venerdì 16 ottobre 2015

Venerdì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario - anno dispari

Lievito in fermento
   
 Rm 4, 1-8; Sal 31; Lc 12, 1-7
Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati

Ciò che conta per Dio non sono tanto le opere ma il modo con il quale le si fa. Se le facciamo per metterci in mostra non servono se non al nostro orgoglio. Se operiamo nel silenzio, invece, allora siamo umili servi della vigna del Signore. Non puntiamo alla nostra gloria ed al nostro merito, ma a quello di Dio che salva.


L’ipocrisia è il lievito dei farisei dal quale Gesù ci invita ad allontanarci. Essa fermenta atteggiamenti di egoismo e di sopraffazione, che portano a pretendere l’impossibile da noi stessi e dagli altri. In una parola, uccide la carità con la quale Cristo ha versato per noi il suo sangue. Proprio per i suoi meriti ci salviamo, non per le nostre opere. Esse non servono a nulla se sono solamente la fredda applicazione di una norma. Devono essere orientate al bene di tutti per mostrare nel mondo l’eterno amore di Dio per l’umanità.

Non dobbiamo mai reputarci superiori agli altri perché ci sentiamo a posto con dei precetti che osserviamo. Ma servi dei servi per far fruttificare il lievito buono dei doni che il Signore c’ha dato. Essi trovano la sorgente nell'Eucaristia e la foce nella testimonianza di vita da operare nel quotidiano. Che il Signore ci richiami sempre l’umiltà come virtù necessaria da far entrare nel nostro cuore al posto dei vizi dell’egoismo che ci portano alla morte. Così sia.


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