sabato 8 dicembre 2018

Ritrovarsi


2a domenica di avvento - anno C

Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio! (Lc 3,4-6)

L'otto dicembre è il giorno delle decorazioni natalizie. Nelle case si addobbano alberi e si allestiscono presepi. Le strade si illuminano con svariati tipi di luci. A casa quest'anno ho messo solamente una serie sul balcone ed una piccola renna. Ma negli anni passati  abbellivo pini con diverse fantasie: rosso e dorato o blu ed argentato.

E' un'atmosfera che mi piace. Ci si prepara a vivere il Natale rendendo tutto più caldo ed accogliente. Giovanni Battista, invece, segue un'altra direzione per vivere il suo avvento. Lascia tutto e se ne va nel deserto. Non segue la tradizione, che lo vorrebbe ad officiare riti nel tempio di Gerusalemme, ma cambia direzione.

E' come se noi andassimo a celebrare il Natale con chi non ha nulla. Il battista, infatti, con la sua testimonianza ricorda l'importanza di far nascere Gesù nel cuore. Difficile capire il cuore. Non impossibile. Occorre, anzitutto, saperlo ascoltare per far venir fuori le bellezze che nasconde. Per questo Giovanni sceglie il silenzio del deserto.

Perché in quella quiete si può ascoltare il proprio intimo ed indirizzarlo verso Dio, che ne è la sorgente. Ritrovando se stessi si entra nel vero senso della vita e nella gioia del Natale. I preparativi per il Natale sono veramente affascinanti. Tuttavia, a mio avviso, dovrebbero trasmettere la pace che è nel cuore, che è sempre da ritrovare.

sabato 1 dicembre 2018

Ricostruire


1a domenica di Avvento - anno C
Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. (Sal 24)

Per rompere un vaso ci vuole un attimo: lo scaraventi a terra e diviene mille pezzi. Per ricomporlo, però, occorrono molto tempo e collaborazione. È difficile far combaciare i pezzi, peggio di un puzzle. Con pazienza si può. Basta crederci. È l’esperienza che ho fatto l’altra sera con un gruppo di giovani. Alla fine non siamo riusciti a ricostruire il vaso. Ma tra noi ci siamo confrontati per vedere se i pezzi combaciavano.

Così abbiamo intessuto relazioni e ci siamo conosciuti. Infatti, lo scopo del gioco era farci capire l’importanza di conoscerci per costruire relazioni. Tutti i frammenti possono essere ricomposti e portati in unità nella conoscenza e nell’aiuto reciproco. Il che significa avere uno sguardo alto per vedere chi ho di fronte, per conoscerlo sul serio. Per vedere Dio ed il suo modo di operare nella storia.

Una riflessione che introduce in questa prima domenica di avvento. Il vangelo parla di distruzione, del venir meno delle leggi base di questo mondo. Proprio come il vaso in frantumi. Con lo sguardo alto e vigile, anziché la paura, può prevalere in noi la speranza racchiusa nella persona accanto. Essa magari avrà quel piccolo pezzo che s’incastra col mio. Poi insieme si troveranno i mancanti.

Con il nostro piccolo impegno si può ricostruire. Gesù risorto dall’alto delle nubi ci incoraggia. E invita a percorrere quello stesso cammino che egli ha fatto per arrivare alla resurrezione. La sua luce è una grande speranza. Essa consente di trovare meglio quei pezzi mancanti per ricomporre l’unità di quel mondo frantumato dal peccato e dell’egoismo.

sabato 24 novembre 2018

Lievito

34a domenica del TO - anno B - Solennità di Cristo re dell'universo 

Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide! (Cfr. Mc 11,9.10) 

Quando studiavo storia, alle superiori, ero affascinato dall'impero romano. Su come si era esteso nel mondo allora conosciuto. Passeggiando a Roma per i fori imperiali, da seminarista, mi fermavo spesso ad ammirare dei bassorilievi nei pressi del Colosseo, i quali mostrano le varie fasi dell'espansione di questo regno. Però, come tutti gli imperi di questo mondo, ha avuto un declino ed una fine.

Rimane, comunque, per vari motivi, un punto di riferimento. D'altronde le scoperte archeologiche, come quelle di Pompei, ne riportano alla luce nuovi aspetti. Proprio in questo contesto Gesù annuncia un nuovo regno. Infatti, la parola "Regno di Dio" è frequente nei Vangeli. Sempre da studente ero un po' confuso al riguardo.

