domenica 31 maggio 2015

Cos'è la Trinità?

Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo
Mt 28, 20


Mi spieghi cos'è la trinità? Mi dice un ragazzino. Io penso a delle immagini con le quali l'hanno sempre presentata a me: il cerchio, il triangolo equilatero, la somma di uno più uno più uno. Non mi sembra il modo giusto. Rievoco la Genesi dove si dice che l'uomo è creato a immagine e somiglianza di Dio.


Allora gli dico: nel tuo cuore ci sono delle persone cui vuoi un mondo di bene? Sì, dice, ce ne sono tante. In particolare voglio bene ai miei genitori perché mi hanno dato la vita e non mi fanno mancare niente. Ecco, rispondo, Dio Trinità è proprio come il tuo cuore che ama delle persone.


Se tu hai un cuore capace di amare, è perché è simile a quello della Trinità che ama da sempre. E vuole bene anche te e me. E tutti. Il nostro cuore è simile al suo. Più vuoi bene sul serio, e con sacrificio,  più sei come la Trinità. Così come Gesù ci ha dato l'esempio. Lui è il volto della Trinità.


Mi ringrazia e se ne va contento dicendomi: continuerò a voler bene allora. Eh già. Per tanto tempo ci siamo ingabbiati in concetti astratti che, certo, danno delle piste, ma rischiano di rimanere aridi. La Trinità è qualcosa di fertile e vitale. Ha solo bisogno di un cuore che la riconosca.

giovedì 28 maggio 2015

Nel verde


Acrilico su tela 50x70. Panorama di Paternopoli (Av). Estemporanea 2015.

Giovedì della VIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Chiedere

Sir 42,15-26   Sal 32   Mc 10,46-52
Rabbunì, che io veda di nuovo!


Bartimeo, cieco, è modello di discepolo. Colui che chiede con fede ed ottiene. Tutti gli dicono di tacere, ma egli urla più forte finché Gesù non lo ascolta.  Il Nazareno lo fa chiamare e gli dona la vista per la sua fede. Non ha paura di gridare né di seguire Gesù lungo la strada.


Egli sperimenta che il Cristo può arrivare nelle profondità degli abissi e del cuore, come ricorda il Siracide nella prima lettura. Con la sua luce può darci la vista profonda per scrutare le profondità di noi stessi, delle nostre relazioni, di ciò che ci circonda.


Abbiamo bisogno di vedere quello che spesso è nascosto agli occhi. Quell'invisibile che può orientare la vita verso la pienezza di Amore. Urliamo forte anche noi quando siamo nel buio dell'ingiustizia. Chiediamo aiuto a chi può darci la vera luce.

mercoledì 27 maggio 2015

Una foto





Di fronte un volto,
un' immagine.
In un momento
emerge un passato,
una storia, un vissuto.
Il tempo è passato.
...e ti senti immerso
in qualcosa che non è tuo.
Ma ti prende;
pervade il tuo mondo.
Da ciò che è storia,
memoria, epoca,
evapora un tuo
che non ti spieghi.
Ci sei, ti senti partecipe.
Come un naturale scorrere.
E' placido, è terribilmente tuo,
è un solco di memoria.
Una foto. Un volto.
Nient'altro.

Mercoledì della VIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Ambizioni
 
 Sir 36,1-2.5-6.13-19   Sal 78   Mc 10,32-45 
Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato


Ognuno nella vita cerca una posizione migliore. Un posto. E' questa la richiesta che alcuni apostoli rivolgono a Gesù. Vogliono il livello migliore. Il nazareno accoglie la loro richiesta ma fa capire che nel Regno di Dio le cose sono diverse.

Non sono i primi ed i più forti che hanno la meglio, ma gli ultimi ed i deboli. Non chi è servito ma chi serve, come Lui. Egli, infatti, nell'ultima cena indossa un grembiule e lava i piedi agli apostoli. Così dovrebbe fare anche chi desidera i primi posti nel Regno.

Cristo non si schiera a favore dei potenti, ma di chi pratica la giustizia. Perché così si manifesta il vero Dio, la cui forza è nell'amore. Abbi pietà di noi, Signore, Dio dell’universo, e guarda, / mostraci la luce della tua misericordia (Sir 39, 1).

martedì 26 maggio 2015

Un fiume di libri


Caro diario,

                    ti voglio parlare della mia passione per i libri.  Non tanto della lettura, che pure mi piace, ma del prendere i libri in mano, di toccarli e scrutarli; odorare il profumo di carta stampata o di muffa, per i libri più vecchi, che pur hanno il loro fascino.

Ho passato molto tempo nelle sale di lettura ad ammirare libri e scaffali e a prenderne quanti più ne potevo per vederli, sfogliarli…lasciarmi prendere dal fascino della cultura, decantata in quelle enormi collezioni di libri.

