domenica 22 novembre 2015

Chi di spada ferisce...


Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». (Gv 18, 37) 




... di spada perisce. Eh sì. In tante occasioni. A volte banali. E si perisce perché altri usano la tua stessa spada, che si ritorce contro come un boomerang. Condiziona a tal punto la tua vita che cresce, diventa man mano più affilata ed alla fine ti taglia e ti distrugge. Recide la tua capacità di voler bene e di fare opere buone. Lo scopo per cui sei nato. 

Poco tempo fa ho visto un film su un grande antiquario. Ricchissimo ed espertissimo nel fare aste a suo vantaggio. Tuttavia sentimentalmente solo. Una casa incantevole, una collezione di icone grandiosa. Ma era solo. Consumava i suoi pasti in un osteria. Lo servivano a puntino. Gli festeggiavano persino il compleanno con il suo dolce preferito.

Con la sua stessa astuzia è tratto in inganno. S’innamora di una donna in apparenza fragile e malata, in realtà un'esperta attrice. Complice un suo amico, lo stesso esperto in cose antiche. E lo ingannano con la sua stessa spada. Alla fine è più solo che prima e senza la sua collezione. Una grande, inaspettata ferita. Sedotto con la sua stessa arma.

Può capitare a tutti nella semplicità in cui viviamo. La nostra stessa arma di battaglia può essere circuita e usata contro di noi. Ecco perché Gesù ci invita a trovare la verità nella nostra vita. Quella che dura per sempre. Per essa non ci vuole nessun’arma. Solamente il coraggio di trovare in noi il grande tesoro di una vita spesa per gli altri ed illuminata dal vangelo.   

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