domenica 21 giugno 2015

A dormire!

Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Mc 4, 37-38



Quando da bambini facevamo i capricci, di sera, ci mandavano a dormire. E' ora della nanna! E dopo vari parapiglia, eravamo nel lettino. Carosello è finito! Quella trasmissione come il campanello della buona notte. I genitori rimanevano fino a tardi delle volte, per discutere e risolvere problemi familiari. E' giusto che avessero un loro momento di intimità dopo una lunga giornata di lavoro. Adesso lo capisco.



I bambini tante cose non le possono percepire. Lo stesso quando ero con gli scout mai si affrontavano i problemi davanti ai ragazzi. E’ un’attenzione pedagogica che bisogna avere. Gesù nel vangelo di oggi è adulto. Eppure sulla barca è in disparte che dorme su un cuscino. Appare proprio come uno che è messo da parte o che non bisogna disturbare. Ci pensano loro: i discepoli.



Ma quando arriva la tempesta ed hanno paura, lo chiamano. E torna la bonaccia. Significativo. Quante volte anch'io lo metto da parte, a dormire, dimenticandomi di Lui? Quando poi lo cerco c'è. Lo trovo dove l'ho messo col mio cuscino. Mi risponde e riprende il suo posto. Quello che gli ho dato come cristiano. Il timoniere della mia vita. Gesù non è un bambino da mettere a nanna, è il mio Dio!

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