venerdì 31 ottobre 2014

Venerdì della XXX settimana del Tempo Ordinario (anno pari)

Freschi


Fil 1,1-11   Sal 110   Lc 14,1-6
Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?


Gesù compie un miracolo di sabato per dimostrare che glorificare Dio non è un lavoro ma una cosa da fare sempre, senza paure. Mi viene in mente quando Lui stesso afferma: se non diventerete come bambini non entrerete nel regno dei cieli. Noi che siamo fissi su alcune cose, perdendo l'obbiettivo del cammino, dovremmo ricordacelo spesso.

Se non abbiamo la libertà per esprimere la lode a Dio, ma ci lasciamo condizionare da cose non essenziali, siamo molto vicini ai farisei e poco a quei bambini additati da Gesù. La nostra fede stanca rischia proprio di pretendere alcune osservanze ed il rispetto di tradizioni. Ma che ne è del nostro amore verso Cristo?

Ci siamo dimenticati che l'amicizia con Lui per forza di cose libera e purifica, non rende schiavi. Soprattutto stimola la fantasia nel trovare nuove vie per vivere la fede nella carità e nella speranza. Lo Spirito che Lui ci dona ci guida nella via dell'ispirazione innovativa, che ogni giorno vuole un fiore nuovo. Noi invece ci accontentiamo di fiori finti!

giovedì 30 ottobre 2014

Belvedere

Acrilico misto olio su tela 20x40, appena terminato. Affascinate panorama del mio paese, Castelfranci (Av).


Work in progres:

Giovedì della XXX settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Un abito
Ef 6,10-20   Sal 143   Lc 13,31-35
Non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.

Per qualsiasi cosa c'è un abito diverso. Per la sera, la domenica, una cerimonia, il lavoro, da lutto.... Un abito ci distingue ed esprime i nostri sentimenti ed il ruolo che abbiamo. San Paolo ci ricorda che è così pure per la fede. E' necessaria, afferma, l'armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo.

Le tentazioni sono subdole e feriscono le parti più deboli della persona. Solamente Dio può aiutarci con i doni della sua grazia.  Continua l'apostolo: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace.

Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. Un abito dunque che ci fortifica per seguire la via di Dio allontanandoci dalle tentazioni tenebrosi del male.

mercoledì 29 ottobre 2014

Una sana malinconia


Caro diario,

                         oggi una sana malinconia mi pervade. Ho pensato alla morte. A questa vita che è solo un passaggio. Alle cose che, pur belle ed affascinanti, finiscono nel nulla dopo un lento decadimento.

Non lo dico con pessimismo, ma con quella riflessione pacata che mi riporta alla realtà delle cose e me la fa accettare. In passato non riuscivo a farlo e tutto finiva in gola con un respiro singhiozzato.

Il senso del vuoto aveva invaso le mie ossa e, se avessi potuto scegliere, avrei detto di sì al nulla definitivo. Oggi non è così.

Questa mestizia alimenta una energia di fondo che con il tempo ho conquistato. Mi sento energico, motivato, pronto a vedere uno spiraglio di luce in quello smarrimento che mi pervade. Ma non mi prende perché lotto e cerco la vita.

Stammi bene amico!

Mercoledì della XXX settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Obbedienza


 Ef 6,1-9   Sal 13   Lc 13,22-30
Verranno da oriente a occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio

Fare qualcosa con piacere non è un peso. Soprattutto quando si ama e non si avanzano pretese. Allora si ascoltano volentieri le persone che danno delle indicazioni e le si serve nel silenzio. Come se si servisse Dio. Non si cerca l'ammirazione degli uomini ma la volontà di Dio.

La porta dell'obbedienza è stretta perché richiede delle rinunce. Tuttavia ci invita a crescere eliminando tutto ciò che gonfia. La falsità, l'ipocrisia, le facili comodità appesantiscono la vita. La adagiano in ciò che non è vero e giusto, a discapito della misericordia e della carità.

Ascoltare gli altri è veramente un grande gesto di umiltà. Esso ci mette ad uno scalino inferiore per farci apprendere come raggiungere la meta. E ci pone nella condizione di fare agli altri quello che vorremmo sia fatto a noi stessi. Così lievita l'amore che Dio ha seminato nel cuore.

martedì 28 ottobre 2014

Musica



Ed ascolti la musica che ti piace.
Ti trascina in un incanto:
mistero e piacere.

