domenica 31 dicembre 2017

Per fede

SACRA FAMIGLIA DI GESU', MARIA E GIUSEPPE – ANNO B

Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui (Lc 2, 40).

Per fede Abramo lascia la sua terra. Per fede Maria e Giuseppe presentano Gesù al tempio. Per fede i vecchi Simeone ed Anna riconoscono nel bambino il Cristo. E dalla fede sono condite tante nostre scelte: fidarsi di Dio è riconoscere che egli prevede per noi un futuro di felicità.

Non lo comprendi subito perché le sue vie non sono le nostre. Col tempo, però, puoi sperimentare la bellezza dell'esserti tuffato in Lui. Abramo, Maria, Giuseppe, i due vegliardi del tempio di Gerusalemme non conoscevano in pieno quanto Dio aveva preparato per loro e per l'umanità.

In parte lo hanno compreso e contemplato su questa terra, tra tante difficoltà. Pensiamo alla sacra famiglia. Gesù è cresciuto in età sapienza e grazia, custodito dai suoi genitori. Come tutti i bambini. Maria e Giuseppe lo hanno amato ed educato, orientandolo verso suo Padre.

L'autore della vita, il Risorto dai morti, ha avuto un papà, una mamma, una casa come ognuno di noi. Così la sua fede è maturata e cresciuta. Alla luce della sua resurrezione tutto è chiaro. Grazie a Lui anche la nostra fede è illuminata e proietta in una famiglia più grande e numerosa: quella che Dio aveva promesso ad Abramo.

martedì 19 dicembre 2017

Abiti di gioia

 

 

Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto

e dell’afflizione,

rivèstiti dello splendore della gloria

che ti viene da Dio per sempre.

Bar 5, 1


L’abito del cristiano mai dovrebbe essere di lutto. I giorni di afflizione sono finiti. C’è chi consola: la presenza del Figlio. Egli è lo splendore della gloria del Padre ed il riflesso del suo amore eterno. Nella storia si fa carne per farsi a noi prossimo. In umiltà porta la Parola eterna. In tal modo da noi deve essere accolta, come Maria, per portare gioia e serenità. La nostra fede germoglierà, allora, in tenui rami che in alto tenderanno la cima, come lode a Dio Altissimo.

domenica 17 dicembre 2017

L'amico dello sposo

3a domenica di avvento - anno B 
Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell'acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo» (Gv 1, 27).

L'amico dello sposo è quello che organizza le nozze affinché gli sposi possano festeggiare nel migliore dei modi la loro unione. E' chi favorisce anche il primo incontro, quando l'innamoramento sboccia. Ne accompagna la crescita fino al giorno in cui il fiore sboccia. Fa sì, inoltre, che il profumo dell'unione possa durare per sempre.

Il suo unico interesse è che lo sposo resti sempre con la sua amata. Ho visto in varie occasioni amici che si prodigano per rendere unico il giorno dello sposalizio. Come persone che delicatamente hanno curato periodi di difficoltà e hanno permesso agli innamorati di ritrovarsi e scoprire ancora la bellezza unica del loro amore.

Così è Giovanni Battista nei riguardi di Gesù. Egli è quella voce che consente all'umanità di trovare e ritrovare il suo sposo. Perché sa l'importanza di questa unione. Per cui, la prepara, la indica, introduce la sposa verso quel cammino che Dio Padre ha previsto per lei. Il battista non occupa il posto di Gesù. Forse ne è stato tentato.

Ma non cede. Fino all'ultimo, pur preso dal dubbio, testimonia la luce che vede nel Cristo Messia. E la indica a noi oggi. Se anche noi cogliamo la portata della sua voce, non potremo che seguire il suo esempio. Se nel nostro cuore veramente c'è l'amore di Dio, ne saremo ugualmente voce e testimoni per l'umanità. Come Giovanni.

martedì 12 dicembre 2017

Alba


Risollevatevi e alzate il capo,
perché la vostra liberazione è vicina. (Lc 21,28)


L'alba del Regno di Dio è presente nella storia. E' Cristo con la luce della sua resurrezione dai morti. Essa è come un germoglio che fa presagire l'arrivo dell'estate. Per questo la Parola di Gesù rimane in eterno e già oggi produce frutti in chi l'accoglie con fede.

domenica 10 dicembre 2017

La gratuità di un gesto

2a domenica di avvento - anno B

«Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo» (Mc 1, 8).

I gesti inaspettati sono quelli più apprezzati. Ti riempiono di meraviglia. La freschezza della gratuità che trasmettono è proprio come un Vangelo: una lieta notizia. Tramite essi, infatti, percepisci la concretezza di un bene che ti apprezza per quello che sei. Proprio come Dio ama.

Avverto questo, in particolare, quando qualcuno mi cerca per salutarmi, sapere come sto, senza chiedermi nulla in cambio. Un abbraccio, un sorriso sincero. Quando arrivano questi doni, sento una profonda indegnità. Non lo merito, ma mi riempiono, mi danno fiducia, mi rinnovano.

Mi aiutano ad appianare quelle barriere che si innalzano dentro di me e che spesso mi bloccano. Ammetto che diversi sono i "Giovanni battista" che mi preparano all'incontro con Gesù, l'autore della vita. Senza il suo amore non avrei nessuna forza che mi spinga ad annunciare il Vangelo.

