sabato 31 maggio 2014

Ragionevole dubbio

ASCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO A)

Mt 28, 16-20


Avete mai dubitato di qualcuno? Io si. Ne ero certo. Ho fatto pessime figure. Quello che più mi ha roso è stato il rimorso. Rimorso per aver deluso, per aver perso delle amicizie. Questo sì che è deleterio, più del dubbio.

Perchè, alla fine, i veri amici sono rimasti. Pochi ma buoni. Siamo cresciuti nel dubbio. Ce le siamo dette in faccia le cose e ci siamo capiti. La nostra sintonia è cresciuta senza ipocrisia. Posso dire che nel cuore porto persone uniche, importanti solo pensandole.

So che ci sono perchè sono con me sempre. Pure le inconprensioni diventano momenti piacevoli di crescita. Una persona è unica, non puoi incontrarne un'altra uguale. Lo stesso vale per la mia fede. Per Gesù. E' incredibile per me questa presenza, spesso assenza e delusione. Dubbio e incertezza.

Ma costante. Un vangelo che mi prende, mi sollecita, mi porta ad interrogarmi con veemenza. Con parole forti che si traducono in preghiera costante. Prima mi vergognavo di pregare così o di esporre i miei sentimenti più veri, seppur inqueitanti.

La ragionevolezza della mia fede pretende che io sia così. E se mi comprendono gli amici veri, tanto più Lui, che è il Dio della mia vita. Pure i discepoli dubitavano. Non capivano fino in fondo quello che accadeva.  Lo stesso noi siamo uomini e abbiamo bisogno di esprimere dubbi e perplessità per superarli.

Dio non si offende. Anzi ci è vicino in questo cammino di crescita, dove è fondamentale l'esercizio della nostra ragione. Non solo intellettiva, ma del cuore. Quelle ragioni che non puoi spiegare ma che, tuttavia, le vivi e le testimoni con la tua vita.

Visitazione della beata vergine Maria


Visita



Sof 3,14-18   Is 12   Lc 1,39-56

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili



Celebriamo oggi la visita di Maria alla cugina Elisabetta. la Vergine sa che la donna ha bisogno del suo aiuto e si mette in cammino per raggiungerla. Un viaggio non facile. Come mezzo di trasporto l’asino, come destinazione un villaggio oltre le montagne.


Tuttavia Maria non esita. Senza essere chiamata va. Un vero atto di carità. L’incontro tra le due diventa un inno di lode al Signore. Il bambino esulta di gioia nel grembo di Elisabetta perchè riconosce il Figlio di Dio nel grembo di Maria. 


Quest’ultima magnifica il Signore con un grande inno, che celebriamo ogni sera nella liturgia dei vespri: L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore.

Un cantico che esalta l’umiltà come l’unico atteggiamento che permette a Dio di compiere meraviglie nella storia dell’uomo. E’ quello che ci fa riconoscere come peccatori e bisognosi di aiuto. Nonchè aperti al bisogno degli altri.


Questa festa, allora, ci fa riflettere su due cose: la disponibilità a collaborare con Dio ed il servizio al prossimo, soprattutto quando è in difficoltà. In tal modo permetteremo a Dio di visitare il nostro cuore e nello stesso tempo faremo noi visita per portare la gioia di questo incontro ai nostri fratelli.

venerdì 30 maggio 2014

Venerdì della VI settimana di Pasqua



Via la paura


At 18,9-18   Sal 46   Gv 16,20-23
Nessuno potrà togliervi la vostra gioia


L’annuncio del vangelo deve essere fatto con gioia. Senza paura della sconfitta. Perchè è lo Spirito che illumina e sostiene. Così è stato per Paolo nella sua predicazione a Corinto. Come oggi ci ricordano gli atti, egli è rimasto lì per più di un anno annunciando la Parola. Anche se è accusato, nessuno può fargli del male.

