mercoledì 8 novembre 2017

Mercoledì della XXXI settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Croce e amore 

 Rm 13,8-10   Sal 111   Lc 14,25-33: 
Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo

L'invito di Gesù a prendere la propria croce per seguirlo è orientato alla carità verso i fratelli ed ha come fine la gioia. La sofferenza non è procurata per accumulare meriti ma è conseguenza del bene che facciamo. Lo stesso Cristo non ha cercato la croce, ma l'ha subita per il bene dell'umanità.

La prima croce del cristiano è il rinnegamento di sé. Mettere, cioè, da parte l'egoismo per aprirsi all'altro. Un stendere le braccia per accogliere e donare. Un inchiodare alla croce l'umiliazione dell'incomprensione. Un gioire nel percepire il bene che Dio semina con la nostra sequela.

Per questo il crocifisso è sempre dinanzi a noi ed è simbolo della nostra fede. In quanto lì vediamo l'amore che Dio ha per ognuno di noi. Un cuore talmente grande da trasformare il patibolo in luogo di redenzione. La sofferenza è ben poca se paragonata alla gioia della resurrezione.

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