domenica 17 luglio 2016

La tenda

Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta (Lc 10, 42)


In varie occasioni ho dormito in tenda. L'ultima esperienza quella di qualche anno fa con gli scout. Ho condiviso con loro un campo estivo. Accampati in un bosco si sperimenta l'essenzialità. Nulla è dovuto, sei tu che devi organizzare le giornate. Come preparare i pasti con quello che ti viene dato giornalmente. Noi grandi avevamo il compito di vegliare sui ragazzi.

Loro avevano il necessario. Ma li dovevi seguire, altrimenti rischiavano di rimanere digiuni o di non montare la tenda per la notte. Proprio come Gesù fa con ognuno di noi. Ci vuole seguire, desidera entrare nella nostra vita. Condividere con noi il suo progetto di vita. C'era in quell'accampamento un luogo che avevamo predisposto per la preghiera.

In tal modo potevamo avvertire la presenza di Dio. Non una chiesa, come in parrocchia, ma una tenda. Simile a quelle dove tutti dormivamo. Lì si pregava il mattino e la sera, insieme. Poi ognuno poteva trovare un momento personale per stare ai piedi di Gesù come Maria. Era proprio un bel luogo per ritrovare l'essenziale smarrito negli affanni del normale quotidiano.

Quella tenda di Dio bussava alla porta del cuore. Dovevamo portarla con noi. Calarla nella vita. Gesù, infatti, desidera essere al centro di noi stessi. La sua abitazione dovrebbe essere la coscienza di ognuno. Se entra lì tu puoi parlarci sempre. Non c'è più bisogno di andare in un luogo: Egli è con te. Che nessuno ci distolga da questa presenza d'amore. 

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