mercoledì 23 settembre 2015

Sepolcro nuovo




Lamentazioni  3, 17-26  Salmo 129   Gv 19, 38-42

Il corpo di Gesù è riposto in un sepolcro nuovo, ben unto con oli aromatici. Una grande quantità di mirra aloe e cassia. Proprio quegli oli che si portavano agli sposi il giorno delle nozze, a quei tempi. Una sepoltura che per l'evangelista Giovanni è una festa nuziale.

Quelle nozze che Cristo celebra definitivamente con la sua chiesa. Il sepolcro è preludio delle nozze eterne sigillate con la resurrezione a vita eterna. Lì è l'amore ad essere definitivo. Quello che Egli stesso ha donato come stella fulgente. Un astro nelle tenebre del mondo.

Attingendo a quest’amore la sepoltura del nostro fratello defunto acquista un altro sapore. Non un addio definitivo, ma un attesa di cieli nuovi e terra nuova. Dove quell'Amore che egli ha accolto nel battesimo e vissuto nella sua vita, come marito, padre, maestro, autorità civile, avrà pienezza nella festa di nozze dell'Agnello.

Un sepolcro nuovo anche per lui, unito al suo Signore. Un passaggio definitivo alla vita che non ha fine, in cui ha fermamente creduto. Ciò che per noi diventa testimonianza ad essere stelle di saggezza nella nostra comunità. Non stelle evanescenti, cariche di ebbrezza momentanea, ma stelle vere ed autentiche.

Quelle che vivono la mediocrità del quotidiano, senza pretendere plausi o mutevoli riflettori. A questo dobbiamo tendere nello stimarci a vicenda, accogliendo la Parola come maestra di vita. La preghiera di suffragio è allora unita alla richiesta della consolazione per continuare il pellegrinaggio terreno come stelle vive della resurrezione di Cristo.

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