domenica 19 novembre 2017

Doni

33a domenica del TO - anno A 

Rimanete in me e io in voi, dice il Signore, chi rimane in me porta molto frutto 
(Gv 15,4a.5b)

Tante cose riceviamo in dono. Spesso regali inaspettati che rallegrano e fanno sentire importanti. Per il fatto di percepire il bene di persone amiche. Sono segni che riscaldano il cuore e lo riportano all'origine: l'amore con il quale Dio lo ha pensato sin dall'eternità. Un'eredità che custodiamo in noi e che rischia di rimanere sepolta.

Evvero, la Parola può illuminarci in questo. Tuttavia, lo stesso in questo caso, occorrono persone che sostengono nel trovare questa origine. Chi aiuti a scavare in te per trovare questo tesoro nascosto. Li chiamerei amici spirituali perché mettono in sintonia con l'onda d'amore di Dio. Essa rinnova sempre e conferma le scelte orientate al bene. Tuo e degli altri.

Ne ho incontrate diverse nella mia vita. In particolare un padre gesuita. Egli, in un momento buio e di confusione profonda, mi ha aiutato a ricentrarmi ed a far affiorare questa sorgente, questo talento nascosto. Così, col tempo, ho compreso la mia dignità nel sentirmi amato da Dio e la missione alla quale tutt'oggi mi chiama nel servirlo come sacerdote ministeriale.

Questa guida è tuttora un punto di riferimento per me. Ma ce ne sono altre alle quali posso fare affidamento  quando l'afflato di dio appare svanire. In particolare il vescovo ed i mie confratelli nel sacerdozio. Essi, come san Paolo, fanno emergere dalla mia debolezza la mia forza nella grazia di Dio che precede e sostiene. Di qui il mio continuo rendimento di grazie.

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