domenica 26 marzo 2017

Gocce

4a domenica di quaresima - anno A

L'uomo vede l'apparenza, ma il Signore vede il cuore (1Sam 16, 7b).

Goccia dopo goccia la pioggia scende nel terreno. Prima lo accarezza poi lo feconda. I semi prendono vita in nuove piantine. La natura si rinnova. Anche la Parola scende come goccia nel nostro cuore. Lo rende vivo e capace di amare. Ogni volta che mi accosto al vangelo sono invaso da una goccia sempre nuova per la mia vita.

Il contatto con la sua energia creativa mi sprona dal letargo. Esso, infatti, spesso mi prende e mi blocca. In questi giorni ho rievocato una frase che mi fu detta durante un corso di esercizi: devi smettila di sentirti un cretino. La sto ripetendo spesso con me stesso, visto che ultimamente la tentazione della pigrizia sembra avvilupparmi.

La goccia della Parola è allora incoraggiamento. Esso lo trovo in chi mi sostiene nel quotidiano e mi arricchisce con la sua presenza. Una Parola che si concretizza e mi fa vedere le cose nel giusto modo. Il ripiegamento su noi stessi rischia di renderci ciechi. Ma la mano di Cristo è pronta a guarire con il balsamo dello Spirito che è luce.

Luce che illumina e trascende il pessimismo per una prospettiva più ampia. Lì non vedi solo il negativo con le sue cadute. Osservi anche la sottile presenza di Dio che vivifica con le sue gocce d'amore. Noti allora l'importanza di persone che si donano a te amandoti senza interesse. Una goccia di infinito che apre nuovi orizzonti nell'oceano della vita, dove puoi e devi navigare.

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