Infatti, quando è portato nel tribunale il giudice non trova per lui motivo di condanna. Nonostante l’insistenza dei giudei. La novità del vangelo è sostenuta dalla forza dello Spirito che sorregge la chiesa. Per cui non dobbiamo temere. Lo Spirito ci suggerirà le parole giuste per parlare in nome di Dio ed illuminare le tenebre.

giovedì 29 maggio 2014

Ascensione del Signore - anno a -

Commento vangelo Mt 18, 16-20


Giovedì della VI settimana di Pasqua



Mi vedrete ancora

At 18,1-8   Sal 97   Gv 16,16-20

Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia




Un parlare contraddittorio quello di Cristo: Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete. Che lascia sconvolti gli apostoli. Ma che, tuttavia, mostra la grandezza della sua missione e dell’amore che ha verso il Padre. Egli lo risorgerà dai morti, gli ridonerà la vita eterna che non muore. Quella che Cristo dona a noi mediante lo Spirito Paraclito.


Una grande relazione d’amore quella tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Relazione di cui noi siamo partecipi in virtù del Figlio, che il Padre manda nel mondo per amore nostro, per la nostra salvezza. La quale comincia dal giorno del nostro battesimo.


Abbiamo iniziato in quel dì un cammino di fede nel Risorto che ci porta a vivere l’amore con la comunità alla quale apparteniamo: la chiesa. Se ci amiamo gli uni gli altri, come Cristo ci ama, sperimentiamo l’amore, l’identità divina, e possiamo testimoniarla mettendo gli altri al primo posto, rinnegando l’egoismo.


O Dio, nostro Padre,
che ci hai reso partecipi dei doni della salvezza,
fa’ che professiamo con la fede
e testimoniamo con le opere
la gioia della risurrezione.

Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che vive e regna con te nell’unità dello Spirito santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Arco dell'Annunziata

Un giorno ho scoperto che dipingere mi esprime......e ho iniziato


Acrilico materico che riproduce un angolo suggestivo di Lioni; con evidente tonalità solare. Anno 2010.

mercoledì 28 maggio 2014

Sulle nuvole




Vorrei camminare sulle nuvole.
Vedere così il mondo
dall'alto dell'etere.

Percepire
un nuovo modo
di vedere le cose.

Con esse
uno sguardo meno limitato.
Più aperto
ad un orizzonte infinito.

Mercoledì della VI settimana di Pasqua

Il Dio Ignoto



At 17,15.22-18,1   Sal 148   Gv 16,12-15
Lo Spirito della verità vi guiderà a tutta la verità


La predicazione di San Paolo raggiunge l’areopago di Atene. Nella figura del dio ignoto egli annuncia il Dio di Gesù Cristo: Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l’ordine dei tempi e i confini del loro spazio perché cerchino Dio, se mai, tastando qua e là come ciechi, arrivino a trovarlo, benché non sia lontano da ciascuno di noi.

Un annuncio che si avvicina alla filosofia greca e che si specifica nella morte-resurrezione de Cristo. Qui il problema. Solamente alcuni lo accettano e divengono credenti. la fede, infatti, è una scelta che si basa su dei contenuti. Per essere cristiani è necessario abbracciare l’evento della morte-resurrezione de Cristo.

Non bastano i sentimenti e la pia disposizione a credere che esista un Dio: occorre una scelta a favore di Cristo e della sua chiesa. Questo è il motivo per cui dalla massa si passa ad un gruppo ristretto che accoglie sul serio l’annuncio, con una scelta precisa. Essa, partendo dal dato di fede, richiede un cammino continuo nella dedizione e nella costanza alla scuola della Parola con la comunità che genera alla fede.

Proprio in questo cammino lo Spirito guida alla verità tutta intera. Questo grande dono del Cristo è accolto e vissuto anzitutto in un contesto comunitario. Qui, nel discernimento, si individuano i carismi per metterli a servizio della crescita comune. La fede, allora, non è un sentimento ma una virtù accolta, recepita e messa a servizio. Solamente così cresce e si diffonde come lievito che fermenta la massa.

martedì 27 maggio 2014

Verde irpino



Il verde dell'Irpinia soprattutto in questo mese di maggio è favoloso. Lo ammiri con occhi di stupore per quanto di bello è intorno a noi. Un senso di quiete e speranza.

Martedì della VI settimana di Pasqua



Catene sciolte

At 16,22-34   Sal 137   Gv 16,5-11
Se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito

Nella prima lettura odierna, tratta dal libro degli apostoli, Paolo e Sila sono liberati dalle catene della prigione. Dopo aver pregato il Signore. Il carceriere di fronte a questo evento rimane stupito e porta i due a casa sua, gli offre un banchetto e chiede di essere battezzato. Poco prima voleva togliersi la vita perchè pensava che i due fosero scappati.