Ma, certo, li leggo anche. Allora mi accorgo di finire in un altro mondo in cui l’immaginazione, come al solito, ha la parte predominante.  La mia storia si unisce a quella di chi scrive o della civiltà di cui facciamo parte.

Mi sono accorto con il tempo, che non è importante leggere interi libri, ma lasciarsi prendere dalle pagine; quelle che più si fanno a te e alla tua indole. Sono specchio di quello che sei e ti portano nella tua realtà, che spesso sfugge.

Il mondo dei sogni, vedi allora che non è tanto lontano dalle cose che vivi. Anzi è lì se tu lo vuoi; perché ti dà l’energia per trasmettere quello in cui credi. Non è un mondo lontano, ma tanto vicino quanto lo vedi attorno a te, nelle persone che incontri e nello spettacolo della natura.

Così, ti accorgi di non essere l’unico sognatore ma di essere uno tra i tanti che credono nell’impossibile. È necessario crederci. È come l’ossigeno per i nostri polmoni. Non è evidente, ma ci dà sempre quell’energia che occorre per vivere. Anche quando sogniamo.

Il mondo dei sogni usa un linguaggio sublimato per dire a noi stessi quello che siamo. I libri ci aiutano a capirlo e a trasmetterlo.


Ciao!  

San Filippo Neri - Memoria

Sacrifici


 Sir 35,1-15   Sal 49   Mc 10,28-31
Riceverete in questo tempo cento volte tanto insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà



Il Signore chiede di portare all'altare quello che abbiamo nel cuore. Le persone che hanno bisogno di aiuto, di ogni tipo. Quelle che possiamo sostenere e quelle di tutto il mondo che subiscono ingiustizie. Questi sono i doni da presentare. In modo che Gesù possa allargare il cuore per aprilo sempre più alla donazione.

In questo s’identifica il vero culto del battezzato. Egli è inserito in una comunità che è una grande famiglia che può aiutarlo in questa crescita interiore. Come Pietro e gli altri apostoli, dovremmo lo stesso noi lasciare tutto per seguirlo. E trovare la ricompensa nella chiesa che serviamo e che ci accoglie.

E' nella comunità che troveremo case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi. Una nuova famiglia. Con essa la persecuzione, da affrontare in mille incomprensioni o in punti di vista contrari al vangelo. Sono prove che possono contribuire a compattare la comunità e a mostrare meglio il volto misericordioso di Dio.

lunedì 25 maggio 2015

Su ali d'aquila


 


Lo Spirito ci solleva su ali d'aquila per condurci verso Dio. Ci fa trovare pace aiutandoci a riscoprire in noi l'uomo nuovo. Esso non e' legato alle cose della terra si' da farne un idolo, ma e' orientato alla vita divina che tutto rinnova. Quella che fa venir fuori l'uomo vero, capace di relazionarsi con i fratelli e con il creato seguendo la logica dell'amore vero, che supera ogni egoismo. Vieni Santo Spirito a rinnovare la faccia della terra.

domenica 24 maggio 2015

Ci conosciamo?

Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Gv 16, 12



Le illusioni a volte ti portano a credere che una persona sia fatta in un certo modo. Che possa capirti, soprattutto. Poi vedi che non è così. Ti accorgi di aver forzato la mano o di aver preteso troppo. O di aver camminato con un passo diverso, anticipando o posticipando delle tappe. Allora ti dai del tempo, anche per capire meglio te stesso. Sono esperienze di crescita.

Diversi anni fa, quando viaggiavo ogni giorno con l'autobus, incontravo molte persone che facevano il mio stesso viaggio. Mi piaceva discorrere con qualcuno. Una mattina vicino a me era seduta una persona che sapevo di vista. Cominciai a rivolgerle la parola, parlando del più e del meno. E questa mi dice: scusa, ci conosciamo?

Di vista, le risposi. Era solo per fare due chiacchiere, continuai. Poi passammo il resto del viaggio in silenzio. Io imbarazzato ed anche un po' amareggiato perché pensavo fosse una persona solare. Forse quel giorno non era così. Poi non l'ho più incontrata. D'altronde mica era obbligata a parlare con me? Quello che mi dava fastidio era la brutta figura. Ma di quelle ne ho fatte tante!

E con Dio? Lo penso come una persona cordiale, con la mano tesa e sempre pronta a intrattenersi con te. Una persona che sa metterti al tuo agio, altrettanto nei momenti più difficili. Allora perché spesso sono io a voltargli le spalle? E neanche si offende! Ho proprio bisogno dello Spirito consolatore. Se lo invoco, vedo il vero volto di Cristo; altrimenti predomina in me quel surrogato di un Dio che scruta per giudicare.