sabato 7 marzo 2015

Ori e argenti

Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull'uomo. Egli infatti conosceva quello che c'è nell'uomo.
Gv 2, 25 


Da piccolo spesso costruivo chiesette per le mie statuine. Gli facevo la nicchia e le mettevo dentro. A volte anche con delle monetine, a mo' di  tesori. Imitavo quello che facevano i grandi. Notavo, infatti, che nelle chiese, quelle vere, c'erano addirittura delle casseforti per contenere l'oro della Madonna o del santo patrono. Nel mio piccolo cercavo di fare lo stesso.

Ad un certo punto lessi un foglietto da qualche parte dal titolo:ori e argenti che piacciono alla Madonna. In sintesi, parlava delle beatitudini evangeliche. Di uno scrigno che dovrebbe luccicare nel cuore delle persone. Cosa molto più difficile. Nel segreto, nel silenzio, senza plausi. E' questo che ancora mi affascina e mi fa cristiano.

Ma la tentazione dell'apparenza è forte e si abbocca facilmente. Occorre spendere dei soldi per la statua di un santo? A disposizione. C'è' una persona in difficoltà? Che vada a lavorare. Si lotta spesso con questo tipo di ipocrisia che ci fa molto pagani e poco cristiani. Gesù è ancora attuale e strabiliante.

Oggi si mostra violento con la sua verga. Quasi ci scandalizza. Ma si può ridurre la nostra amicizia con Dio ad uno sfarzoso mercanteggio di cose materiali? Lui dice di no. Come dargli torto? Dio non ha bisogno dei nostri ori ma del nostro cuore. Non dei nostri templi gemmati ma di anime sincere disposte ad accoglierlo. 

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