Alla fine comunque sono stati liberati. Dio è intervenuto per sciogliere le loro catene. Il che è divenuto una forte testimonianza per il carceriere che decide di cambiare vita. Qualunque cosa accada nella nostra vita, qualunque peccato che ci imprigiona, può essere eliminato da Dio. Se ci affidiamo a lui. 

E’ la certezza del salmista: La tua destra mi salva./Il Signore farà tutto per me./Signore, il tuo amore è per sempre:/non abbandonare l’opera delle tue mani. Dovrebbe essere la nostra fede nel Paraclito, che può guidarci alla verità tutta intera e può far germogliare la Parola di liberazione nel nostro cuore. 

Aggrapparsi a Dio e credere che il suo amore sia possibile è opera, appunto, dello Spirito Santo. Quando sperimentiamo tutto questo gli altri se ne accorgeranno. Tramite la nostra testimonianza Dio li chiamerà a cambiare vita e li avvicinierà al suo amore misericordioso.

lunedì 26 maggio 2014

Magico luogo


Caro diario,
                      ci sono dei posti magici in cui la fantasia vola sul pentagramma della natura.

Uno in particolare mi prende sempre. E' un bosco al mio paese nativo. Si trova ai margini del fiume e raccoglie i ruderi di un mulino, rimessi in sesto da poco.

Ci sono anche della panchine per il pic-nic. Lo spazio è ampio e variegato, tra alberi e collinette di verde. Il tutto si curva verso il mulino ed il fiume.

L'antico caseggiato è circondato da pietre enormi, erose dall'acqua del fiume che da secoli le bagna.
Un misto di sensazioni che vanno dalla tranquillità del verde e dell'azzurro del cielo, all'inquietudine dell'acqua che scorre violenta e che assume i colori del fondale, laddove placidamente si calma in grandi pozze.

Il venticello che, quasi sempre, accarezza i rami e le foglie, è un tranquillante sottofondo che mi aiuta a pensare e ad essere creativo.

Il Paraclito



COLLETTA
O Dio, che ci hai redenti nel Cristo tuo Figlio messo a morte per i nostri peccati e risuscitato alla vita immortale, confermaci con il tuo Spirito di verità, perché nella gioia che viene da te, siamo pronti a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi.


Gesu' sale al Padre ma non ci lascia orfani. Ci dona lo Spirito come compagno di viaggio. Egli, come migliore amico, fa venire  fuori la parte migliore di noi stessi. Quella che spesso e' sepolta da cumuli di affanni. Lo Spirito ci libera. Ci riporta alla luce per quello che siamo. Ci orienta a Dio ed al suo vero amore che rinnova la faccia della terra.

sabato 24 maggio 2014

Blocchi

VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

Gv 14, 15-21


All'improvviso, mentre tutto va bene, capita che uno si blocchi e non riesce a fare più nulla. Gli scrittori non scrivono, i ciclisti non pedalano, i calciatori con calciano...Si ferma tutto. Non hai più voglia. Mi colpisce sapere che esistono delle cliniche che accolgono chi ha il blocco dello scrittore, per esempio.

Un qualcosa da curare. Capire le cause che portano allo spegnimento totale. E penso al fluire del fiume. Non puoi bloccarlo, se no esonda. Anche le dighe sono pensate in un certo modo, tenendo conto, appunto, della forza dell'acqua. Quella non si può eliminare.

A volte pensiamo che la nostra persona sia una macchina che deve produrre il massimo. Questa frenesia ci porta in ritmi assurdi. Non si lascia spazio allo spirito, al tempo libero, a quei momenti in ci si lascia andare. Parlare di lentezza, pigrizia, di lasciarsi andare sembra quasi una bestemmia.

Eppure lì si rinforzano le nostre energie vitali. Esse fluiscono come l'acqua. Non possiamo bloccarle. E' necessario trovare il giusto modo per farle scorrere. E direi lasciarsi trascinare. Perché portano sempre nel nostro io più profondo e ci indicano la giusta strada da percorrere.

Altrimenti ci si inceppa e non si va avanti. A questo ho pensato meditando il vangelo di questa domenica, dove Gesù parla del comandamento dell'amore, l'unico che ci pone in sintonia con Lui e che ci porta a Dio Padre. E' un amore che libera e fa vivere, dandoti modo di incontrare le persone giuste.