Allora chiesi spiegazioni al parroco. Egli mi disse che il Regno di Dio si contrappone ai sovrani di questo mondo, perché Gesù propone la logica del servizio caritatevole. Essa è una forza che parte dal cuore dell'uomo e che, se accolta, può rinnovare il mondo. Quindi si può realizzare già oggi nella storia. In realtà, credevo che esso riguardasse principalmente la vita dopo la morte, come un paradiso da conquistare.

Invece cominciai a capire che coinvolge già oggi la vita. Si realizza già oggi nella storia. Ma non fa rumore. Da questo punto di vista è bello il paragone che Gesù fa del lievito che fermenta la massa. Tranquillamente la pasta lievita, con attenzione e cura. Attenzione a quanto Gesù indica nel vangelo; cura nel convertire il cuore alla luce della Parola.

domenica 18 novembre 2018

Paure dissolte


33a domenica del TO - anno B

Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. (Mc 13, 31)

Molte sono le paure che mi affossano. Soprattutto nei momenti di stanchezza. Affondo in profonde tenebre di pessimismo. Temo di non essere all'altezza di nulla, vedo ingigantito qualche piccolo errore, credo che pensino male di me. Inoltre, mi proietto verso un futuro nero dove vedo poca speranza. Soprattutto se penso alle tante notizie di cronaca, tinte di sangue ed analisi sociali deprimenti.

Tuttavia, quando serenamente vedo dentro di me e nei dintorni del mio orizzonte noto che, effettivamente, non c'è solo buio. Albe che diventano pieno giorno connotano molti tratti della mia vita e potrebbero inondarla tutta, se metto da parte ciò che inquina. In questo mi aiuta molto un buon rapporto con la Sacra Scrittura, anche se a dire il vero, pure lì ho attinto, per molto tempo, condanna e scoraggiamento.

Con l'aiuto di maestri spirituali, la Bibbia mi aiuta a spiccare il volo. La luce del Vangelo che emana da Cristo, è determinante nel dissolvere le paure. Nelle immagini forti di questa domenica colgo la dinamica della resurrezione: nelle distruzioni c'è sempre un germoglio di speranza in chi vive nell'Amore. Questo il lieto annuncio di noi cristiani.

Non un Dio giudice, ma un Padre che ha premura di noi. Per questo manda suo Figlio nella storia a donare la sua vita. Esempio e guida per chi vuole realizzare il regno. Germogli di speranza sono presenti nel mondo e nelle nostre comunità. Occorre essere pronti per saperli scorgere e così riprendere coraggio nel seguire la stessa strada.

domenica 4 novembre 2018

Sole che brilla

31a domenica del TO - anno B

Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui. (Gv 14,23)

Da ragazzo, dopo la messa domenicale delle undici, andavo al cimitero. Mentre passeggiavo in quel luogo di silenzio, il mio animo era sollevato dal suono delle campane che annunciavano il mezzogiorno. Tra i lunghi cipressi e le tombe, alzavo lo sguardo verso il cielo. Vedevo, a volte, il sole che si faceva spazio tra le nuvole; la sua luce ed i raggi che mi riscaldavano, mi aprivano alla speranza.

Ricordi che riecheggiano in questo periodo autunnale, in cui da poco è trascorsa la commemorazione dei defunti. Il camposanto è il luogo dove i corpi dei morti riposano. Essi non sono li. Ma i ricordi si ravviano in quel luogo. Richiamano l'esistenza terrena di chi abbiamo conosciuto. Momenti belli trascorsi insieme che restano vivi.

Questa vitalità è espressa dai fiori, dalle luci e dai lumini che si portano nei luoghi di sepoltura. Per dire che non tutto è finito, ma che oltre la morte c'è vita. La Resurrezione di Cristo apre questa prospettiva. E' quel sole che continua a far luce ed a riscaldare la mia speranza, che nella fede, dà una marcia in più al mio pellegrinare.

Mi aiuta a leggere il vangelo di questa domenica. Gesù invita a mettere ordine quando parla dell'unico grande comandamento: amare Dio sopra ogni cosa ed il prossimo come se stessi. Allora, lo sguardo rivolto al cielo è quello del mio orizzonte. Il sole che brilla tra le nuvole è quello che si riflette nei fratelli. Lì dovrebbero suonare le campane della gloria.

giovedì 1 novembre 2018

TUTTI I SANTI - Solennità

Beati voi



Ap 7,2-4.9-14; Sal 23; 1 Gv 3, 1-3; Mt 5, 1-12

I santi sono persone comuni. Hanno vissuto la loro vita in totale abbandono a Dio. Veri uomini che in pienezza hanno gustato le gioie della vita, dove Dio ha avuto un ruolo primario.