Un dolce salato
assiepato in un recondito
infinito.

Sensazioni di leggerezza
ed un caldo desiderio
di approdare in 
 sereni lidi.

Mari azzurri
e sole alto
a fendere il retaggio
di monotone giornate.

Lunghi sorrisi,
distesi sguardi,
temporeggiare di abitudini
consolidate in siffatti
arcobaleni.

Non desideri altro:
che il miraggio non tramonti.

SANTI SIMONE E GIUDA


Le colonne




Ef 2,19-22   Sal 18   Lc 6,12-19
Ne scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli

Oggi è la festa dei sati apostoli Simone e Giuda. Il vangelo ci propone la chiamata dei dodici. Dopo una lunga notte di preghiera, Gesù sceglie dodici persone come suoi stretti collaboratori, per l’edificazione del regno di Dio.

La missione che gli affida è quella che Lui stesso ha ricevuto dal Padre: annunciare il regno a tutte le creature. Il luogo pianeggiante, di cui parla il vangelo, indica proprio l’universalità del messaggio di salvezza, alla quale i dodici, in particolare, sono preposti. Andare e battezzate tutte le genti nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo: questo il mandato specifico.

Mi compisce sempre il riferimento ai nomi degli apostoli. Ognuno è chiamato per quello che è, con la sua identità, il suo mestiere, i suoi doni…senza rinunciare a nulla di tutto questo ma metendolo a servizio di Dio. La frase di Gesù vi farò pescatori di uomini, rivolta ad alcuni di loro, esprime proprio questa realtà. Il Signore ci chiama per come siamo e per quello che sappiamo fare. Però vuole il massimo, con il suo aiuto.

La missione dei dodici richiede il lasciare tutto per il regno dei cieli, per guarire quelle folle numerose che, come in quella pianura, attendono la Parola del Messia per essere guarite dalle loro infermità spirituali e corporali. Gli apostoli sono il fondamento del grande Tempio che è la chiesa. Le dodici colonne su cui esso si poggia. Noi pietre vive, rese tali dal battesimo, chiamate a contribuire all’edificazione di questo edificio, partendo dalla conversione del cuore.

Che il Signore ci sostenga con le sue meraviglie e tramite suo Figlio ci renda sempre più partecipi della sua chiesa per poterlo lodare e ringraziare in virtù dello Spirito che ci ha donato.

lunedì 27 ottobre 2014

Il puzzle



Il puzzle della vita si compone come un panorama quando hai occhi per vedere le meraviglie che Dio compie. La nebbia spesso non ci fa percepire l'essenziale. Ci fa fermare, a volte sbattere contro i muri di regole e norme. Cio' che conta e' lottare con tutto noi stessi per ritrovare il panorama ed il giusto battito del cuore. In un'armonia che e' presenza di Amore attraverso volti che danno colore al nostro orizzonte.

sabato 25 ottobre 2014

Ripetere aiuta



Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti. 
Mt 22, 40

Il ripetere aiuta. Di certo è noioso, ma aiuta a migliorare. Ricordo alle scuole media di aver scritto una frase in inglese non so quante volte. Mi sentii umiliato di una simile punizione, per non averla scritta bene. Ma da allora non commisi più quell'errore.

Lo stesso per gli esercizi di musica. Li ho ripresi da poco dopo molti anni. Dopo varie ripetizioni credi di averli imparati a perfezione. Poi li esegui dal maestro e ti inceppi. E divi ripetere per memorizzare. Studio, studio, molto studio!

Lo dico a me. Perché veramente è l'unico modo per diventare bravi e non dare nulla per scontato. Spesso diciamo: questa cosa l'ho sentita mille volte. Eppure c'è sempre qualcosa che sfugge. Come nel brano evangelico di oggi. Amare Dio ed il prossimo.

Chissà quante volte ce l'hanno detto che è l'essenza del cristianesimo. Sempre le stesse cose. Eppure ancora non so amare come Dio ama. Ancora non ho capito la portata, l'ampiezza e la profondità di quest'unico comandamento. Un po' di esegesi non farebbe male. La ripetizione aiuta, sempre.

In lacrime





Is 25, 6a.7-9  Salmo 22  Mt  11,25-30


Le lacrime fanno parte della nostra vita. Scorrono sulle guance per esprimere sentimenti. Di gioia o di dolore, come quando perdiamo una persona cara. Non sono segno di debolezza ma di un animo molto profondo che vuole offrirle a Dio nella preghiera.