Lo Spirito, questo nostro compagno di viaggio, è proprio quella Persona che parla al nostro cuore. Un cuore che palpita. Lo Spirito è come il vento, soffia dove vuole. Ed è in questo soffio che ci vuole portare. Sì, proprio come acqua che scorre dovrebbe essere la nostra vita!

venerdì 23 maggio 2014

VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

Commento vangelo Gv 14, 15-21


Venerdì della V settimana di Pasqua

FRUTTI



At 15,22-31   Sal 56   Gv 15,12-17
Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri


I frutti della nostra vita spirituale rimangono se sono alimentati dall'amore divino. Gesù ne è l'esempio. Egli è sempre in sintonia con il Padre. Lì attinge l'amore vero e lo dona a noi nello Spirito. L'amore è fatto di gesti. Cristo dona a noi la sua vita e con essa lo Spirito.

Quest'ultimo ci consente di portare frutti duraturi. Perché compie in noi l'opera del Padre. Quest'opera esprime l'amore eterno che Egli nutre per noi. Ed è nel donare che si esprime nella sua forma più piena. Per cui siamo chiamati ad aprirci agli altri per essere solidali con loro.

Proprio nel discernimento, con l'aiuto dello Spirito e della comunità, si possono trovare le vie giuste per accogliere la Parola e tradurla in gesti di vicinanza al prossimo. Allora faremo in modo che la nostra vita si prepari a produrre buoni frutti per il bene di tutti.

giovedì 22 maggio 2014

Giovedì della V settimana di Pasqua

Gioia piena


At 15,7-21   Sal 95   Gv 15,9-11
Rimanete nel mio amore, perché la vostra gioia sia piena

La gioia piena e duratura è quando vivi in sintonia con la persona amata. Le doni tutto il tuo amore e ne ricevi altrettanto. Forse di più. Così con Dio. Egli ci invita a rimanere nel suo amore. Quello che ha dimostrato nel figlio.

Ascoltare la voce di Gesù, infatti, è seguire la via che conduce al Padre. Un porto sicuro dove trovare rifugio e certezza di un amore infinito ed eterno. I comandamenti ne sono i paletti. Tutti esplicativi del grande normativo: amatevi gli uni gli altri.

Mettendo da parte le voci disgregative, la gioia piena è quando si vive in comunione con gli altri. Dai vicini ai più lontani. Nella ricerca della giustizia e della misericordia. Santa Rita ha pregato molto per questo nella sua vita, dalla famiglia all'ordine religioso.

Allegra fantasia

Un giorno ho scoperto che dipingere mi esprime......e ho iniziato


Telaio, tela e cornice realizzati da me. E’ un olio spatolato. Rappresenta un paesaggio ispirato a Lioni (Av). Mi sembra una buona combinazione di colori. Anno 2010.

mercoledì 21 maggio 2014

Mercoledì della V settimana di Pasqua



Come tralci


At 15,1-6 Salmo 121 Gv 15,1-8
Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto

Gerusalemme è costruita come città salda e compatta. È là che salgono le tribù, le tribù del Signore (salmo 121). Il nostro cammino è orientato alla casa di Dio, al Paradiso. Esso non è solamente una meta lontanta, ma una dimora che Dio vuole avere nel nostro cuore. Essa si manifesta nel mondo, ora in modo parziale un domani per sempre.

Questa dimora di Dio può crescere se siamo uniti a Cristo, come i tralci alla vite. Lui ci dà il nutrimento per essere lievito che fermenta di amore. Senza di Lui non possiamo far nulla, saremo come tralci secchi, quelli che l’agricoltore brucia per fare pulizia. Proprio il contadino è l’immagine del Padre, che cura la vigna.

Egli tramite la Parola ci innesta nel Figlio e questi dona a noi la linfa vitale dello Spirito. Così noi, i tralci, portiamo molto frutto: uva bella e matura. Pronta per essere pigiata per poi fermentare e diventare buon vino. In tal modo saremo testimoni del Risorto. Proprio attraverso la purificazione dei nostri peccati arriveremo al Paradiso e la presenza di Dio aumenterà in noi.

