domenica 29 aprile 2018

L'Agricoltore

5a domenica di Pasqua - anno B
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto (Gv 15, 1).

La natura si risveglia. La primavera regala piante che fioriscono e giornate più verdi e luminose. Il panorama si trasforma in tutta la sua bellezza. Mi piace contemplare il tripudio di colori che punteggia i campi. Percepisco un'armonia che apre l'animo. Elevo lo sguardo verso il cielo e dal cuore sgorga una preghiera di ringraziamento.

Tutto questo Dio lo fa per noi. Come un agricoltore, egli cura la nostra vita e vuole che fiorisca. Infatti, in questa domenica, Gesù presenta il Padre proprio come l'agricoltore della grande vigna dell'umanità. In essa la pianta della vite è Gesù stesso. Egli dona la linfa dell'Amore a noi suoi tralci. Accogliendola possiamo portare uva matura, dalla quale ottenere un buon vino per gioire.

Quando in noi qualche tralcio ha bisogno di essere potato, ecco la Parola. Essa è quell'arnese appuntito che può arrivare dritto al cuore e potare i rami infruttuosi. Ciò che è frutto del nostro amor proprio può essere eliminato. Così i rami buoni possono rafforzarsi per portare uva matura. La provvidenza di Dio è davvero meravigliosa.

Essa desidera coinvolgere la nostra vita portandola nella vigna di Dio. Il vino che se ne ricava è il segno della grande festa nuziale che celebriamo ogni domenica. E' un'alleanza tra noi battezzati e Cristo stesso. Allora il risveglio della primavera è un anticipo dell'alba senza tramonto che godremo nell'eternità.

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