sabato 27 gennaio 2018

Autorevolezza

4a domenica del TO - anno B

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi (Mc 1, 21).

La fede cristiana non è una dottrina da imparare e trasmettere. Essa è un'esperienza di incontro con Gesù da condividere nella gioia. Perciò, non serve sapere tante cose ma vivere in amicizia fidandosi di Dio. Penso a tante persone che quotidianamente incontro. Anzitutto a chi non ha avuto la possibilità di studiare o di seguire chissà quali studi biblici. Eppure trasmettono una fede solida come la roccia.

Nei loro gesti, nelle parole, in piccole attenzioni, percepisco il calore di una fede accolta. E' la saggezza del quotidiano che vive di concretezza. In particolare quando visito le famiglie, vengo sempre accolto come uno di casa. Soprattutto è riconosciuto il mio ruolo di sacerdote. Non si chiude mai la porta a Dio, mi dice sempre una signora che riceve la Comunione.

Puoi leggere tutti i libri del mondo, viaggiare in lungo e per largo, avere titoli ed onori ma se ti manca la serenità interiore, la voglia di vivere, serve a poco. Lo stesso io, quando predico cerco di lasciarmi coinvolgere per primo dalla Parola. Ed è questo che devo trasmettere. Spesso, infatti, preferisco non parlare. Lascio che sia il silenzio a dare sacralità alla grandezza della Parola proclamata.

Altre volte, quando proprio sono costretto, riassumo quanto altri dicono. E mi accorgo di essere arido. Per fortuna lo Spirito agisce pure quando sono tiepido. Quell'autorevolezza di Gesù nella sinagoga di Cafarnao è un forte esempio di una Parola incarnata nella vita. Ma Lui è la Parola ed in ogni momento deve essere il punto di riferimento della nostra fede; perché Lui può trasformare sul serio la vita.

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