Placidi lidi


Spesso la musica ti trascina in placidi lidi. Lì voli in alto con ali spiegate per raggiungere l'orizzonte. Almeno il pensiero si culla in mete così alte. D'altronde già sono nel tuo cuore; sono nate con te.

martedì 20 maggio 2014

Martedì della V settimana di Pasqua

Pace eterna

At 14,19-28   Sal 144   Gv 14,27-31
Vi do la mia pace


Vi do la mia pace. Cristo ci dona una pace diversa da quella del mondo. Non frutto della violenza e della sopraffazione ma dell’amore vero accolto e condiviso. Proprio domenica scorsa il comandamento nuovo ci ricordava: amatevi gli uni altri; sull’esempio dell’amore ci Cristo.

E’ una pace che rende liberi di amare sul serio. Il mondo propone una pace imposta, dove il vincitore domina sul vinto. Questi è costretto ad accettarla. Cristo, invece, pur essendo Dio, non si impone. Propone la logica della non violenza come presupposto della vera pace.

Chi ascolta la Parola del Vangelo e la mette in pratica è figlio della pace messianica. La attua anzitutto nel proprio cuore e cambia mentalità. Così facendo la propone sottilmente al mondo combattendo e vincendo l’apparente pace del principe di questo mondo, che in realtà semina discordia.

lunedì 19 maggio 2014

Fuochi d'artificio



Serate limpide
stelle che brillano.

Rombi che si aprono
in colori evanescenti.

Fumi che si dissolvono
zolfo che entra nelle narici.

Tutti lì a testa alta.


Il volto del Padre



COLLETTA
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo,
 guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, 
perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l'eredità eterna.


Vedere il volto di Cristo e' contemplare il volto del Padre. Non un dispotico padre-padrone, ma un Dio ricco di misericordia. Egli ha tanto amato il mondo da mandare suo Figlio come vittima di espiazone per i peccati. 

Ed e' un grosso peccato non sentirsi amati ed accolti come il figliuol prodigo. Il posto che Gesu'  prepara per noi e' proprio una premura del Padre nei nostri riguardi. 

Egli ci pensa come una grande famiglia che cresce e dove ognuno ha il suo ruolo per il bene di tutti. Li' accogliamo l'Amore e lo facciamo crescere con noi.

domenica 18 maggio 2014

Una famiglia

V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

Gv 14, 1-12



Famiglia. Un termine bello. Unico. A volte fuorviato. Perchè uno pensa di trovare altrove quell'affetto che solamente lì puoi trovare. E' vero, la maturità ti dice di non essere più un banboccione e di lasciare la casa di tuo padre. Ma questo non significa rinnegare le proprie origini.

Il discorso è lungo. Spesso sono scappato da casa con la certezza di trovare un futuro migliore. Ma quando il peso di alcune scelte mi ha schiacciato, sono stati i genitori a soccorrermi e ad essermi vicino. Non quel "futuro" che altri promettevano.

Spesso ho condannato i miei per il loro modo di fare. Chissà se io oggi faccio meglio! Rinnegare, rivoluzionare, stravolgere...tutti termini che esprimono una certa ribellione o un disagio profondo. Sembra che tutto sia sbagliato di quello che hanno fatto. Ma al posto loro cosa avrei fatto io?

La famiglia resta sempre la culla di quello che siamo. E' giusto che ci differenziamo in base alle nostre attitudini e costruiamo il futuro che vogliamo. Ma non è giusto scappare da quello che siamo. Mio nonno raccontava spesso la storia di un famoso avvocato.

I genitori, contadini, con sacrifici lo fecero studiare. Quando questi raggiunse la sua posizione presentò il padre ai suoi colleghi come il suo colono, per non fare brutte figure! Facendolo morire di crepacuore. E' questo il giusto posto da assumere?

Secondo la logica umana è il migliore dei posti; anche cancellando le tue origini e la dignità di chi ti ha voluto bene sul serio. Ma Cristo, quando parla di posto, si riferisce a tutt'altro. Non un' ambizione da perseguire, ma una chiamata da vivere con la propria comunità, famiglia di famiglie.

sabato 17 maggio 2014

Morire per rinascere



L'esperienza che si fa nel battesimo è la condivisione della morte di Cristo per rinascere a vita nuova. L'acqua, materia del battesimo, richiama appunto la morte per annegamento. Si rischia di morire se si è immersi per lungo tempo.

Questa immersione, così come in passato venivano celebrati i battesimi, è condividere l'oscurità del sepolcro. Per poi uscirne grazie allo Spirito ed abbracciare una nuova vita che durerà per sempre. Nemmeno la morte biologica può distruggerla.