Se non piangiamo come possiamo chiedere a Dio di asciugare le nostre lacrime? Se non avvertiamo la piacevole sensazione di essere consolati, come potremmo consolare? E' un dialogo con Dio che non si interrompe.

Lo stesso la vita del nostro caro defunto, credo sia stata caratterizzata da questa esperienza. Lacrime di gioia per soddisfazioni piacevoli, che solamente le lacrime potevano esprimere. Lacrime di dolore e di sconforto per le umiliazioni della vita che lo hanno segnato.

Avrà pianto anche lui per la perdita di persone care. Adesso che rivolgiamo a Dio preghiere in suffragio della sua anima siamo in comunione con lui. Una comunione che si esprime nell'affidarci a Cristo che di dice: Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. 

Sì, Signore, abbiamo bisogno del calore del tuo ristoro. Quello che sgorga dalla tua resurrezione e che non avrà fine. E che ci apre alla forte speranza annunciata dal profeta Isaia: il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto.

Noi oggi con la nostra presenza e la preghiera vogliamo confortare i familiari, i parenti e gli amici del defunto. Certi che la morte, il dolore de il lutto sono solo un passaggio verso una realtà definitiva dove il Signore degli eserciti preparerà un banchetto per tutti i popoli.

venerdì 24 ottobre 2014

Venerdì della XXIX settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Una presenza

Ef 4,1-6   Sal 23   Lc 12,54-59
Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?


Siamo bravi nel valutare molte cose che vediamo. Allora prevediamo il sole, la pioggia, la tempesta e la nebbia. Sappiamo come comportarci in determinate condizioni per avere dei vantaggi. Perchè, dunque, non sappiamo vedere la presenza di Dio nella nostra vita?

Eppure il salmo 23 ci ricorda: del Signore è la terra e quanto contiene: il mondo, con i suoi abitanti. È lui che l’ha fondato sui mari e sui fiumi l’ha stabilito. Tutto viene da Lui ma non ce ne accorgiamo. O pretendiamo di essere i padroni di tutto e di tutti.

E poi ne paghiamo le conseguenze. Occorre che la nostra ragione sia illuminata dalla fede e che i nostri occhi vedano con l'amore che Dio ci dona. Così ci apriremo a quell'orizzonte più ampio che è già nel nostro cuore ma che spesso è sepolto da tante cose.

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Commento vangelo Mt 22-34-40


giovedì 23 ottobre 2014

Giovedì della XXIX settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

 Il fuoco

Ef 3,14-21   Sal 33   Lc 12,49-53
Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione


Il fuoco brucia e riscalda. Brucia tutto ciò che non è buono. Riscalda quando sei preso dal tepore. Gesù usa quest'immagine per parlare dell'Amore che è venuto a portare sulla terra. Esso purifica il cuore dai peccati dell'egoismo e lo rende fervoroso nell'aprirsi al servizio fraterno.

Quest'amore è lo Spirito che Egli ci ha donato. Esso induce a scelte coraggiose. Perchè indica la strada del bene, che si contrappone al male, ed incoraggia a seguirla. Sempre siamo chiamati ad usare la ragione per il nostro discernimento nel seguire la direzione giusta.

In questo rispondere al progetto che Dio ha per noi, il quale dura in eterno. Il disegno del Signore sussiste per sempre, i progetti del suo cuore per tutte le generazioni, recita il salmo 32. Seguire questa chiamata è un continuo fuoco interiore per riflettere ed agire.

Acquarellato

Un giorno ho scoperto che dipingere mi esprime......e ho iniziato 


Acrilico su tela 35x45, anno 2009. E’ un acrilico molto acquoso, dà l’impressione di essere un acquerello. L’ho fatto di getto dal vivo, andando al di là del reale, per lasciarmi trascinare dalla fantasia.

mercoledì 22 ottobre 2014

Eterno movimento


Caro diario,

                   mi vedo avvolto in un eterno movimento. Tutto è un susseguirsi: i giorni, le stagioni, gli anni...e tutto si ripete come una routine. Ti alzi, fai colazione, vivi la tua giornata; poi di nuovo a nanna.

