domenica 30 settembre 2018

Scelte mature

26 domenica del TO - anno B 

La tua parola, Signore, è verità; consacraci nella verità. (Cfr. Gv 17,17b.a)

Quando ti dicono quello che pensano, puoi rimanerci male. Anch'io, in questi casi, mi sento ferito ed offeso. Soprattutto quando prevale aggressività, senza mezzi termini. In un secondo momento, però, apprezzo la sincerità. Indipendentemente se hanno ragione o meno, hanno il coraggio di dire apertamente quello che pensano.

Infatti, penso che questo sia l'unico modo per crescere insieme, quando c'è un buon rapporto di amicizia o di collaborazione. E' la pedagogia che usa Gesù. Nonostante l'incomprensione dei discepoli, egli continua ad esporre il suo programma di vita con chiarezza. In questa domenica è ancora più radicale nel proporre alcuni tagli netti.

La parola chiave è tagliare. Ciò che non serve per far crescere la parte migliore di te, è da gettare nel fuoco. La potatura fa male, però permette alla pianta di crescere e portare frutti. Così anche per la nostra vita. Fare scelte nette e dolorose è il presupposto per acquisire sicurezze e maturare.

Quindi, se alla luce della Parola notiamo in noi delle tendenze negative, allora dobbiamo permettere alla misericordia di Dio di tranciarle. E questo avviene con l'aiuto di persone di fiducia con le quali parlare e confrontarsi. In tal modo, la Parola s'incarna nella storia e diviene stile di vita.

domenica 23 settembre 2018

Consegna


25a domenica del TO - anno B

Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti (Mc 9, 35)


Fidarsi di una persona è consegnarsi. E' difficile farlo per mille motivi. Soprattutto per paura di essere traditi. La sofferenza che ne deriva potrebbe essere insopportabile. In particolare per chi ha già delle ferite e vive di rimorsi. Per questo non è semplice. Pure io l'ho sperimentato varie volte. Tuttavia, in vari modi, la fiducia fa parte del nostro vivere quotidiano.

A vari livelli, infatti, dipendiamo dagli altri e ci affidiamo alla loro esperienza. Quando si parla di cuore, però, è qualcosa di molto più profondo. Ricordo il giorno in cui mi sono consacrato a Dio. Lì' mi sono consegnato a Lui ed al suo disegno di salvezza. E' una consegna reciproca che cerco di vivere ogni giorno nel servizio.

Come quando ci si sposa: due cuori una capanna. Tuttavia, nonostante la nostra infedeltà, Dio rimane fedele. Non abbandona e continua a cercarti. Questa pazienza la notiamo anche nel vangelo di questa domenica. Gesù, ancora una volta, annuncia la sua consegna agli uomini per essere ucciso e poi risorgere. I discepoli, invece, cercano il primo posto, la grandezza mondana.

Nel regno di Dio, continua il nazareno, gli ultimi saranno i primi ed i più grandi sono quelli che servono. Fidarsi di Lui è credere a questa parola ed accoglierla. E' un cammino difficile. Ma se Lui è la guida e la forza del cammino, non è impossibile. Con il suo esempio Cristo ci precede, con la sua presenza continua a consegnarsi alla nostra fiducia.

domenica 16 settembre 2018

Tristezza e angoscia


Mi stringevano funi di morte, 
ero preso nei lacci degli inferi,
ero preso da tristezza e angoscia.
Allora ho invocato il nome del Signore:
«Ti prego, liberami, Signore». 
Salmo 114 

Quando si passa nella fossa della tristezza e dell’angoscia si assapora il nulla. Ti trovi come in una tomba; desideri la morte. Non c’è più n senso o una luce che indichi una direzione. Un peso enorme ti sovrasta; ogni pensiero un fiume in piena.

Vorresti mettere degli argini; l’inondazione travolge. Allora alzi una mano in invocazione. Il tuo grido di dolore esce acuto in direzione del cielo. Tu che pensavi di farcela da solo, avverti il calore di una mano che ti stringe.

Cominci ad uscire dalla palude, a vedere un panorama più ampio. Dove non è più la solitudine l’arma di battaglia, ma l’armonia di volti raggianti. In quel frangente senti dentro di te una consolazione nuova e delicata che ti accarezza.

Il cielo verso cui tendevi assume il volto di un Padre premuroso che, in tanti modi, ha cura di te. Probabilmente era anche nel baratro. Ora che la luce invade gli abissi, la tua consapevolezza è preghiera di lode e testimonianza di salvezza.

domenica 9 settembre 2018

Vedere


23a domenica del TO - anno B
Gesù annunciava il vangelo del Regno e guariva ogni sorta di infermità nel popolo. (Cfr. Mt 4,23)

I bambini hanno bisogno di essere guidati nel cammino della vita. Dai primi balbettii ai primi passi. I genitori danno il meglio per loro, cercando di crescerli nel miglior modo possibile. Anche il cammino di fede ha delle guide. Persone che aiutano ad incontrare Gesù per ascoltare la sua Parola. Trasmettendo soprattutto esperienza.

Infatti, la testimonianza vale più di molte parole da manuale. A tal proposito devo dire che il mio vissuto di fede si arricchisce proprio quando incontro persone innamorare del Vangelo, che rifulge dal loro stile di vita. Sono tanti gli angeli che sostengono la mia fede vacillante. Mi rivedo, così, nel sordo muto del vangelo di questa domenica.

Sono i suoi amici a portarlo da Gesù; grazie a loro ha la possibilità di incontrarlo e di essere guarito. Penso in questo momento soprattutto alla mia guida spirituale che mi ha incoraggiato nella ricerca di Dio. Con grande pazienza, nel tempo mi ha aiutato a vedere la misericordia del Signore nella mia storia ed a poterla proclamare.

Quello che oggi annuncio con fermezza è frutto di questo lungo cammino di rinnovamento interiore. Ci ho messo tempo per avere questa vista. Devo fare attenzione affinché non si appanni, purificandola con la forza d'amore che scaturisce dalla Parola. Altrimenti correrei il rischio di predicare la mia immagine di Dio, non quella di cui parla Gesù.

domenica 2 settembre 2018

Preghiera della vita

22a domenica del TO -  anno B
 Per sua volontà il Padre ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature. (Gc 1,18)

Per molto tempo ho creduto che la preghiera fosse un insieme di formule da recitare. O un tempo specifico da dedicare a Dio nel corso della giornata. Se non rispettavo queste cose, era come se non pregassi e mi sentivo  in colpa.

E’ bello invece vedere la preghiera come una presenza costante di Dio nella tua vita. In questo modo tutto quello che fai è preghiera se la offri a Dio. Sono necessari momenti particolari di preghiera, ma solo per aiutarti ad entrare ancora di più in tale dimensione.

Allora, anche la fantasia diventa un luogo di incontro del Signore. Lui è lì a fantasticare con te. A pensare cose assurde, come momenti di ipotetica gloria dove credi di essere qualcuno. O quando rievochi momenti del passato; o quando l’ispirazione guida in mondi fantastici.

E' lo Spirito che sintonizza con la vita divina. Egli suscita gemiti inesprimibili che Dio ascolta e comprende; seppur gemiti di dolore che esprimono l’abbandono. Pure il dolore e la sofferenza, infatti, diventano sacri momenti di offerta a Dio.

Tutta la vita è un grande inno di lode. Ringraziamento, supplica, angoscia…tutto è con Dio e per Dio. I gesti banali possono diventare la più bella e gradita preghiera a Dio. Nella nostra spontaneità possiamo essere grandi oratori. E’ la nostra stessa vita che parla.