, quello crismale, è per la cresima ed il sacramento dell'ordine, per il sacerdozio e l'episcopato. E' l'olio che consacra per una specifica missione. E' lo stesso che si usa per la cresima e dopo il battesimo dei bambini. Simboleggia lo Spirito Santo che purifica e da forza per lo svolgimento di un compito particolare.
Il terzo olio, quello dell'unzione degli infermi, è per chi ha una malattia grave. Mediante una preghiera esso è conferito dai presbiteri per il sollievo fisico e spirituale di chi è malato. Ha come effetto ance il perdono dei peccati. Per questo è paragonato al sacramento della confessione, che si orienta invece alla guarigione spirituale del penitente.
Questa messa segna l'inizio del triduo pasquale e orienta alla Veglia della Veglie di del sabato santo. Gli oli sono benedetti dal vescovo e segnalo la vitalità della chiesa che si consacra a Dio con la forza dello Spirito che dà vita immergendoci nella consacrazione di Cristo sacerdote re e profeta in forza della resurrezione pasquale.
Durante tale celebrazione i sacerdoti rinnovano le loro promesse al vescovo. Questo perchè il giovedì santo, oltre ad essere il giorno in cui si ricorda l'istituzione dell'Eucaristia, si fa memoria anche dell'istituzione del sacerdozio ministeriale. Due sacramenti intimamente uniti tra loro. Sono i sacerdoti, infatti, che perpetuano le parole di Cristo: fate questo in memoria di me.
Lo Spirito del Signore è sopra di me;/ per questo mi ha consacrato con l’unzione / e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, / a proclamare ai prigionieri la liberazione / e ai ciechi la vista; / a rimettere in libertà gli oppressi / e proclamare l’anno di grazia del Signore.
Queste parole del profeta Isaia le realizza il Cristo. Tramite Lui trovano eco nella nostra vita di fedeli battezzati, portatori del suo annuncio di salvezza. Uniti al vescovo, siamo chiamati a testimoniare l'amore fraterno di una chiesa unita che nel suo volto mostra l'amore misericordioso del Padre.

martedì 15 aprile 2014

Martedì della Settimana Santa

OMBRE E PAURE
Is 49,1-6   Sal 70   Gv 13,21-33.36-38 
Uno di voi mi tradirà… Non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte
Dall'acclamazione delle folle, dall'olio che conserva, alle ombre e le paure dell'uomo, nascoste dietro l'apparente coraggio che abbaglia. Proprio questo, nella liturgia odierna, Gesù fa notare a Pietro che insiste nel volerlo seguire fino in fondo.
In realtà egli lo rinnegherà, come Giuda lo ha tradito. E' facile parlare quando tutto va bene, nella prova diviene difficile. Gesù, tuttavia, è venuto per darci la forza attraverso una luce nuova, quella che non abbaglia. Essa è faro per tutti gli uomini e riguarda la sua Resurrezione.
In questo dimostra la sua divinità, quella stessa che condivide con noi, se vogliamo seguirlo. La strada è quella della croce e della morte, la meta l'incontro con Dio. Si rinasce a vita nuova se si rinnega il peccato che porta alla morte.
Cristo con la sua resurrezione è luce di salvezza per tutti i popoli. Il suo messaggio universale è duro ma comprensibile da tutti gli uomini di buona volontà. E' credibile con la testimonianza di molti che abbracciano la sfida della giustizia e della misericordia per parlare al mondo con un nuovo linguaggio.

lunedì 14 aprile 2014

Lunedì della Settimana Santa


Di chi avro' paura?
Is 42,1-7   Sal 26   Gv 12,1-11
Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura

Siamo nella settimana santa. Il tempo più importante per noi cristiani. In esso riviviamo gli ultimi attimi della vita di Cristo, fino ad arrivare alla sua Pasqua: la morte e resurrezione. Un passaggio attraverso l'oscurità del sepolcro per salire alla luce della resurrezione, in una vita che non ha fine.
Una settimana densa, dunque, che richiama profondamente il nostro vissuto, impregnato di valori cristiani. Le folle di ieri, domenica delle palme, evidenziano la radicalità della nostra scelta: applaudire o seguire nel silenzio il Messia fino alla morte in croce per attendere la resurrezione.
Sì, l'attesa gioiosa dovrebbe proprio essere il tratto distintivo della nostra fede. Non un subire passivamente le avversità, ma una lotta pacifica e non violenta, in attesa della seconda venuta di Cristo e della liberazione che Dio Padre opererà per noi.
L'olio che Maria versa sui piedi di Gesù è, a mio avviso, proprio simbolo di questa attesa. Esso è un unguento che conserva e rende sacro il corpo. Così come può conservare e rendere sacra tutta la nostra vita se la guida è lo Spirito. Egli ci illumina nelle scelte facendoci ultimi nel servizio e primi nel Regno.
Allora Se contro di me si accampa un esercito, / il mio cuore non teme; / se contro di me si scatena una guerra, / anche allora ho fiducia. / Il Signore è mia luce e mia salvezza:di chi avrò timore? / Il Signore è difesa della mia vita: / di chi avrò paura? (Salmo 26).

