sabato 28 marzo 2015

Grandi parate



Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi.
Mc 11, 8

Nelle grandi parate ci si organizza per accogliere personaggi importanti. Palchi, ornamenti, personale per gestire le folle che accorrono. Tutto un gran cerimoniale. Il giorno dopo che resta? Un grande lavoro per risistemare tutto ed un mucchio di immondizia da raccogliere.

Come i concerti che si fanno nelle nostre piazze alla festa patronale. Si lavora tanto per raccogliere i fondi ed in una serata vanno via. Poi un grande lavoro per pulire la piazza, ed è pure difficile trovare collaboratori. Anzi, gli organizzatori ricevono in cambio un'abbondanza di critiche, se le cose vanno male.

L'ingresso messianico di Gesù a Gerusalemme ha avuto le stesse caratteristiche. Tutti lì con fronde e mantelli per far festa e baldoria. Poi cosa rimane? Una condanna a morte! Gesù delude, non risponde alle aspettative. Neanche dei più vicini. Non era quello il messia che volevano. Un perdente non serve a nessuno.

Belli i grandi eventi e gli applausi delle folle. Il problema resta sempre il dopo. Rischi di trovarti con grandi cattedrali nel deserto che non serviranno più a nulla, se non alla gloria del momento. Evvero, molti problemi in questo modo hanno una eco. Tuttavia il ritorno è questione di chi resta. O ci si rimbocca le maniche o si cercherà in ogni modo un capro espiatorio. Consolante e gratificante.

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