E' la vita del nuovo Adamo, Gesù, che nell'obbedienza al Padre ha sconfitto il pungiglione della morte e della inimicizia tra noi e Dio. Celebrare un funerale è ricordare questa realtà della nostra fede, che nel giorno del nostro battesimo già ci fa fare esperienza di morte per rinascere a vita nuova.

V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

Commento vangelo Gv 14, 1-12


venerdì 16 maggio 2014

Venerdì della IV settimana di Pasqua



La via



At 13,26-33   Sal 2   Gv 14,1-6
Io sono la via, la verità e la vita


La via che conduce al Padre è Cristo Gesù nostro Signore. Egli con il suo esempio ha tracciato la strada della salvezza. E’ la luce della verità che conduce alla vita vera, quella del vangelo. Il lieto annuncio della sua resurrezione è la conferma di un progetto eterno di amore.

Proprio amore è il nome che potremmo dare a questa via. Questa Gesù testimonia con il su esempio di obbedienza al Padre. Noi che crediamo in questo amore e lo facciamo nostro, siamo ugualmente chiamati alal testimonianza nel mondo.

Renderemo così presente la Via con il nostro esempio, che è come un dito puntato sulla figura di Cristo. I padrini e le madrine che si affiancano ai genitori nella celebrazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, esprimono questa premura nei riguardi dei neofiti.

Il loro esempio, più che milla dottrine, è di sprono per seguire la Via che già oggi può rinnovare il mondo con la sua logica di abnegazione per il servizio disinteressato ai fratelli. La Via, infatti, riguarda concretamente il nostro operato: è tra le vicende del mondo, con le sue gioie ed i suoi dolori.

giovedì 15 maggio 2014

Per sempre



L'amore di Dio è sempre lo stesso. Non muta. Persino nel tradimento di Giuda e nella morte in croce, dove si manifesta con il perdono. Esso è anche promessa che si realizza nell'incarnazione di Cristo. Egli è il discendente della dinastia davidica per aprire il regno a tutti gli uomini di buona volontà. Tutti coloro, cioè, che sono disposti ad accogliere la sua proprosta di amore e di nonviolenza. 


Nel verde



Particolare dell'antico borgo di Senerchia (Av) - acrilico su tela 40x50

mercoledì 14 maggio 2014

SAN MATTIA

Il comando dell'amore


 At 1,15-17.20-26   Sal 112   Gv 15,9-17
Non vi chiamo più servi, ma vi ho chiamato amici


Solleva l'indigente dalla polvere, dall'immondizia rialza il povero, per farlo sedere tra i principi, tra i principi del suo popolo (salmo 112).  Questa preghiera si incarna nel comandamento di Cristo: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi.

Lui ama la nostra povertà per arricchirla con il suo amore. Questo sale della terra dà sapore al mondo se lo accogliamo nella nostra vita comunitaria. Se l'atteggiamnento è quello giusto, da innamorati, non sarà un semplice precetto ma un ricambio di amore.

San Mattia, in virtù dello Spirito, risponde alla sua chiamata con questo atteggiamento. Cioè portare a tutti il lieto annuncio della resurrezione di Cristo come prova dell'amore filiale di Dio per ognuno di noi. Un amore donato, accolto e ricambiato.

martedì 13 maggio 2014

Martedì della IV settimana di Pasqua

La voce


At 11,19-26   Sal 86   Gv 10,22-30
 Io e il Padre siamo una cosa sola

Credere in Cristo è ascoltare la sua voce. Egli chiama a seguirlo. Noi siamo invitati a rispondere. E lo faremo se lo riconosciamo come Dio. Soprattutto nel suo atto supremo della donazione di sé sulla croce per noi. La nostra coscienza sarà illuminata dalla sua guida.

Come pecore seguiremo il nostro pastore buono. Ne riconosceremo la sua voce. Una voce amica di padre che dimostra premura per i propri figli. A differenza di tanti mercenari che provano ad insinuarsi nella nostra vita. I quali rendono schiavi per finalità puramente mondane.