Essere per gli altri



COLLETTA

Guarda, Dio onnipotente, l'umanità sfinita per la sua debolezza mortale, 
e fa' che riprenda vita per la passione del tuo unico Figlio

La domenica delle palme ci invita ad accogliere il messia. Non un potente in battaglia ma uno sconfitto per amore. Egli sceglie l'asina come emblema del suo servizio. Della sua spoliazione totale per farsi tutto simile a noi tranne il peccato. 

Egli ci ricorda che il battesimo apre la nostra chiamata profonda: essere per gli altri. Questa la nostra realizzazione cristiana che nella resurrezione ha la sua meta. Alziamo allora le palme ed accogliamo il messia non-violento. Scomodo ma vero. 

domenica 13 aprile 2014

Il mezzo

DOMENICA DELLE PALME (ANNO A)

Mt 21, 1-11


Ognuno sceglie il proprio mezzo di trasporto. Macchina, trattore, veicolo da lavoro e così via. In particolare l'auto. E' come una seconda casa e si fanno sacrifici, a volte, per prendere quella che più piace. Quella che esprime i nostri gusti e la nostra sensibilità.

Oppure lo stato sociale. In passato molte persone che erano all'estero quando venivano in vacanza affittavano la mercedes. Questo per dimostrare che il oro tenore di vita era cambiato in meglio. Potevano permettersi una macchina grande.

Prima invece il mezzo di locomozione e di trasporto che tutti avevano era l'asino. Ricordo da piccolo il vicolo dove abitavo. Spesso vedevo dei vecchietti che passavano con la bestia da soma per andare ai loro campi. Quasi parlavano con l'animale per controllare l'andatura.

I cavalli, invece, erano emblema dei benestanti. Li usavano per andare in giro con il carretto. Invece i braccianti sempre l'asino. La stessa scelta che fa Gesù e che ci invita a riflettere. Il Figlio di Dio avrebbe dovuto cavalcare un cavallo puro sangue. Invece sceglie un'asina!

Si schiera dalla parte dei deboli. Soprattutto sottolinea la sua missione: mettersi a servizio degli uomini per dare loro la vita. E' il preannuncio della Pasqua cristiana. Gesù non si impone con la violenza ma con la logica del servizio. A noi chiede di fare lo stesso.

Domenica delle palme - anno a -

Commento vangelo Mt 21, 1-11


venerdì 11 aprile 2014

Venerdì della V settimana di Quaresima

Il nonviolento




Ger 20,10-13   Sal 17   Gv 10,31-42
Cercavano di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani

Gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù sono molto travagliati. Cercano di accusarlo per condannarlo a morte.  Ma Egli non ha nulla da nascondere e discute con i capi dei giudei facendo riferimento alla scrittura, che da tempo lo aveva annunciato.

Si aspettava un Figlio di Dio diverso, che venisse all’improvviso dal cielo per distruggere i nemici con la forza. I profeti, però, parlano di un Messia diverso. Per loro è un servo sofferente che va incontro alla morte come capro espiatorio.

Anche Geremia, nella prima lettura di oggi, è su questa linea:

Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta:
«Forse si lascerà trarre in inganno,
così noi prevarremo su di lui,
ci prenderemo la nostra vendetta».

Preannunciando, in tal modo, le dispute che Gesù stesso ha con i giudei i quali, appunto, cercano un motivo per condannarlo a morte.  In Geremia, tuttavia, c’è anche ampia fiducia in Dio:

Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,
per questo i miei persecutori vacilleranno
e non potranno prevalere;
arrossiranno perché non avranno successo,
sarà una vergogna eterna e incancellabile.

Così per il Cristo. Egli va incontro alla sofferenza ed alla morte sapendo che Dio Padre lo risorgerà dai morti. Dimostrando così che Egli è il Messia venuto sulla terra per sconfiggere la morte ed il peccato.

Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore (salmo 17).

giovedì 10 aprile 2014

Giovedì della V settimana di Quaresima






Discendenza


Gen 17,3-9   Sal 104   Gv 8,51-59

Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno


Siamo stirpe di Abramo, scelto da Dio per essere il padre di una grande moltitudine. Essa va oltre i legami di sangue del popolo eletto per aprirsi all’infinita discendenza dei figli di Dio. Noi lo siamo in virtù del sangue versato da Cristo sulla croce.

Egli ha reso eterna e definitiva l‘alleanza stipulata con Abramo. Dal giorno del battesimo ne facciamo parte. Il Figlio di Dio, risorto dai morti, l’ha elevata all’immutabilità del divino che nell’amore ha le sue stabili fondamenta.

