sabato 3 marzo 2018

La corsa

3a domenica di quaresima - anno B

Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito; chiunque crede in lui ha la vita eterna. (Gv 3,16)

Da ragazzo all'oratorio estivo, tra i vari giochi, mi piaceva molto la corsa ad ostacoli. In minor tempo possibile dovevi partire ed arrivare alla meta, superando varie difficoltà. Come la corsa a zig zag, il passare sotto un tavolo, saltare un muretto, e così via. Gli animatori delle squadre erano ai lati per incoraggiare. Se sbagliavi qualcosa o ricominciavi d'accapo o avevi delle penalità sul tempo. Il migliore vinceva.

Tutto dipendeva dalla bravura e dall'agilità. Infatti, i più allenati erano quelli che raggiungevano il miglior tempo. L'allenamento ha a che fare anche con la vita spirituale. Lo stesso san Paolo paragona il cammino del fedele ad una corsa per raggiungere il premio: la vita eterna. Però, si tratta di un'efficienza diversa. In questo caso il migliore è chi si abbandona a Cristo e si lascia trasformare da Lui.

Nel vangelo di questa domenica si fa riferimento al Tempio di Gerusalemme. In esso vi erano delle barriere che impedivano ad alcuni di oltrepassare la linea per avvicinarsi a Dio. Tra gli esclusi vi erano gli impuri, ritenuti tali per i peccati commessi, come storpi, ciechi e zoppi. Tuttavia, Gesù è proprio a questi ultimi che rivolge la sua chiamata. La corsa è per loro. Il nazareno vuole dargli una possibilità, quella che sembrano non avere.

Tutti possono correre uniti a Cristo. Per questo Egli è il vero Tempio dove rendere culto a Dio. Non un edificio di pietre e barriere, ma una grande famiglia che offre al Padre il sacrificio di lode. Questa la meta per il credente: aprirsi ad un Dio che è Padre e che accoglie tutti in un manto di luce. Sarà esso a farci riconoscere le zone d'ombra del peccato, quelle che deturpano. Ed una volta riconosciuto l'ostacolo, la misericordia di Dio lo elimina ed il cammino è più spedito.

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