Cristo, invece, ci guida alla vita piena ed eterna. Quella che il cuore attende per godere la felicità duratura che viene da Dio. E' uno stato d'animo da conquistare attraverso prese di posizione a favore della giustizia e della misericordia. Sofferte, ma vere e decisive per la nostra autenticità.

lunedì 12 maggio 2014

La mia isola



Caro diario,

                          bella la mia isola eh? Mi vedo proprio sotto quella palma a godermi il sole e la tranquillità di quel luogo.

La mia isola è strana. La vedo riempita di cose impossibili, quasi un sogno irrealizzabile. 

Forse una meta.

L'acqua calma è un mondo in pace, dove tutti hanno quello che gli occorre. Non c'è odio, nè guerra, ma una solidarietà infinita. 

E' spontaneo volersi bene senza pretese. Tutti si accettano per come sono, in modo naturale.

Il sole non è malato. Accarezza la pelle invece di bruciarla. Dona calore in modo giusto ed equilibrato. 

La palma verde e rigogliosa mi ricorda una nuova umanità nella stupenda civiltà di un benessere condiviso, dove non c'è differenza tra chi ha e chi non ha, tra potenti e deboli.

La gentilezza e la lentezza fanno gustare l'ebrezza della pace interiore. Non si può stare da soli, ci si cerca per completarsi ed integrarsi.

E' un sogno, sì; non vorrei svegliarmi. Anche perchè so che molti sono con me in questo mondo.

domenica 11 maggio 2014

Recinti

IV DOMENICA DI PASQUA
ANNO A

Sono belli i recinti che delimitano i giardini delle case. Se fatti bene ne esaltano l'eleganza. Meno però lo sono quelli che limitano la libertà di una persona. Peggio quelli che ci costruiamo da soli senza che ce ne accorgiamo.

Per diverso tempo il mio recinto era fatto di regole da seguire e formule da recitare come preghiera. Mi ero imposto tre rosari al giorno, oltre al breviario ed alla meditazione. Quando non riuscivo ad essere fedele stavo male con me stesso.

Pensavo che Dio non fosse contento, che stesse lì a contare fino all'ultimo le mie parole ed a punirmi se non raggiungevo l'obiettivo. Un Dio colleroso. Strano, ma era parte della mia vita. Per scrollarmene ci ho messo molto tempo.

Chi mi ha guidato ha dovuto lavorare molto con me per farmi uscire dal recinto delle mie autoconvinzioni. Come sono venute fuori? Perchè mi sono chiuso in un recinto così severo, che resta ancora dietro l'angolo? Forse perchè l'adolescenza mi ha regalato una profonda insicurezza.

Con essa fiducia nulla in me stesso. Allora avevo bisogno di sicurezze esteriori per dimostrare a me stesso di valere qualcosa. Anche per giustificare la mia vocazione. Se foglio fare il prete devo fare così. Una convinzione a volte avvalorata da falsi profeti che ho incontrato lungo il cammino.

Alcuni epiteti me li sono portati addosso per molto tempo. Ad un certo punto ho pensato sul serio che non ero buono a nulla e che non potevo essere sacerdote. Per fortuna la misericordia di Dio è infinita. Attraverso la porta bella di Cristo alla fine ci sono passato e sempre la cerco ogni giorno. Questa la mia forza.

giovedì 8 maggio 2014

mercoledì 7 maggio 2014

Luccichii




Flebili luccichii si avvistano all'orizzonte. Il cammino è più entusiasmante. Si riprende fiato per l'ultima salita. E poi ti accorgerari che dovrai ricominciare!

Mercoledì della III settimana di Pasqua

Vita eterna

At 8,1-8   Sal 65   Gv 6,35-40
Questa è la volontà del Padre: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna


Il pane di vita ci apre ad una dimensione eterna. Eternità durevole di comunione con Dio. Quando si vive così si è realizzati e soddisfatti. Già qui su questa terra. Come un'unione sponsale per tutta la vita. La solitudine, al contrario, è tenebra e tristezza.

Il peccato ci sprofonda in quest'ultima situazione. E' l'inganno di ritrovarsi nella gioia della cose di questo mondo, che non hanno nessun potere sul cuore e l'intimità di una persona. Dio, invece, può donarci la soddisfazione di una vita luminosa e saporita.