I santi non sono solamente quelli che veneriamo nelle nostre chiese, ma tanti uomini che nell’umiltà hanno vissuto la loro fede nel quotidiano. Alcuni di loro hanno camminato con noi e ci hanno lasciato un buon ricordo, che ancora oggi ci incoraggia nella nostra vita di fede.

Il senso della festa di oggi è proprio ricordare tutte queste persone di cui nessuno parla ma che sono nel nostro cuore e nella gloria di Dio. Infatti, la santità non è per pochi ma per tutti. È una possibilità che abbiamo. Essa nasce dal nostro incontro con Cristo che con il suo sangue lava i peccati, rendendo la nostra veste candida come la neve.

È la veste di chi è invitato al banchetto di nozze dell’Agnello. L’invito è per tutti. La risposta è personale e frutto della libertà di ognuno. Chi segue il vangelo e lo mette in pratica è santo non tanto per i suoi meriti ma per quelli di Cristo, il cui sacrificio santifica continuamente la chiesa.

Il modo concreto per essere santi, sono le beatitudini che oggi ci vengono proposte. Si è beati, o santi, se si mettono in pratica le virtù che Gesù propone in questo cosiddetto discorso della montagna. Egli, il nuovo Mosè, porta a compimento i dieci comandamenti con delle nuove regole di vita, che sono la meta del nostro pellegrinaggio terreno.

Che il Signore tenga alta la nostra fede e non lasci prevalere lo scoraggiamento dinanzi alle persecuzioni subdole del mondo.

domenica 28 ottobre 2018

Sguardo acuto

30a domenica del TO -  anno B

Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada. (Mc 10, 52)

Da studente, ad un certo punto, nell'aula scolastica non riuscivo più a leggere alla lavagna. Vedevo tutto annebbiato e mi veniva mal di testa. Così andai dall'oculista e mi diagnosticò un aumento della miopia. Cambiai gli occhiali e distinguevo di nuovo lettere e sagome, da lontano.

Pure oggi se tolgo gli occhiali, vedo annebbiato e non riesco a distinguere. Rischio di prendere delle sviste. Questo mi fa riflettere sulla vita spirituale. Lo stesso lì, se mi lascio guidare dall'impulso del momento, arrivo a conclusioni affrettate. Ho bisogno degli occhiali della Parola per vedere bene e con serenità.

Già, anche la vista spirituale ha bisogno di essere curata. Ed il medico è Cristo, con la luce della sua Resurrezione. Essa dissolve le tenebre del cuore, quelle che impediscono di avere uno sguardo acuto e penetrante. Questa luce consente di vedere Dio nei duri momenti della prova e della sofferenza.

domenica 21 ottobre 2018

Vita piena

29a domenica del TO - anno B

Il Figlio dell'uomo è venuto per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. (Cfr. Mc 10,45)

Un mio amico, parlando della sua vita coniugale, mi ha detto che è felicemente sposato da quarantasei anni. Ha continuato affermando che non è stato semplice, ma che lo rifarebbe. La bellezza del suo matrimonio supera tutte le difficoltà incontrate. Questa testimonianza mi fa pensare alla croce da prendere ogni giorno per essere cristiani.

La regalità della nostra fede, infatti, si esprime nel servizio. Il che significa rinunciare a se stessi per costruire qualcosa con gli altri. Affrontare i problemi, chiamarli per nome, assumersi delle responsabilità. Per amore. Se si ama sul serio, si è felici quando l'altro si realizza. Questo vale in qualsiasi scelta di vita.

Durante i mie anni di formazione in seminario, spesso i superiori sottolineavano che quando si dice che tutto va bene, allora qualcosa non va. Questo soprattutto nei confronti comunitari, dove eravamo invitati a correggerci a vicenda per crescere insieme. Era difficile poterlo fare con sincerità, perché si aveva sempre paura di non essere capiti.

