domenica 6 settembre 2015

Fuggire

Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
Mc 7, 32-35

La sensazione di fuggire, scappare via in un luogo lontano, spesso ti prende. Vorresti evadere in un mondo ideale dove trovarti a tuo agio. Poi rimetti i piedi a terra e ti accorgi che il Signore ti ha messo nel posto giusto. Quello pensato da Lui. Lì devi giocare la tua vita. E' bello avere lo sguardo proiettato in avanti, ma se è troppo evasivo rischia di farci diventare sordi e muti, come quello che oggi il vangelo propone.

Si rischia di turarsi le orecchie dinanzi alla Parola che vivifica con la forza dello Spirito. Quando ero in seminario avevo nostalgia di casa; a casa nostalgia del seminario. Dovevo ritrovarmi, soprattutto il fine settimana, e resettare quei sentimenti che sviavano dalla dura fatica della crescita. La Parola si incarna nel confronto, nel dialogo con l'aiuto di ci fa da guida.

Proprio la condivisione spirituale ti permette di crescere nella fede. In seminario me l'anno insegnata ed è stato duro mettersi in gioco alla luce della Parola. E' difficile dare qualcosa di tuo. Ma non impossibile. Se apri le orecchie ed il cuore a Cristo prima o poi parlerai. Perché si tratta di un incontro che trasforma la vita e non puoi tacere dinanzi ad un miracolo così grande che solamente Dio può donarti.

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