Il nutrimento del pane di vita ci sprona ad uscire dalle tenebre delle nostre chiusure. La strada è l'amore spezzato per il bene degli altri. In questo ritroviamo noi stessi e le nostre sopite qualità interiori. Che altrimenti rimarrebbero latenti e non percepite come dono e potenzialità.

martedì 6 maggio 2014

Martedì della III settimana di Pasqua

Libertà


At 7,51-8,1a   Sal 30   Gv 6,30-35
 Non Mosè, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo


I discepoli di Emmaus riconoscono Gesù nello spezzare il Pane. Egli, infatti, è pane di vita. Se si è appesantiti da tante cose si rischia di non respirare. Si finisce nella gabbia dell'ansia e delle preoccupazioni. La libertà è preclusa e si è schiavi delle proprie paure.

Gesù, pane di vita, vuole aiutarci ad uscire da questi illusori recinti. Ci apre ampi orizzonti che sono quelli della vita. Pascoli enormi dove camminare liberi per cercare l'erba giusta per noi. Ossigeno da respirare per un'esistenza serena. Questo vuole Gesù per noi.

Per questo chi mangia il suo cibo non avrà più fame. Perché troverà la sazietà di una vita pienamente realizzata e soddisfatta. Ed allora è bello pregare col salmo 30: Alle tue mani affido il mio spirito; tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele. Io confido nel Signore. Esulterò e gioirò per la tua grazia. 

Esperienze


O Dio, che in questo giorno memoriale della Pasqua
 raccogli la tua Chiesa pellegrina nel mondo,
 donaci il tuo Spirito,
 perché nella celebrazione del mistero eucaristico
 riconosciamo il Cristo crocifisso e risorto,
 che apre il nostro cuore
 all'intelligenza delle Scritture,
 e si rivela a noi nell'atto di spezzare il pane.

Lungo la strada si fanno molte esperienze. Volti nuovi arricchiscono la nostra vita. Soprattutto chi  ci indirizza nel giusto cammino. Lo stesso per la fede. Il signore si fa nostro compagno di viaggio tramite suo figlio. Egli e' uno di noi con una caratteristica particolare: non muore piu' e' il vivente. La gioia della resurrezione riempie il cuore se il nostro percorso conduce all'eucaristia. E con essa alla comunita' battesimale fonte della nostra scelta di essere figli in Cristo.

lunedì 5 maggio 2014

Beato chi attende nel silenzio



Lm 3, 17, 26; Salmo 129; Mt 5, 1-12

Le beatitudini indicano la strada della felicità. Sono poco capite da noi cristiani, ma soprattutto nei momenti di sofferenza dovremmo ricordarcene. Perché esse esprimono la speranza del nostro essere cristiani di costruire un mondo migliore.

Proprio le beatitudini sono un programma di vita per tutti noi. Calarle nel cuore è certo difficile. Ma esse indicano la via della felicità e dovrebbero avere il primo posto nella nostra vita. Dio, concretamente, m’indica la strada.

Oggi, nel ricordare la nostra cara defunta ed offrire per lei una preghiera di suffragio, ci soffermiamo sulla beatitudine del silenzio. Silenzio che è attesa e fiducia in Dio. Attesa, come ci ricorda Geremia nella prima lettura, anche il salmo, è costruire un mondo migliore aspettando che Cristo ritorni nella sua seconda venuta.

In quel momento, non sappiamo quando, la scena di questo mondo sarà trasformata ed i nostri corpi mortali, insieme a quello della nostra cara defunta, risorgeranno e si uniranno all’anima volata in cielo. Questo il motivo per cui noi cristiani onoriamo i corpi: essi sono stati in vita tempio dello Spirito Santo e lo saranno nella vita futura.

Il fondamento dell’attesa è la fede in Cristo. Egli ha vinto la morte risorgendo dai morti, aprendo per noi la possibilità della vita eterna che non ha fine. Questa vita è già presente oggi. Ne siamo partecipi sin dal giorno del battesimo. Ma non è piena.

Il nostro è un cammino che tende all’incontro continuo con Dio e la sua volontà. E’ quanto ha cercato di vivere la nostra defunta, è quanto dovremmo vivere noi su questa terra. Ecco, dunque, il valore delle beatitudini evangeliche, che rendono attuale il Regno di Dio.

Saremo felici se crederemo sempre che oltre il peccato e la morte ci sia una parola definitiva di resurrezione e di salvezza. Se sapremo essere persone miti ed arrendevoli praticando la fondamentale legge dell’amore: amatevi gli uni gli altri come io amato voi. Cristo sia il nostro esempio ed il nostro maestro.