Tuttavia la sfida per costruire il regno di Dio è proprio questa. Non si tratta di pretendere primi posti per onore o per comandare. Ma di essere servi di tutti nello spirito del Risorto. Egli, come Figlio di Dio, poteva benissimo imporsi e farsi rispettare con la forza del potere. Invece, ha scelto la via dell'umiltà, come unico sentiero che porta nella vita piena.

domenica 14 ottobre 2018

Spontaneità


Ecco, Dio è il mio aiuto, 
il Signore sostiene la mia vita. 
Ti offrirò un sacrificio spontaneo, 
loderò il tuo nome, Signore, perché è buono
Salmo 53
Le lodi spontanee sono quelle che vengono dal profondo. Come sorgente d’acqua sgorgano dal cuore e irrigano l’anima. Che a sua volta offre a Dio le meraviglie che nasconde e riconosce come dono.

domenica 7 ottobre 2018

Sacrifici

27a domenica del TO - anno B

Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. (1Gv 4,12)


I sacrifici trovano senso pieno quando si fanno principalmente per il bene degli altri. Rendere felice la persona che si ama è lo scopo della rinuncia. Molti sono i gesti che esprimono questo. Spesso silenziosi e nascosti. Invisibili ma efficaci, perché mirano al vero bene. Le persone che li fanno non vogliono nulla in cambio. Sono contente nel vedere gioire.

Sono gli stessi sentimenti che Gesù prova per noi. Quelli che lo portano a donare la vita per il bene dell'umanità. Un esempio alto, che mostra la natura di Dio: un amore che si relaziona. Per tanto tempo ho interpretato il sacrificio, la rinuncia, come un migliorare me stesso per raggiungere una certa auto perfezione. Ritenevo di essere fatto male e mi punivo.

Era un ripiegarmi su me stesso. Oggi, invece, ammirando il crocifisso non mi fermo solamente al dolore del sacrificio. Ma vedo il grande amore che il Signore ha verso di noi. Egli non ha paura di donarsi fino all'ultimo pur di vederci felici. Penso, poi, a quelle persone che, nel silenzio, ogni giorno si donano. E nel mio piccolo provo a fare lo stesso, con la Parola a guida di ogni mio passo.

domenica 30 settembre 2018

Scelte mature

26 domenica del TO - anno B 

La tua parola, Signore, è verità; consacraci nella verità. (Cfr. Gv 17,17b.a)

Quando ti dicono quello che pensano, puoi rimanerci male. Anch'io, in questi casi, mi sento ferito ed offeso. Soprattutto quando prevale aggressività, senza mezzi termini. In un secondo momento, però, apprezzo la sincerità. Indipendentemente se hanno ragione o meno, hanno il coraggio di dire apertamente quello che pensano.

Infatti, penso che questo sia l'unico modo per crescere insieme, quando c'è un buon rapporto di amicizia o di collaborazione. E' la pedagogia che usa Gesù. Nonostante l'incomprensione dei discepoli, egli continua ad esporre il suo programma di vita con chiarezza. In questa domenica è ancora più radicale nel proporre alcuni tagli netti.

La parola chiave è tagliare. Ciò che non serve per far crescere la parte migliore di te, è da gettare nel fuoco. La potatura fa male, però permette alla pianta di crescere e portare frutti. Così anche per la nostra vita. Fare scelte nette e dolorose è il presupposto per acquisire sicurezze e maturare.

Quindi, se alla luce della Parola notiamo in noi delle tendenze negative, allora dobbiamo permettere alla misericordia di Dio di tranciarle. E questo avviene con l'aiuto di persone di fiducia con le quali parlare e confrontarsi. In tal modo, la Parola s'incarna nella storia e diviene stile di vita.

domenica 23 settembre 2018

Consegna


25a domenica del TO - anno B

Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti (Mc 9, 35)


Fidarsi di una persona è consegnarsi. E' difficile farlo per mille motivi. Soprattutto per paura di essere traditi. La sofferenza che ne deriva potrebbe essere insopportabile. In particolare per chi ha già delle ferite e vive di rimorsi. Per questo non è semplice. Pure io l'ho sperimentato varie volte. Tuttavia, in vari modi, la fiducia fa parte del nostro vivere quotidiano.

A vari livelli, infatti, dipendiamo dagli altri e ci affidiamo alla loro esperienza. Quando si parla di cuore, però, è qualcosa di molto più profondo. Ricordo il giorno in cui mi sono consacrato a Dio. Lì' mi sono consegnato a Lui ed al suo disegno di salvezza. E' una consegna reciproca che cerco di vivere ogni giorno nel servizio.

