domenica 16 agosto 2015

Felicità piena

Siate ricolmi dello Spirito, intrattenendovi fra voi con salmi, inni, canti ispirati, cantando e inneggiando al Signore con il vostro cuore, rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo.

Ef 5, 20



Qualche settimana fa durante la preghiera al grest parrocchiale abbiamo riflettuto sulla felicità. Ognuno ha detto la sua su come la cerca. Io ho ricordato quel breve periodo in cui la cercavo nello sballo notturno del sabato sera. Mi piaceva andare in discoteca con gli amici e stordirmi con la musica alta, non con altro per fortuna. Ammetto che la felicità la trovavo, ma era momentanea.

Il giorno dopo svaniva e mi lasciava più vuoto che prima, con la testa stordita. Sì, trovavo la felicità, ma per poche ore. E per averla dovevo ritornare in quelle piste da ballo dove ognuno si contorceva da solo al martellante ritmo della musica dance. Una di queste serate capitò un anno proprio la vigilia di ferragosto in un locale sul mare. Infatti, la mattina ero già sulla spiaggia, come uno zombi, pronto per la tintarella.

In realtà, devo ammettere che quei pochi anni in cui ho cercato così la felicità erano un modo per ribellarmi ad un certo stile di vita che mi ero imposto nell'adolescenza. Tante cose me le sono autoimposte con eccessiva severità. Altre le ho evitate perché già allora pensavo al sacerdozio ed ero convinto che tante cose le dovessi cancellare dalla mia vita, se veramente volevo varcare la soglia del seminario.

Adesso ci rido sopra, ma sono contento di aver vissuto così. Sono convinto che la felicità non viene dalla severità o dallo sballo ma da un certo equilibrio che ogni giorno cerchi di trovare. L'ago della bilancia a volte pende da un lato a volte da un altro, ma sei tu che "pesi" le tue giornate e gli dai una direzione. Il consacrarsi a Gesù, nutrendosi del suo corpo e del suo sangue, ci aiuta proprio a dirigerci verso quell'ambita meta che è la felicità piena.



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