martedì 27 febbraio 2018

La Parola


 Dalla nube luminosa si udì la voce del Padre:
"Questi è il mio Figlio, l'amato: ascoltatelo!" (Cfr. Mc 9,7)
 
La Parola si realizza in Cristo. Con l’illuminazione dello Spirito può incarnarsi anche nella nostra vita. Se l’accogliamo qual essa è: Parola di Dio, e gli dedichiamo spazi nelle nostre giornate, ci libera dalle catene del peccato, dalla prigionia dell’egoismo, dalla cecità spirituale. Ci orienta in un cammino di condivisione per il bene del corpo di Cristo che è la nostra comunità. Fortifica la nostra fede ragionevole e la fa brillare come astro nelle tenebre del mondo.

sabato 24 febbraio 2018

Il monte

2a domenica di quaresima - anno B

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche (Mc 9, 2).

Quando è bel tempo, spesso prendo la bici e vado in giro per l'Irpinia. Strade difficili, perché prevedono molte salite. Ma è bello percorrerle d'estate in mezzo al verde. Respiri aria pura e ti inebri di tranquillità, soprattutto in montagna. In quel caso, la fatica è compensata da suggestivi panorami.

Mi fermo a contemplare le vallate o al fresco di qualche albero. Il silenzio mi invita a dialogare con me stesso. Lo stesso il fruscio degli alberi o il cinguettio degli uccelli. Tutto favorisce la concentrazione. Nessun rumore che distragga. Eh sì, mi trasfiguro. Così mi porto a casa una grande pace ed una lode profonda a Dio per quello che dona.

Penso al monte della trasfigurazione e percepisco il perché Gesù abbia portato Pietro, Giacomo e Giovanni proprio in quel luogo. Solamente lì potevano vederlo trasfigurato, trasformato nel suo vero volto. Nel clamore della vallata avrebbero continuato a considerarlo un grande re combattente o un valoroso taumaturgo.

Lì, in alto, invece, Gesù si presenta come il messia che deve morire per risorgere. Deve passare attraverso la sofferenza ed il dolore della condanna per mostrare pienamente la sua divinità. Una forza che trascina e trasforma; che parte dal profondo del cuore. Esso è il luogo dove accogliere il suo amore, quello che veramente può trasfigurare la nostra vita.

martedì 20 febbraio 2018

Quaresima

 Acclamazione al Vangelo

Non di solo pane vivrà l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
 
 
Le tentazioni nel deserto di Gesù richiamano fortemente il nostro cammino cristiano. Quaranta gli anni dell'esodo ebraico, quaranta i giorni di Gesù nel deserto, quaranta i giorni della Quaresima; il tutto indica un cammino completo di penitenza per raggiungere la trasformazione interiore della Pasqua. 

Ogni giorno le prove ci dovrebbero ricordare l'essenziale della vita: l'incontro con il Dio di Gesù Cristo. Egli non si piega alla bramosia terrena ma emana sempre l'essenza del suo amore. Il deserto e la prova ci dispongono ad accoglierlo nel discernimento e nella preghiera orientati alla carità.

martedì 13 febbraio 2018

Flusso d'amore

 

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.

Salmo 50

 

 

Lo Spirito è vita. Egli può rinnovare i cuori donandogli vita. La vita è un battito continuo di amore. Un flusso divino che scioglie i legami delle ristrettezze umane.

sabato 10 febbraio 2018

Fuori gioco

6a domenica del TO - anno B

Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!».
(Mc 1, 40)

Il freddo pungente di questa sera mi ricorda i rigidi inverni degli anni ottanta. Eravamo nei prefabbricati del post terremoto irpino. Mio padre aveva ricavato un piccolo locale dove noi ragazzi ci riunivamo al caldo. Lì ci intrattenevamo con i giochi da tavolo. Quello più gettonato era il Monopoli. Vinceva chi era capace di investire comprando le case o gli alberghi degli altri in difficoltà.

Un mio amico era bravissimo, vinceva sempre. Io ogni tanto tentavo di costruire qualche albergo ma, la sfortuna me lo faceva subito perdere. Quell'apice del successo mi portava avventatamente a fare di più di quello che potevo. Alla fine ero fuori gioco. D'altronde questo è il rischio. Non bisogna mai fare passi più grandi della manica. Un detto che da allora ho fatto mio.

Infatti, continuo ad usare molta prudenza quando non sono sicuro. A volte eccessiva. Gli sbagli si pagano, in un modo o nell'altro. Confrontandomi con il vangelo, però, scopro qualcosa di più. Anche se nella vita rischi di perdere tutto, per Dio continui ad avere un grande valore. Egli ti riconosce sempre come figlio amato, continua a fidarsi di te, soprattutto quando il peccato ti distrugge.

I gesti di Gesù verso il lebbroso di questa domenica lo conferma. Una persona affetta da questa malattia era fuori dal mondo degli uomini e da quello di Dio. Non aveva più nessuna speranza. Il nazareno dice altro. Lo abbraccia, lo accoglie e lo purifica. Che grande gioia! Allora posso perdere, sbagliare, sprofondare nel peccato; ma se voglio ricominciare ho una possibilità di rivivere. Grazie Gesù!

martedì 6 febbraio 2018

Nella notte


Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Salmo 145


Nella notte quasi mi smarrisco. Inebriato di ricordi e sensazioni, rivivo il passato e penso al domani. Vorrei che tutto fosse liscio e limpido. Ma non è così. Tuttavia nel marasma trovo sempre quall’ancora di salvezza che è l’amicizia. Essa vince la solitudine ed apre alla condivisione di piccoli attimi vissuti. Non tante parole, ma umili espressioni del comune vivere. In questo vedo quella mano di Dio che protegge, rialza e dona vista per proseguire il cammino.

sabato 3 febbraio 2018

Balbettii

5a domenica del TO - anno B

La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva (Mc 1, 30)

Quando ti imbatti nella morte, ti scontri profondamente con la fede. Non ci sono parole che possono giustificare la fine di una vita. Dall'alba al tramonto l'intera giornata di un'esistenza giunge prima o poi al declino. Il giorno può essere più o meno lungo, ma la tenebra della notte giunge inevitabilmente.

Il giorno può essere anche uggioso, caratterizzato dalle varie tonalità del grigiore. Penso a chi vive continuamente con la sua infermità e la relativa sofferenza. Mi consola la testimonianza di persone che vivono così. Mi raccontano il loro dramma e con esso il coraggio con cui lo affrontano. Soprattutto la luce della fede che trasmettono.

Mi sento piccolo nelle mie vacue riflessioni. Loro trasmettono una speranza che sanno accogliere più di me nella persona di Gesù. Lo pregano e lo sentono vicino. Sperimentano quella luce che va oltre la notte più oscura. Sono loro che mi confortano. Perché vivono l'esperienza del Risorto.

Gesù cura ogni infermità, accoglie i malati e li guarisce. Questo ci dice il Vangelo. Ed io penso proprio a queste persone interiormente guarite, pur nella loro malattia. Ogni giorno tendono la mano a Cristo per farsi risollevare. Quello che dovrei fare anch'io. Così quei balbettii che spesso mi funestano possono essere trasformati in Parole che superano ogni morte.