Come quando ci si sposa: due cuori una capanna. Tuttavia, nonostante la nostra infedeltà, Dio rimane fedele. Non abbandona e continua a cercarti. Questa pazienza la notiamo anche nel vangelo di questa domenica. Gesù, ancora una volta, annuncia la sua consegna agli uomini per essere ucciso e poi risorgere. I discepoli, invece, cercano il primo posto, la grandezza mondana.

Nel regno di Dio, continua il nazareno, gli ultimi saranno i primi ed i più grandi sono quelli che servono. Fidarsi di Lui è credere a questa parola ed accoglierla. E' un cammino difficile. Ma se Lui è la guida e la forza del cammino, non è impossibile. Con il suo esempio Cristo ci precede, con la sua presenza continua a consegnarsi alla nostra fiducia.

domenica 16 settembre 2018

Tristezza e angoscia


Mi stringevano funi di morte, 
ero preso nei lacci degli inferi,
ero preso da tristezza e angoscia.
Allora ho invocato il nome del Signore:
«Ti prego, liberami, Signore». 
Salmo 114 

Quando si passa nella fossa della tristezza e dell’angoscia si assapora il nulla. Ti trovi come in una tomba; desideri la morte. Non c’è più n senso o una luce che indichi una direzione. Un peso enorme ti sovrasta; ogni pensiero un fiume in piena.

Vorresti mettere degli argini; l’inondazione travolge. Allora alzi una mano in invocazione. Il tuo grido di dolore esce acuto in direzione del cielo. Tu che pensavi di farcela da solo, avverti il calore di una mano che ti stringe.

Cominci ad uscire dalla palude, a vedere un panorama più ampio. Dove non è più la solitudine l’arma di battaglia, ma l’armonia di volti raggianti. In quel frangente senti dentro di te una consolazione nuova e delicata che ti accarezza.

Il cielo verso cui tendevi assume il volto di un Padre premuroso che, in tanti modi, ha cura di te. Probabilmente era anche nel baratro. Ora che la luce invade gli abissi, la tua consapevolezza è preghiera di lode e testimonianza di salvezza.

domenica 9 settembre 2018

Vedere


23a domenica del TO - anno B
Gesù annunciava il vangelo del Regno e guariva ogni sorta di infermità nel popolo. (Cfr. Mt 4,23)

I bambini hanno bisogno di essere guidati nel cammino della vita. Dai primi balbettii ai primi passi. I genitori danno il meglio per loro, cercando di crescerli nel miglior modo possibile. Anche il cammino di fede ha delle guide. Persone che aiutano ad incontrare Gesù per ascoltare la sua Parola. Trasmettendo soprattutto esperienza.

Infatti, la testimonianza vale più di molte parole da manuale. A tal proposito devo dire che il mio vissuto di fede si arricchisce proprio quando incontro persone innamorare del Vangelo, che rifulge dal loro stile di vita. Sono tanti gli angeli che sostengono la mia fede vacillante. Mi rivedo, così, nel sordo muto del vangelo di questa domenica.

Sono i suoi amici a portarlo da Gesù; grazie a loro ha la possibilità di incontrarlo e di essere guarito. Penso in questo momento soprattutto alla mia guida spirituale che mi ha incoraggiato nella ricerca di Dio. Con grande pazienza, nel tempo mi ha aiutato a vedere la misericordia del Signore nella mia storia ed a poterla proclamare.

Quello che oggi annuncio con fermezza è frutto di questo lungo cammino di rinnovamento interiore. Ci ho messo tempo per avere questa vista. Devo fare attenzione affinché non si appanni, purificandola con la forza d'amore che scaturisce dalla Parola. Altrimenti correrei il rischio di predicare la mia immagine di Dio, non quella di cui parla Gesù.

domenica 2 settembre 2018

Preghiera della vita

22a domenica del TO -  anno B
 Per sua volontà il Padre ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature. (Gc 1,18)

Per molto tempo ho creduto che la preghiera fosse un insieme di formule da recitare. O un tempo specifico da dedicare a Dio nel corso della giornata. Se non rispettavo queste cose, era come se non pregassi e mi sentivo  in colpa.

E’ bello invece vedere la preghiera come una presenza costante di Dio nella tua vita. In questo modo tutto quello che fai è preghiera se la offri a Dio. Sono necessari momenti particolari di preghiera, ma solo per aiutarti ad entrare ancora di più in tale dimensione.