Osservo passivo il fluire del tempo; non ho il potere di fermare il mondo e di scendere chissà dove. Ma immaginiamo che sia così. Dove andrei? Cosa farei? La mia immaginazione ci può arrivare, ma sarebbe un riflesso di quello che vivo.

Allora, se veramente potessi farlo a queste condizioni, io scenderei alla fermata del sogno. Del mio sogno. Un qualcosa di vivo, dove ciò che esiste è un grande giardino da esplorare in cui tutti sono disposi a aiutarti. 

Come un eterno fanciullo, vedrei tutto come un bel gioco, senza dominatori ne vinti, ma dove tutto ha il sapore dell'amicizia. Non vedrei nessuna divisione, nessuna alternanza di stagioni, nessun dolore...tutto sarebbe statico nel suo essere, come se già divenuto o avverato. 

Vedo un sogno, in fondo, non lontano dalla mia realtà.

Se riesco a gioire delle cose belle, a condividere gli affanni ed i dolori; se vedo gli amici che mi circondano e che continuamente cerco, in parte già sono in quel sogno. Lo devo costruire e sempre cercare anche nelle sconfitte, quando l'eterno movimento mi avviluppa nell'oscurità.

La fermata del sogno è di tutti. Ne abbiamo diritto. E ci dobbiamo credere perché non siamo soli.

Mercoledì della XXIX settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)



Le sorgenti della salvezza



Ef 3,2-12   Is 12   Lc 12,39-48
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto


Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.

Isaia ci ricorda l’importanza di avere Dio come punto di riferimento. Egli disseta l’anima; è acqua che bagna le sue labbra per farle librare di sazietà. Quando si cerca acqua da bere si va alla sorgente. Similmente la fede. E’ gioiosa e limpida se alimentata da una sorgente pura.

Essa per noi è Cristo. Lui ci disseta purificandoci dall’arsura della vita e dalla siccità delle nostre aride fragilità. Soddisfa  la nostra sete di giustizia. Il cuore è pieno di traboccante grazia. Possiamo darne anche ai nostri fratelli. Qui la nostra chiamata a collaborare con Dio per essere rivoli della sua misericordia.

Seguendo lo Spirito, tutto sarà irrorato dalla vita che dura. Quella che riceviamo e doniamo con fede nella carità operosa. Nulla manca a coloro che temono Dio. A placide acque egli sempre ci conduce, dopo aver attraversato valli secche e sassose. La cui esperienza dolorosa tuffa ancora di più nell’acqua ritrovata e conquistata.

Che il Signore possa sempre trovarci pronti per donare la sua bevanda di salvezza e ci dia la grazia di trovarla sempre, anche nelle aridità e nei conflitti interiori.

martedì 21 ottobre 2014

Martedì della XXIX settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Concittadini e familiari


Ef 2,12-22   Sal 84   Lc 12,35-38
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli

Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

San Paolo ci ricorda che, uniti nel battesimo, siamo un grande edificio che ha come pietra angolare Gesù Cristo. Siamo pietre vivificate dallo Spirito, incoraggiate a vivere una missione specifica per far crescere ben salda la costruzione del Tempio di Dio.

Non siamo più lontani da Dio grazie al sacrificio di Cristo. Siamo fratelli e sorelle nell’unico Padre. Questa fede dovremmo alimentare sino al termine di questo mondo, quando tutto sarà trasformato ed entreremo definitivamente nell’edificio eterno.

lunedì 20 ottobre 2014

Lunedì della XXIX settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Accumulare

Ef 2,1-10   Sal 99   Lc 12,13-21
Quello che hai preparato, di chi sarà?


Accumulare tesori sulla terra rende vana la nostra vita. Essi, infatti, finiscono con la nostra vita terrena. Sono certo utili per una vita dignitosa, ma se prendono il posto di Dio creano solo affanni. Gesù oggi porta l'esempio di un raccolto super abbondante che spinge il padrone a costruire granai più grandi.

E poi godersi la vita. Ma se Dio chiama all'altra vita? Quei beni resteranno sulla terra. Allora conviene accumulare tesori per il cielo. Si tratta di uno stile di vita che rende viva l'immagine di Dio nel nostro cuore ed in quello di tutti gli uomini.

Questo impegnandoci a vivere nel rispetto nostro e di tutti; degli uomini e di quanto Dio ci affida per il bene di tutti. Tutto è suo dono. Dai beni che possediamo alla gioia della conversione, espressione della vera fede. In questa prospettiva non c'è nessuna paura di perdere, solamente la certezza di guadagnare ciò che dura per sempre.
 

