mercoledì 28 maggio 2014

Mercoledì della VI settimana di Pasqua

Il Dio Ignoto



At 17,15.22-18,1   Sal 148   Gv 16,12-15
Lo Spirito della verità vi guiderà a tutta la verità


La predicazione di San Paolo raggiunge l’areopago di Atene. Nella figura del dio ignoto egli annuncia il Dio di Gesù Cristo: Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l’ordine dei tempi e i confini del loro spazio perché cerchino Dio, se mai, tastando qua e là come ciechi, arrivino a trovarlo, benché non sia lontano da ciascuno di noi.

Un annuncio che si avvicina alla filosofia greca e che si specifica nella morte-resurrezione de Cristo. Qui il problema. Solamente alcuni lo accettano e divengono credenti. la fede, infatti, è una scelta che si basa su dei contenuti. Per essere cristiani è necessario abbracciare l’evento della morte-resurrezione de Cristo.

Non bastano i sentimenti e la pia disposizione a credere che esista un Dio: occorre una scelta a favore di Cristo e della sua chiesa. Questo è il motivo per cui dalla massa si passa ad un gruppo ristretto che accoglie sul serio l’annuncio, con una scelta precisa. Essa, partendo dal dato di fede, richiede un cammino continuo nella dedizione e nella costanza alla scuola della Parola con la comunità che genera alla fede.

Proprio in questo cammino lo Spirito guida alla verità tutta intera. Questo grande dono del Cristo è accolto e vissuto anzitutto in un contesto comunitario. Qui, nel discernimento, si individuano i carismi per metterli a servizio della crescita comune. La fede, allora, non è un sentimento ma una virtù accolta, recepita e messa a servizio. Solamente così cresce e si diffonde come lievito che fermenta la massa.

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