domenica 17 maggio 2015

Un interrogativo

Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
Mc 16, 15-20



Ho ascoltato stamane la testimonianza di una ragazza che si è consacrata a Dio e fa parte dell'ordo virginum. E' un istituto antico ripreso dal concilio vaticano II. Le consacrate vivono nel mondo dando la testimonianza esercitando il loro lavoro e dipendono direttamente dal vescovo.

Questa ragazza, infatti, ha parlato a noi, riuniti in consiglio pastorale diocesano, tramite skype mentre era in intervallo alla scuola dove insegna. Mi colpisce che non porta nessun segno visibile della sua scelta, ma che questa viene alla luce con il tempo vivendo le relazioni. Lasciando certo un segno interrogativo in chi lo scopre.

Pure io, come sacerdote, non amo la "divisa" proprio per lo stesso motivo. Perché non voglio impormi ma voglio essere conosciuto. Poi accolto nel servizio che la chiesa mi chiede e che scelgo continuamente. Porre degli interrogativi. Certo fanno parte della vita, soprattutto della nostra fede. Anzitutto io me ne pongo tanti. E mi pongono sempre in una tensione vitale verso la pienezza.

Quella che Gesù gode, soprattutto adesso che è alla destra di Dio Padre, dopo essere asceso al cielo. Lasciando a noi un compito ed una missione: annunciare l'amore gratuito ed universale di Dio. Ma sarà veramente così? Da parte mia cerco sempre di accoglierlo nella mia vita e trasmetterlo con naturalezza, tra mille problemi e difficoltà.

2 commenti:

  1. Carissimo don Dino,
    grazie per questa tesimonianza così vera!
    Scrivi "colpisce che non porta nessun segno visibile della sua scelta, ma che questa viene alla luce con il tempo vivendo le relazioni. Lasciando certo un segno interrogativo in chi lo scopre".
    E' proprio nelle nostre "relazioni" con gli altri che possimao "far vedere" la nostra vera identità e "farci riconoscere"... E Gesù "accompagna la Parola" che annunciamo! Ed i segni si leggono nel volto delle persone che incontriamo, negli occhi che incrociamo, spesso lucidi di lascrime per la commozione e l'emozione che fa vibrare il cuore... per le sofferenze di cui la vita è condita...
    Nella mia quotidiana visita alle famiglie, che il vescovo mi ha affidato, mi avevano consigliato di mettermi qualche "segno" ("sacerdotale" ???!) per farmi riconoscere e farmi accettare... Non ho preso neanche in considerazione una simile proposta... che mi sembrava quasi offensiva (un diacono che per farsi accettare dalla gente, deve vestire come un prete!).
    Invece è la gente stessa che mi apre la porta e che dal balcone mi saluta... Sono conosciuto perché sono sempre in mezzo a loro... E' dal rapporto con loro che nascono le "meraviglie" che il Signore risorto riserva...
    Non sempre succede così, putroppo, per vari motivi, al mio amico presbitero... insieme condividiamo la cura pastorale di questo quartiere...
    Un augurio sincero per il tuo apostolato!
    In unità di preghiera,
    Luigi

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    1. Grazie a te per la testimonianza. A presto!

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