martedì 26 maggio 2015

Un fiume di libri


Caro diario,

                    ti voglio parlare della mia passione per i libri.  Non tanto della lettura, che pure mi piace, ma del prendere i libri in mano, di toccarli e scrutarli; odorare il profumo di carta stampata o di muffa, per i libri più vecchi, che pur hanno il loro fascino.

Ho passato molto tempo nelle sale di lettura ad ammirare libri e scaffali e a prenderne quanti più ne potevo per vederli, sfogliarli…lasciarmi prendere dal fascino della cultura, decantata in quelle enormi collezioni di libri.

Ma, certo, li leggo anche. Allora mi accorgo di finire in un altro mondo in cui l’immaginazione, come al solito, ha la parte predominante.  La mia storia si unisce a quella di chi scrive o della civiltà di cui facciamo parte.

Mi sono accorto con il tempo, che non è importante leggere interi libri, ma lasciarsi prendere dalle pagine; quelle che più si fanno a te e alla tua indole. Sono specchio di quello che sei e ti portano nella tua realtà, che spesso sfugge.

Il mondo dei sogni, vedi allora che non è tanto lontano dalle cose che vivi. Anzi è lì se tu lo vuoi; perché ti dà l’energia per trasmettere quello in cui credi. Non è un mondo lontano, ma tanto vicino quanto lo vedi attorno a te, nelle persone che incontri e nello spettacolo della natura.

Così, ti accorgi di non essere l’unico sognatore ma di essere uno tra i tanti che credono nell’impossibile. È necessario crederci. È come l’ossigeno per i nostri polmoni. Non è evidente, ma ci dà sempre quell’energia che occorre per vivere. Anche quando sogniamo.

Il mondo dei sogni usa un linguaggio sublimato per dire a noi stessi quello che siamo. I libri ci aiutano a capirlo e a trasmetterlo.


Ciao!  

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