sabato 10 febbraio 2018

Fuori gioco

6a domenica del TO - anno B

Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!».
(Mc 1, 40)

Il freddo pungente di questa sera mi ricorda i rigidi inverni degli anni ottanta. Eravamo nei prefabbricati del post terremoto irpino. Mio padre aveva ricavato un piccolo locale dove noi ragazzi ci riunivamo al caldo. Lì ci intrattenevamo con i giochi da tavolo. Quello più gettonato era il Monopoli. Vinceva chi era capace di investire comprando le case o gli alberghi degli altri in difficoltà.

Un mio amico era bravissimo, vinceva sempre. Io ogni tanto tentavo di costruire qualche albergo ma, la sfortuna me lo faceva subito perdere. Quell'apice del successo mi portava avventatamente a fare di più di quello che potevo. Alla fine ero fuori gioco. D'altronde questo è il rischio. Non bisogna mai fare passi più grandi della manica. Un detto che da allora ho fatto mio.

Infatti, continuo ad usare molta prudenza quando non sono sicuro. A volte eccessiva. Gli sbagli si pagano, in un modo o nell'altro. Confrontandomi con il vangelo, però, scopro qualcosa di più. Anche se nella vita rischi di perdere tutto, per Dio continui ad avere un grande valore. Egli ti riconosce sempre come figlio amato, continua a fidarsi di te, soprattutto quando il peccato ti distrugge.

I gesti di Gesù verso il lebbroso di questa domenica lo conferma. Una persona affetta da questa malattia era fuori dal mondo degli uomini e da quello di Dio. Non aveva più nessuna speranza. Il nazareno dice altro. Lo abbraccia, lo accoglie e lo purifica. Che grande gioia! Allora posso perdere, sbagliare, sprofondare nel peccato; ma se voglio ricominciare ho una possibilità di rivivere. Grazie Gesù!

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