Allora, anche la fantasia diventa un luogo di incontro del Signore. Lui è lì a fantasticare con te. A pensare cose assurde, come momenti di ipotetica gloria dove credi di essere qualcuno. O quando rievochi momenti del passato; o quando l’ispirazione guida in mondi fantastici.

E' lo Spirito che sintonizza con la vita divina. Egli suscita gemiti inesprimibili che Dio ascolta e comprende; seppur gemiti di dolore che esprimono l’abbandono. Pure il dolore e la sofferenza, infatti, diventano sacri momenti di offerta a Dio.

Tutta la vita è un grande inno di lode. Ringraziamento, supplica, angoscia…tutto è con Dio e per Dio. I gesti banali possono diventare la più bella e gradita preghiera a Dio. Nella nostra spontaneità possiamo essere grandi oratori. E’ la nostra stessa vita che parla.

domenica 26 agosto 2018

Il posto giusto

21a domenica del TO - anno B 

Le tue parole, Signore, sono spirito e vita; tu hai parole di vita eterna. (Cfr. Gv 6, 63c.68c)

Quando sei stanco, stressato, deluso, hai voglia di scappare via. Andare lontano per iniziare una nuova vita. Non sai dove, l'importante è dirigerti in qualcosa di nuovo. Pensi che ricominciare d'accapo equivalga ad andare in luoghi nuovi e lontani. Ogni volta che la trappola dello stress mi prende, mi lascio tentare da questi pensieri.

Tuttavia, quando mi accorgo che accanto a me ci sono le persone giuste, allora devo dire che non saprei proprio dove dirigermi. Ringrazio Dio per avermi indicato le comunità in cui prestare il mio servizio. Lì incontro il Risorto e vivo la mia fede. Dove potrei andare? Lì arrivano le parole di vita con le quali lo Spirito alimenta il dono del battesimo.

sabato 18 agosto 2018

Il Pane donato

 
 
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue,
dice il Signore, rimane in me e io in lui. (Gv 6, 56)
 
Questo versetto mi ricorda il Padre nostro. In particolare la frase dacci oggi il nostro pane quotidiano. Una preghiera incessante che rivolgiamo a Dio per avere ciò di cui abbiamo bisogno. Il cibo, che alimenta la nostra vita. L’amore, che dà energia al cuore. Che il Signore non faccia mai mancare queste vivande sui nostri banchetti. E ci dia la grazia di donare per avere in più la perfetta letizia.

domenica 5 agosto 2018

Strade battute

18a domenica del tempo ordinario - anno B

Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. (Mt 4,4b)

Quando percorri strade battute porti con te ricordi ed emozioni. Rivivi eventi, respiri aria di tradizione, sei coccolato da quelle radici da cui il tuo albero di vita vibra in alto. L'altro giorno, prima di tornare a casa, ho fatto un giro in zone del mio paese, dove mancavo da tempo. La sensazione me li ha fatte vedere fresche, come se fossi passato lì da poco.

O come se fossi sempre stato in quei posti. Quello che per un attimo ho ammirato (la strada, la chiesa, le case, gli alberi, le persone), mi ha proiettato in una storia che si protrae nell'oggi. Ciò che sono e che germoglia sul mio albero, è anche in quei luoghi. Così, riflettendo sulla bellezza dell'oggi, il passato rivive e si consolida nella direzione che ho preso da qualche tempo.

Ormai sono sette anni che sono sacerdote. Questa scelta diviene più bella e consapevole vivendola ogni giorno. Sicuramente il confronto con la Parola la rende tale. Soprattutto con la guida di Cristo, Parola incarnata. Lui è quel pane del cielo che dà una linea guida alla mia storia. Percorro da innamorato le tappe di questo cammino.

In esso scorgo il concreto con cui il Signore mi è vicino. Anzitutto, certo, è l'Eucaristia l'alba senza tramonto che ristora le mie tenebre. Così i miei occhi sono illuminati nel vedere eventi, persone, contesti, panorami con lo sguardo d'amore che sgorga da Dio. Nei ricordi e nelle emozioni di strade battute, ritrovo, allora, quella situazione vitale che il Signore ha da sempre pensato.

domenica 29 luglio 2018

Doni da custodire



Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.
Salmo 144

Dio dona a tutti il cibo materiale e spirituale. La manna siano noi che crediamo nel suo disegno di salvezza. Infatti, Egli ci affida i beni della terra per custodirli e condividerli, senza sprecare nulla. Quel poco che abbiamo, come cinque pani e due pesci, può compiere prodigi.