lunedì 28 settembre 2015

Lunedì della XXVI settimana del Tempo Ordinario - anno dispari

               I bambini                                         
  Zc 8, 1-8; Sal.101; Lc 9, 46-50
 Chi è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande

I piccoli sono i primi nel regno dei cieli. Non chi assume sentimenti di vanagloria per farsi superiore agli altri. Questo è il regno. Non c’è nessuna logica di sopraffazione e di rivalità, ma l’unica voglia di sentirsi figli amati dall'unico Padre. Che ci tratta tutti allo stesso modo, senza preferenze.

I bambini capiscono a tatto chi gli vuol bene e manifestano senza veli le proprie emozioni. Non hanno tanti pregiudizi come noi grandi. Sono disponibili a seguirti perché si fidano. Chi conosce i bambini sa che è così.

Gesù li mette al primo posto. Hanno un cuore buono che riconosce lo sbaglio ed è disposto a chiedere scusa, quando occorre. Noi, invece, che ci sentiamo grandi per non so quali conquiste, difficilmente riconosciamo i nostri sbagli. Ci accontentiamo dell’ipocrisia del dire tutto va bene.

Quando i grandi non si salutano più perché cominciano a odiarsi per interessi personali, i piccoli riconoscono sempre il papà, la madre o lo zio e vorrebbero continuare ad abbracciarli; il loro affetto non muta. È l’elogio della spontaneità e di un cuore libero. Magari noi grandi fossimo così! C’è in noi una certa logica mondana che non il tempo si struttura e ci trascina nel chi te lo fa fare?

Zaccaria, nella prima lettura, accanto ai bambini pone anche gli anziani, quelli che camminano col bastone. Anche loro emarginati, a riposo. Ma nel regno di Dio al primo posto. Sono come i bambini. Che il Signore ci conceda un cuore libero per amare e per costruire il suo Regno. Soprattutto per diventare come bambini.


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