domenica 24 maggio 2015

Ci conosciamo?

Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Gv 16, 12



Le illusioni a volte ti portano a credere che una persona sia fatta in un certo modo. Che possa capirti, soprattutto. Poi vedi che non è così. Ti accorgi di aver forzato la mano o di aver preteso troppo. O di aver camminato con un passo diverso, anticipando o posticipando delle tappe. Allora ti dai del tempo, anche per capire meglio te stesso. Sono esperienze di crescita.

Diversi anni fa, quando viaggiavo ogni giorno con l'autobus, incontravo molte persone che facevano il mio stesso viaggio. Mi piaceva discorrere con qualcuno. Una mattina vicino a me era seduta una persona che sapevo di vista. Cominciai a rivolgerle la parola, parlando del più e del meno. E questa mi dice: scusa, ci conosciamo?

Di vista, le risposi. Era solo per fare due chiacchiere, continuai. Poi passammo il resto del viaggio in silenzio. Io imbarazzato ed anche un po' amareggiato perché pensavo fosse una persona solare. Forse quel giorno non era così. Poi non l'ho più incontrata. D'altronde mica era obbligata a parlare con me? Quello che mi dava fastidio era la brutta figura. Ma di quelle ne ho fatte tante!

E con Dio? Lo penso come una persona cordiale, con la mano tesa e sempre pronta a intrattenersi con te. Una persona che sa metterti al tuo agio, altrettanto nei momenti più difficili. Allora perché spesso sono io a voltargli le spalle? E neanche si offende! Ho proprio bisogno dello Spirito consolatore. Se lo invoco, vedo il vero volto di Cristo; altrimenti predomina in me quel surrogato di un Dio che scruta per giudicare.

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