domenica 29 luglio 2018

Doni da custodire



Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.
Salmo 144

Dio dona a tutti il cibo materiale e spirituale. La manna siano noi che crediamo nel suo disegno di salvezza. Infatti, Egli ci affida i beni della terra per custodirli e condividerli, senza sprecare nulla. Quel poco che abbiamo, come cinque pani e due pesci, può compiere prodigi.

domenica 22 luglio 2018

Diario

16a domenica del TO - anno B 
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». (Mc 6, 30)

Quando sono stato in Terra Santa, diversi anni fa, la guida invitava a tenere un diario per annotare riflessioni ed emozioni. In tal modo ancora oggi posso rivivere quegli intensi momenti. Così, durante la giornata o la sera, mi fermavo in disparte per scrivere. Le sensazioni erano forti, soprattutto nell'associare i luoghi ad episodi del vangelo.

Nella composizione del luogo, immaginavo di essere lì ad osservare. Come quando Pietro conferma la fede sul lago di Tiberiade. Sento vivo il tocco di quel masso presente nel posto. O sulla via del calvario: attraverso le stazioni ero al fianco di Gesù nelle sue ultime ore di passione. Poi, nell'orto degli ulivi.

Lì c'è un eremo dove abbiamo passato due notti. Ricordo l'adorazione lì vissuta in cui mi sono sentito monto vicino a Cristo che suda sangue. Ed il Sepolcro, in quel tempo ancora con i picchetti ed annerito. Un entrare ed un uscire come senso di rinascita interiore. Sono ricordi vivi, impressi nella memoria e nel cuore.

Ecco l'importanza dell'invito che oggi Gesù rivolge agli apostoli: venite in disparte e riposatevi un po'. E' necessario, infatti, trovare dei momenti in cui vivere un dialogo profondo con se stessi e con Dio. Ritagli di tempo dove predomina il silenzio per far venir fuori la parte più vera di noi stessi, quella che da valore a tutto.

domenica 15 luglio 2018

Il bastone

15a domenica del TO - anno B

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient'altro che un bastone (Mc 6, 7).

Il pellegrino porta sempre un bastone. Lo sostiene nel cammino e lo protegge dalle insidie. Quando percorro sentieri tortuosi anch'io lo uso. E' un appoggio sicuro che sostiene quando inciampi. Un aiuto per liberare la via da spine, piccoli rami o erbacce. Il solo averlo dà sicurezza. Soprattutto nelle discese, quando è un utile freno che evita lo scivolare.

Trovarlo non è difficile: basta un solido ramo abbandonato. Rivedendo il mio cammino di fede, quest' oggetto mi ricorda le persone che mi hanno supportato nelle difficoltà. Ho rischiato tante volte di cadere e di farmi male. Solidi rami, cui mi sono aggrappato, mi hanno permesso di continuare il sentiero. Tenaci prese hanno tenuto il mio divagare impedendomi di farmi male.

Gesti luminosi carichi di misericordia mi hanno incoraggiato. Spesso sono caduto e le ferite procuratemi sono state curate da bastoni fissi, che hanno sostenuto le fratture. Di certo da solo non avrei sperimentato questa premura. Sarei morto spiritualmente. Con tanti compagni, invece, ho toccato una fede diversa.

Non solamente quella di un'ascesi interiore, ma un credo che cresce nella condivisione. Molto concreto. Probabilmente più impegnativo, sicuramente più ricco e carico di gioia. Sì, perché spesso i bastoni tra le ruote possono rallentare, ma ti invitano a ritmi più lenti. Lì puoi assaporare meglio quello che c'è attorno, soprattutto ti accorgi che puoi essere anche tu un bastone per gli altri.

sabato 7 luglio 2018

Pregiudizi

14a domenica del TO - anno B

Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. (Mc 6, 1-4)

Quando conosci da tempo una persona sai vita, morte e miracoli, come si suol dire: si tende ad enfatizzarne i difetti e facilmente si punta il dito. Invece, una persona conosciuta da poco si apprezza subito, perché è facile notare il suo carisma. Fa colpo. Per questo motivo, noi che viviamo nel quotidiano la nostra fede siamo bersagliati da più critiche.

Soprattutto è rilevata la nostra incoerenza. Molti, infatti, dicono di non frequentare la chiesa perché ci sono io come parroco o per la presenza di alcune persone. Insomma si pretende una perfezione impeccabile. Con questo non voglio giustificare scandali o scelte sbagliate. Sottolineo solamente che si cresce camminando insieme, nei pregi e nei difetti.

La forza della testimonianza viene, infatti, da una Parola accolta nel discernimento. E' essa stessa che illumina il cammino, lasciando intravedere le zone d'ombra; facendo, così, rifulgere lo splendore del Vangelo. D'altronde, è Dio che sceglie la debolezza per far emergere la forza della sua grazia. Purché si creda che effettivamente la buona novella sia una valida proposta di vita.

Penso a Gesù che è rifiutato nel suo paese natale: i suoi connazionali non vedono in Lui la Parola che si fa vita. Lo giudicano per le sue umili origini e secondo loro non è degno di essere il Messia. Lo mettono da parte, lasciandosi condizionare dai loro pregiudizi: si aspettavano ben altro. E' il rischio che corriamo anche noi!

domenica 1 luglio 2018

Toccare


13a domenica del TO - anno B

Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. (Mc 5, 25-27)

Può essere utile toccare un oggetto e descriverne le sensazioni. Se tocco una pietra, per esempio, la prima cosa che provo è freddezza. Poi, se è liscia, mi avviluppa un brivido di freschezza. Quest'ultima mi richiama il fiume, ed allora mi sento bagnato ed immerso nell'acqua. Quante emozioni che si racchiudono in noi!

Diverso però è toccare una persona. In questo caso è necessario conoscerla e vivere insieme delle emozioni. Condividendole esci dal tuo mondo ed entri in un orizzonte diverso, fatto di momenti che si costruiscono in una storia di amicizia. Comprendi te stesso capendo l'altro che cammina con te. Si crea così un modo di relazioni, quelle che viviamo ogni giorno.

In questa situazione, leggo il gesto della donna emorroissa che tocca Gesù per essere guarita. Lei vuole conoscere il Figlio di Dio e ricevere in dono la vita eterna. Questa persona, a causa della sua malattia, era considerata impura, lontana da Dio. Cristo non ha paura di essere toccato da lei. Egli è venuto proprio per guarirci dai nostri peccati ed regalarci la vita eterna.

Per molto tempo ha avuto paura di toccare Gesù ed avvicinarmi a Lui. Credevo di non meritarlo. Da quando ho avuto il coraggio di toccarlo sul serio, allora le cose sono cambiate. Rimango un peccatore, ma c'è sempre Lui che mi accoglie invitandomi ad avere fede.