mercoledì 11 novembre 2015

Mercoledì della XXXII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari) - SAN MARTINO DI TOURS, vescovo - Memoria

Guariti

Sap 6,1-11   Sal 81   Lc 17,11-19
 Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero

Dieci lebbrosi sono guariti dalla malattia. Ma solamente uno si salva. Perché rende grazie a Dio. Ecco allora che la salvezza si connota come un ritrovare se stessi e la propria armonia. In essa la presenza di Dio. Solamente Lui può orientare la vita in modo pieno in suo Figlio. Egli è morto per portare nel mondo il vero amore, quello che è sempre tale e non segue le mode del momento.

Quante volte vogliamo da Dio solamente la guarigione fisica. O altra cosa di ordine puramente contingente. Lui vuole donarci di più. Spesso non lo capiamo. Anzi, ottenuta la grazia, andiamo via per ritornare in un ulteriore momento di difficoltà. Ma che serve quel contentino che non dura per la vera vita?

La sapienza di Dio può sul serio guarire il cuore ed aprirlo ad orizzonti più ampi. Quelli del saper dire grazie, del perdonare, del donare se stessi. Allora certo che voglio essere guarito. E non avrò paura di nulla, se non della solitudine del non sentirsi amati da Dio. Della disperazione del non vedersi accolti dalle braccia della sua misericordia.

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