domenica 25 ottobre 2015

Il positivo

Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!» (Mc 10, 51).


Apriamo gli occhi! Così mi dice sempre un amico a mo’ di saluto. Come a dire: tante belle cose. Un augurio scherzoso a saper ben guardare per cogliere il positivo. Soprattutto nel mio cuore. Poi nella mia vita. Utilissimo per me che spesso scruto solamente i miei lati oscuri, quelli che mi bloccano. Che mi buttano ai margini della strada per chiedere l'elemosina di qualche contentino.

Credici! E' quello che mi ripeto spesso. D'altronde è la chiave di svolta per seguire la Luce. Le cadute, i lati negativi, le brutte figure sono utili per tendere la mano a chi ti può sollevare. A chi ti sprona per toglierti il vecchio mantello di una vita mediocre. Quella che è mortificata da false attese o da obiettivi talmente alti da essere irraggiungibili.

Potrei all'improvviso cantare come Bocelli o scrivere come Umberto Eco? Assolutamente no. Tuttavia nel mio piccolo posso fare molto. Anche solo donare un sorriso. Ed è bello saperlo scorgere. O vedere le persone che ti sostengono, che ti sono amiche dandoti quel taglio quotidiano del tuo vivere che fa "qualità". Sì, vorrei sempre poter aprire gli occhi come Bartimeo ed osservare quel lato della medaglia che sa di vita piena e vissuta.

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