Plasmati d'amore


Il nostro Dio e' uno ma trino. Una forte unione che si chiama amore. Di esso e' impastato il cuore dell'uomo. Siamo plasmati di amore e con amore. Per questo l'uomo e' la gloria di Dio, la sua sublime creatura. Tanto che Cristo ne ha assunto la natura per riportarla al suo originario splendore. Cosi' che Egli e' il nostro modello. Ed e' proprio  lo Spirito che ci incita a seguirlo nella via della carita'. Per portare amore li' dove c'e' odio, violenza e sopraffazione.

sabato 18 ottobre 2014

Captatio benevolentiae





 Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di' a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?
Mt 22, 16

Captatio benevolentiae, come tutti sapete, è attirare la benevolenza di qualcuno. In retorica è guadagnare l'attenzione di chi ascolta, per poi andare al dunque. Attirare lo sguardo, l'attenzione, parlando di qualcosa che possa sedurre.

Proprio quello che fanno gli erodiani ed i farisei con Gesù quando dicono: sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Vogliono qualcosa e cercano di ottenerlo con subdoli elogi. Qui, però, è una captatio benevolentiae ingannevole.

Perchè vogliono sentirsi dire qualcosa: si aspettano quella parola per condannarlo. Ma Gesù dimostra sul serio di essere quello che dicono e non si lascia trarre in inganno. Risponde con parole precise, lancia un messaggio chiaro, ma non entra nella gabbia.

Tante volte pure io ho cercato di "accarezzare" per ottenere qualcosa. Ho enfatizzato: sei bravo, sei preparato, hai ottime qualità....al di là dei risultati, magari neanche interessi personali, oggi non mi sento più di fare così. Vado direttamente al dunque puntando sulla fiducia.

Penso che sia la cosa migliore per valorizzare una persona che conosci. Una fiducia, ovviamente, che va coltivata nel tempo. Forse era questo che Gesù si aspettava da quei dottori. E penso sia quello che si spetta da ciascuno di noi.

SAN LUCA EVANGELISTA – Festa


Operai
 
2Tm 4,10-17   Sal 144   Lc 10,1-9
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai

Il regno di Dio si diffonde con l’annuncio. Affermando che Cristo lo ha realizzato con la sua morte resurrezione. Questa la lieta notizia. L’annuncio unito alla grazia di Dio apre il cuore alla fede nel Risorto. Genera inoltre le comunità che, come una famiglia, camminano insieme per edificare il Regno.

In esso un ruolo importante ce l’hanno gli operai, coloro che in nome di Dio predicano l’imminenza del Regno nella persona di Gesù. Non solo la semina ma anche la guida affinchè il germoglio di fede possa giungere a maturazione ed essere raccolto da Dio.

San Luca è uno di questi operai. Discepolo di Paolo, annuncia il vangelo ai gentili con dei tratti particolari, come delle scene dell’infanzia di Gesù che solo in lui troviamo. Egli è medico ed iconografo. Si conservano ancora dei dipinti della Madonna a lui attrbuiti. Preghiamo affinchè il Signore non faccia mai mancare operai alla sua messe.

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Commento vangelo Mt 22, 15-21


venerdì 17 ottobre 2014

Venerdì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari) - Sant'Ignazio di Antiochia, martire

 Valete più di molti passeri

Ef 1,11-14   Sal 32   Lc 12,1-7 
Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati

Quando guardiamo i passeri che svolazzano nel cielo, insieme alle tante creature della natura, lodiamo e ringraziamo Dio per le meraviglie della creazione. Ma dovremmo ringraziarlo ancora di più per la vita che ci dona. Siamo sue creature privilegiate. Tutto di noi gli è noto. Persino i capelli del nostro capo sono contati.

Certo non per coglierci in fallo, ma per custodirci come tesoro privilegiato. Egli vuole che nessuno di noi vada perduto. Ci vuole tutti con Lui nel suo amore. Dio non ama l’apparenza. Ancora oggi il vangelo lo sottolinea. Ama la sincerità, l’umiltà e la purezza di cuore. Questo il pane azzimo che dovremmo attingere dalla mensa eucaristica.