Cercate il Signore e la sua potenza, / cercate sempre il suo volto, ci ricorda oggi il salmo 104. Certo, se vogliamo essere fedeli alla sua promessa è necessario cercarlo con cuore puro e sincero. Proprio quella limpidezza che Gesù sempre ci dona se ci affidiamo a Lui.

Così la via del bene sarà una meta raggiungibile ed alla nostra portata. Nella donazionegratuita di noi stessi, renderemo visibile l’alleanza eterna d’amore. Mostreremo il volto di Dio che continuamente trasforma i nostri cuori ed asciuga le nostre lacrime.

Fantasioso borgo


Il borgo di Quaglietta (Av) rivisitato. Acrilico su tela 60X70

mercoledì 9 aprile 2014

Piccolo mondo


Ciao piccolo mondo! Ti vedo spesso nei miei orizzonti. Sei troppo piccolo per essere condiviso. Per me sei l'eterno. L'universo dei miei pensieri. In te navigo tranquillo. Cieli azzurri, mari calmi, fiumi navigabili, pianure verdeggianti, vette limpide, orizzonti chiari, strade spianate, gente tranquilla. Sei troppo piccolo per essere vero. Ti tocco con un dito. E quando alzo la mia mano dalla tua sfera mi accorgo di essere io quel piccolo nel grande mondo dello sconfinato universo.

Mercoledì della V settimana di Quaresima


Voce del Padre




Dn 3,14-20.46-50.91-92.95   Dn 3,52-56   Gv 8,31-42
Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero


Gesù viene dalla eterna trinità. Conosce il Padre da sempre ed è venuto nel mondo per fare la sua volontà. Il Dio di  Abramo, Isacco e Giacobbe, Lui lo conosce da sempre. Questa intimità Egli testimonia sulla terra. Ed invita tutti a seguire la voce del Padre che proviene dalla Parola. Quel disegno eterno di amore in Lui si compie.

Infatti, proprio attraverso il suo sacrificio, si realizza la volontà salvifica di Dio: riportare l’uomo alla sua casa, da dove è venuto. Il peccato, però, offusca la libertà umana e rende schiavi dell’egoismo. Gesù, invece, ridona quella forza d’animo per poter esprimere la fede a Dio e ritornare a Lui.

Il peccato non è la parola definitiva. Mediante Gesù è cancellato. Sempre, in tal modo, possiamo ritornare a Dio Padre con il cuore pentito ed essere accolti nella sua casa. Se siamo certi del suo amore, anche noi testimonieremo la nostra fede come Sadrac, Mesac e Abdènego che, al tempo di Daniele, non hanno ceduto alle lusinghe di Nabucodònosor.  Sono andati incontro al suplizio, ma Dio li ha liberati.

Benedetto il Dio di Sadrac, Mesac e Abdènego, il quale ha mandato il suo angelo e ha liberato i servi che hanno confidato in lui; hanno trasgredito il comando del re e hanno esposto i loro corpi per non servire e per non adorare alcun altro dio all’infuori del loro Dio. Che anche il nostro prossimo possa lodare Dio per il modo in cui noi gli dimostriamo il nostro amore.


martedì 8 aprile 2014

Martedì della V settimana di Quaresima

Il seme della Parola


Nm 21,4-9   Sal 101   Gv 8,21-30
Avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono


Il seme della Parola ha bisogno di germogliare nel nostro cuore. Se, però trova terreno fertile. Ovvero un cuore disposto ad accoglierla non come parola di uomini ma come Parola che esce dalla bocca di Dio per la nostra salvezza.

È necessario un serio dialogo con Lui che cresca nella costanza del quotidiano, come un normale rapporto di amicizia. Si cresce nell’incontro che permette conoscenza reciproca. Il segno del’amicizia che Dio vuole offrirci è l’immolazione del Figlio sulla croce. L’unico sacrificio che può eliminare il peccato. Per questo il Padre lo ha mandato. Se guardiamo a Lui e seguiamo i suoi insegnamenti, potremmo percorrere la via della salvezza e della vera felicità.

Egli è la Parola incarnata che si fa storia. È accanto a noi. E con noi diventa continuo rendimento di grazie a Dio Padre che ci ha creati e redenti. Egli per primo nella sua vita terrena coltiva un rapporto intimo e confidenziale con il Padre. Per amore. Anche noi dovremmo innamorarci di un Dio così premuroso che non ci abbandona alla nostra sorte ma è accanto a noi per risollevarci al tempo opportuno. Così la nostra preghiera con il salmo 101:

Signore, ascolta la mia preghiera,
a te giunga il mio grido di aiuto.
Non nascondermi il tuo volto
nel giorno in cui sono nell’angoscia.
Tendi verso di me l’orecchio,
quando t’invoco, presto, rispondimi!