domenica 17 aprile 2016

Modelli

In quel tempo, Gesù disse: Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono (Gv 10, 27).

Chi tratta impara, chi studia trova. Un detto usuale dalle nostre parti. Si sottolinea l'importanza di studiare al momento opportuno per un fiorente futuro. Si denigrano le cattive compagnie, le quali insegnano abitudini cattive. Tuttavia, aggiungo che lo studio non è sufficiente. Occorrono anche ottime compagnie che ti diano buoni amici o maestri di vita come modelli da seguire.

Nell'infanzia i modelli sono i genitori. Poi i compagni di scuola. Gli amici. Dopo i maestri di vita, i saggi. Coloro che divengono le pietre miliari del cammino. Ammetto che la strada spesso non è una buona amica. Le cattive abitudini vengono da lì. Ma ci sono lo stesso quelle persone che ti illuminano, ti indicano il bello della vita. Tutto sta a quello che assorbiamo e che discerniamo con la maturità.

Sì, perché i modelli che scegliamo, più o meno inconsapevolmente, ci condizionano. Più di una volta ho assunto degli atteggiamenti condizionato da una specie di forza che avevo dentro. Quando ero agente di commercio, ricordo di aver assunto degli approcci che non avevo metabolizzato. Me ne sono accorto dopo aver fatto delle brutte figure. Perché ho agito così? Mi chiedevo dopo. Evidentemente perché era l'atteggiamento di qualche personaggio influente.

Oggi, lo riconosco, sono un insieme di modelli che integro con quello che sono e quello che voglio. Non mi condizionano, ma mi permettono di esprimermi con la mia originalità. Ovviamente gli sbagli ci sono; mi aiutano a crescere  e li gestisco con più dimestichezza. Un punto di riferimento essenziale resta Gesù: il pastore bello che non ha paura di donarsi e di mostrare il volto misericordioso di Dio Padre.

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