Suo Figlio Gesù è per noi quel cibo che alimenta le virtù evangeliche seminate nel nostro cuore. E’ a Lui che dobbiamo sempre fare riferimento se non vogliamo gonfiarci del lievito cattivo di questo mondo. Esso ci riempie di noi stessi perchè alimenta l’orgoglio e l’egoismo. Ci appanna la vista non permettendoci di vedere la bellezza della nostra vita insieme a tutte le meraviglie divine.

Che le parole del salmo 32 siano il nostro programma di vita:

Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate

giovedì 16 ottobre 2014

Giovedì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Santi e immacolati


Ef 1,1-10   Sal 97   Lc 11,47-54
Sarà chiesto conto del sangue di tutti i profeti: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa


La veste nuziale, quella bianca, che riceviamo nel giorno del battesimo possiamo tradurla con due termini: santi ed immacolati. Santi, cioè avvicinarsi alla misericordia di Dio per somigliare a lui. E' una chiamata per tutti, non solamente per alcuni.

Immacolati, senza macchia di peccato, se permettiamo a Cristo di purificarci continuamente, come è stato il giorno della nostra prima rinascita. Maria è immacolata perchè preservata dal peccato originale, noi perchè continamente viviamo in Gesù, suo figlio.

E' un disegno di amore che da sempre Dio ha pensato per noi. Egli ci vuole santi e immacolati di fronte a lui nella carità. Ecco allora la meta del nostro pellegrinare: la carità. Con questa virtù, insieme a Dio, possiamo compiere meraviglie.

Santa Maria del Soccorso

Un giorno ho scoperto che dipingere mi esprime......e ho iniziato 


Acrilico su tela 50x60, anno 2009 - La Madonna del Soccorso è molto venerata a Castelfranci. Questa è la chiesa a lei dedicata, nella pate bassa del paese. Con questo quadro ho cominciato a capire qualcosa della prospetiva. Sembra rivestito in legno, almeno è l’effetto che volevo dargli.

mercoledì 15 ottobre 2014

Santa Teresa di Gesù, vergine e dottore della Chiesa - memoria

Sentimenti di Cristo
 
Gal 5,18-25   Sal 1   Lc 11,42-46
Guai a voi, farisei; guai a voi dottori della legge

L’apparenza non ci fa seguire lo Spirito ma la formalità che ingabbia il cuore. Essa è come un luccichio che abbaglia e devia dalla via della libertà interiore. I precetti sono utili se fanno crescere nell’amore. Se sono fini a se stessi procurano solamente un’eccessiva severità indirizzata più all’autoaffermazione che all’altruismo.

Lo Spirito, invece, vuole aprirci alla lode di Dio e all’amore verso il prossimo, dandoci le ali per librare in alto il nostro essere e permettergli già su questa terra di toccare le vette del Paradiso. Suo compito è suscitare in noi i medesimi sentimenti di Cristo, che in tutto ha compiuto la volontà del Padre per amore. Questi stati d’animo sono: amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé.

In tal modo il giusto sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua,che dà frutto a suo tempo:le sue foglie non appassiscono e tutto quello che fa, riesce bene. L’unica legge che consente questo è quella della libertà dalle proprie passioni che portano a soddisfare i desideri dell’egoismo. All’apparenza formale è, allora, preferibile  un cuore purificato dall’amore di Cristo. Un tale cuore sarà capace di compiere follie per amore e solo per amore.

martedì 14 ottobre 2014

Martedì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Liberi per accogliere

Gal 5,1-6   Sal 118   Lc 11,37-41
Date in elemosina, ed ecco, per voi tutto sarà puro


Ci meravigliamo e ci scandalizziamo quando le persone non rispettano la nostre usanze. Subito puntiamo il dito: ma questo da dove viene? Qui si fa così! Non ci rendiamo conto di essere schiavi di quanto altri ci hanno trasmesso e non liberi di accogliere.

Accogliere, anzitutto, la novità del vangelo. E con essa la freschezza dello Spirito che indica le strade in cui oggi è possibile vivere la Tradizione evangelica. Dovremmo essere altrettanto bravi nel seguire questo soffio vitale ed adattare all'oggi quello che viene dal passato.

Lo stesso nel vivere al meglio le relazioni tra di noi nella carità che è frutto della fede, come sottolinea Paolo. Da qui passa la nostra credibilità. Altrimenti rischiamo di essere schiavi di tante cose e non liberi per ricevere nel nostro cuore la presenza amica di Cristo Signore.