domenica 27 maggio 2018

Meraviglie

Solennità della SS.ma Trinità - anno B
 
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato (Mt 28, 16).

In questo periodo, in molte parrocchie, si celebrano le prime comunioni e le cresime. I ragazzi, in questo modo, confermano la fede battesimale: quella che li immerge nell'amore trinitario di Dio. Però, questi momenti risultano essere per molti un punto di concedo. Come se fossero stati costretti a seguire un percorso per fare ciò che si deve fare. Poi basta, si è liberi. Soprattutto dopo la confermazione.

Inoltre, molti si ricordano di questo sacramento per il matrimonio o quando qualcuno gli chiede di fare da padrino o madrina. E' lo specchio di una fede scolastica e schematica dove al primo posto c'è il dovere, non la gioia di camminare con la comunità per incontrare il Risorto. D'altronde, più o meno, è stato per tutti così. Pure io ho celebrato questi sacramenti perché era arrivata "l'età giusta".

Col tempo ne ho capito l'importanza e mi sono orientato verso una fede più consapevole. Soprattutto, quando mi sono inserito in un cammino o, almeno, ne ho preso coscienza. Uso spesso, infatti, l'analogia del cammino in salita per descrivere e testimoniare il mio essere cristiano, come scalare una montagna. La fatica è compensata dalla meraviglia dell'ampio panorama che riesci a vedere sulla vetta.

Soprattutto quello che veramente rimane, è il sostegno di chi aiuta a rialzarti quando cadi: da solo non arriveresti mai in cima! Per questo la nostra è fede comunitaria. Perché proprio attraverso i compagni di viaggio incontri l'amore trinitario. La premura di Dio arriva così nella tua storia e la migliora, dandogli un senso ed un orientamento.

giovedì 17 maggio 2018

La gioia del dono


Colletta

Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre,
per il mistero che celebra in questa liturgia di lode,
poiché nel tuo Figlio asceso al cielo
la nostra umanità è innalzata accanto a te,
e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza
di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria.

 


Gesù ascende al cielo con canti di gioia. Siamo noi a rallegrarci. Egli torna alla casa del Padre ma non ci lascia soli. Anzitutto abbiamo la memoria della sua morte-resurrezione. Poi lo Spirito. Questi porta nella nostra storia l’evento salvifico di Cristo. La Parola così sprona sempre a cambiare mentalità.

La nostra mente, il nostro cuore ed il nostro spirito si aprono continuamente al nuovo. Siamo rinnovati nel nostro intimo. Sperimentiamo l’indicibile gioia del donare. In questo la nostra testimonianza. E’ bello credere che tutto si rinnova in forza dello Spirito.

La nostra vita, piccola goccia di infinito, torna continuamente a chi ce l’ha donata. Non abbiamo paura delle tenebre perché nella nostra città c’è la luce di Cristo che splende ed arde di misericordia. In noi, con noi, per il mondo.

domenica 13 maggio 2018

Latte spirituale

Ascensione del Signore - anno B

Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano (Mc 16, 20).

In Irpinia c'è la tradizione di preparare pasta con il latte il giorno dell'Ascensione. Mia zia, che abitava in campagna, ne cucinava in grandi quantità e la conservava nelle zuppiere coperte con delle tovaglie, adagiate in cucina. A me piaceva soprattutto bere il latte zuccherato ed aromatizzato con la cannella. Per capire il significato di questa tradizione mi sono documentato.

Ho scoperto così che i pastori in questo giorno solenne avevano l'abitudine di donare il latte alle persone bisognose. Un po' per fede, un po' come rito di propiziazione per gli animali che producevano il latte tutto l'anno. Inoltre, il latte, essendo bianco, richiama la purezza del Cristo risorto e della veste candita del battesimo.

Anche se questo gesto si sta perdendo, è bello ricordare la sua importanza in questa domenica in cui Gesù ascende al cielo. Mi piace associarlo alla missione che Cristo stesso lascia a noi suoi discepoli: quella di annunciare la buona novella. Testimoniare, cioè, con gesti di amore, la presenza di un Dio che accoglie tutti nella sua misericordia.

In questo modo, la fede viva e vera nell'annunciare il Risorto è come donare latte spirituale che nutre l'anima. Tante sono le difficoltà da affrontare, molte le richieste di chi ha bisogno. Tuttavia, se ci mettiamo in gioco con il poco che abbiamo si può fare molto. Le opere di misericordia corporale e spirituale lo ricordano. Il latte che Dio ci dona può essere un beneficio per tutti.