giovedì 26 febbraio 2015

Giovedì della I settimana di Quaresima

Liberami, oh Signore

Est 4,17k-u   Sal 137   Mt 7,7-12
Chiunque chiede, riceve

E’ evidente che il nostro cammino di Cristiani è una continua trasformazione. Dal male, che opprime, desideriamo passare al bene per essere liberi di amare. Chi ci salva è Dio. Affidarsi a Lui è riconoscere la grandezza della sua resurrezione e la certezza di un Dio che non abbandona.

Egli è meglio di un padre terreno. Sa ciò di cui abbiamo bisogno prima ancora che glielo chiediamo. Conosce i tempi giusti in cui intervenire. Abbandona suo Figlio alla sofferenza e alla morte per poi ridonargli vita nello Spirito.

Evvero, sembra che abbandoni pure noi. Ma, come per il Figlio, così la sua Parola definitiva esprime tutta la sua paternità e maternità: ci genera alla vita eterna. La nostra, allora, dovrebbe essere una fiduciosa preghiera di abbandono e di attesa.

In questo è di aiuto l’esempio di Ester che si rivolge a Dio chiedendo salvezza. I suoi nemici sono popoli oppressori. I nostri le seduzioni del male, altrettanto insidiose e piene di catene. Il passaggio allora è dalla sofferenza del momento presente alla felicità eterna.

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