sabato 20 maggio 2017

Il soccorritore

6a domenica di Pasqua - anno A
"...e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre..." (Gv 14, 15)

Quando sono in difficoltà mi rivolgo a chi può soccorrermi. Non sempre, infatti, riesco da solo a risolvere i problemi. Come quello che mi ha spento il computer tempo fa. Chiamo un amico che è bravissimo. Individua il problema  e lo risolve. Spesso questo capita anche a livello spirituale o pastorale. E' necessario il confronto con il vescovo o con chi è più esperto di me per trovare soluzioni che equilibrano la comunità e le indicazioni diocesane.

E quante volte è lo Spiriro Santo che mi soccorre! Questo avviene soprattutto quando so di fare la cosa giusta, ma mi manca il coraggio. Quello slancio interiore per librare le ali e spiccare il volo. Il Paraclito è continuamente con noi. Quando lo invochiamo fa sentire dolcemente la sua presenza ed incoraggia a seguire ciò che è buono, bello, vero per tutti.

E' un grande dono che Gesù ci ha lasciato. Non mi sento solo quando nel cuore si accende la luce della sua presenza. Un Consolatore che indica la strada tracciata da Cristo come l'unica via della vera felicità. Che aiuta a combattere le tentazioni tenebrose del mondo, chiuse in un orizzonte individualista.

Le scelte evangeliche costano. Ma tutte portano alla comunità con la quale si cammina. Ed è proprio a questa nostra casa che conduce lo Spirito nel suo illuminare la ragione riempendola di speranza. Il mio computer funziona grazie al mio amico. La mia fede è viva in virtù dello Spirito, che con la sua dolcezza mi si affianca e con il suo ardore mi incita ad essere eucaristico in tutto quello che faccio.

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