Potrei parlare solamente di me. Sarebbe veramente pochissimo o nulla. Tuttavia insieme alle mie comunità rivivo il mio battesimo nello spirito. Verso il quale sono continuamente orientato dall'invito del battista: il Regno di Dio è vicino convertiti!

mercoledì 6 dicembre 2017

Mercoledì della I settimana di Avvento

La Parola si fa Carne


Is 25,6-10   Salmo 22   Mt 15,29-37
Gesù guarisce molti malati e moltiplica i pani

La nascita di Gesù nella mangiatoia prefigura la sua missione: farsi cibo per l'umanità. E' la Parola che si incarna per saziare la fame dell'uomo; quella profonda che nasce nell'intimo. Fame di sete, di giustizia, di un mondo più vero, di un senso che orienti. Questa necessità è colmata dalla compassione di Cristo.

Il suo amore sazia e perdona. Come Figlio di Dio può eliminare il male presente nel cuore. Così tutti possono rialzarsi e riprendere il cammino con la sua guida. Egli, infatti, è il pastore bello che indirizza verso pascoli rigogliosi e fresche acque; Egli realizza la profezia di Isaia, eliminando per sempre la morte fisica e spirituale.

Noi, suoi discepoli, siamo invitati a seguire il suo esempio dando noi stessi da mangiare alle folle bisognose. Il nostro esistere è un continuo rinascere nella logica dell'amore vero. Condividendo quel poco che abbiamo riconosciamo i carismi dello Spirito e li spezziamo per gli altri. Comincia così ad intravedersi quel Regno iniziato con la Resurrezione.

martedì 5 dicembre 2017

Martedì della I settimana di Avvento

Beati gli occhi che vedono

 Is 11,1-10   Sal 71   Lc 10,21-24
Gesù esultò nello Spirito Santo

Nel vangelo di oggi troviamo una beatitudine particolare: Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Essa riassume l'atteggiamento base per accogliere il Messia. Infatti, se gli occhi non sono illuminati dallo Spirito non hanno la capacità di accogliere il Regno. Egli dona sguardo limpido per scrutare in profondità e scorgere ciò che è offuscato dall'apparenza.

La vista umana è concentrata perlopiù sul negativo o sulla superficialità. In questo modo si valuta l'immediatezza che non dura, spesso tenebrosa e senza luce di speranza. L'occhio oculato, invece, scruta l'invisibile, che è nascosto, ma pur presente ed incisivo. Forse troppo banale perchè faccia notizia; tuttavia lievito di rinascita.

In questo modo si da valore a tutto il messaggio delle beatitudini evangeliche. Esse sono quelle piccole luci che fanno vedere la presenza di Gesù nella storia. Egli si incarna nell'umanità percorrendo la via dell'umiltà e della concretezza quotidiana. Così è stata la sua nascita storica, così è la sua venuta nei nostri cuori, se con umiltà sanno accoglierlo e testimoniarlo.

lunedì 4 dicembre 2017

Fiori recisi


Fiori recisi ammantano le strade.
Segnano il cammino
di vite spezzate.
Belle, variopinte, fragranti,
distrutte da un crudele destino,
proseguono verso un luogo di riposo
in attesa di una perenne bellezza
che nessuno potrà spezzare.
Sarebbe stato più bello
vedere i fiori nel loro splendore
in quel luogo dove erano nati.
Ma è così: adesso sono recisi
e presto appassiranno.
Rimane un vago ricordo
che colora gli occhi di attesa
e meraviglia per quanto ancora
potremmo accogliere e custodire.

domenica 3 dicembre 2017

L'ora di Gesù

1a domenica di avvento - anno B

Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino (Mc 13, 35)

Il tempo passa con frazioni oggettive. L'orologio va avanti sempre allo stesso modo: ore, minuti, secondi. Tuttavia la nostra percezione lo rallenta o lo velocizza. Ci sono ore che durano un'eternità e minuti che passano in un attimo. Quando passo bei momenti, in compagnia o da solo, tutto va via in un lampo.

Invece le cose noiose ed impegnative, la sofferenza o i momenti negativi rallentano incredibilmente anche i secondi. Guardi continuamente l'orologio ed è peggio. Il vangelo di questa domenica consola. Infatti, l'evangelista Marco afferma che Gesù arriva in ogni momento della notte per donare la sua luce. La sua presenza c'è in ogni istante.

Soprattutto nei momenti bui, proprio quando il tempo non passa mai. Quando attraverso queste fasi di sconforto melmoso, mi aiuta pensare a ciò che farò dopo. Se incontrerò qualcuno, se farò una passeggiata, se guarderò un film. L'attesa illumina quella noia se la offro per un obiettivo. In questo vedo l'ora di Gesù.

Soprattutto perché pensare con fede alla sua presenza mi apre alla speranza di un domani senza affossamenti. Egli mi aiuta a non sentirmi solo, ma orientato con l'umanità verso una novità di luce infinita. E se ho bisogno di parlare con qualcuno delle mie ombre lo faccio per liberarmene. Se, poi c'è chi nel silenzio mi affianca con il calore della sua presenza, meglio ancora. E' sempre l'ora di Gesù.