domenica 28 ottobre 2018

Sguardo acuto

30a domenica del TO -  anno B

Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada. (Mc 10, 52)

Da studente, ad un certo punto, nell'aula scolastica non riuscivo più a leggere alla lavagna. Vedevo tutto annebbiato e mi veniva mal di testa. Così andai dall'oculista e mi diagnosticò un aumento della miopia. Cambiai gli occhiali e distinguevo di nuovo lettere e sagome, da lontano.

Pure oggi se tolgo gli occhiali, vedo annebbiato e non riesco a distinguere. Rischio di prendere delle sviste. Questo mi fa riflettere sulla vita spirituale. Lo stesso lì, se mi lascio guidare dall'impulso del momento, arrivo a conclusioni affrettate. Ho bisogno degli occhiali della Parola per vedere bene e con serenità.

Già, anche la vista spirituale ha bisogno di essere curata. Ed il medico è Cristo, con la luce della sua Resurrezione. Essa dissolve le tenebre del cuore, quelle che impediscono di avere uno sguardo acuto e penetrante. Questa luce consente di vedere Dio nei duri momenti della prova e della sofferenza.

domenica 21 ottobre 2018

Vita piena

29a domenica del TO - anno B

Il Figlio dell'uomo è venuto per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. (Cfr. Mc 10,45)

Un mio amico, parlando della sua vita coniugale, mi ha detto che è felicemente sposato da quarantasei anni. Ha continuato affermando che non è stato semplice, ma che lo rifarebbe. La bellezza del suo matrimonio supera tutte le difficoltà incontrate. Questa testimonianza mi fa pensare alla croce da prendere ogni giorno per essere cristiani.

La regalità della nostra fede, infatti, si esprime nel servizio. Il che significa rinunciare a se stessi per costruire qualcosa con gli altri. Affrontare i problemi, chiamarli per nome, assumersi delle responsabilità. Per amore. Se si ama sul serio, si è felici quando l'altro si realizza. Questo vale in qualsiasi scelta di vita.

Durante i mie anni di formazione in seminario, spesso i superiori sottolineavano che quando si dice che tutto va bene, allora qualcosa non va. Questo soprattutto nei confronti comunitari, dove eravamo invitati a correggerci a vicenda per crescere insieme. Era difficile poterlo fare con sincerità, perché si aveva sempre paura di non essere capiti.

Tuttavia la sfida per costruire il regno di Dio è proprio questa. Non si tratta di pretendere primi posti per onore o per comandare. Ma di essere servi di tutti nello spirito del Risorto. Egli, come Figlio di Dio, poteva benissimo imporsi e farsi rispettare con la forza del potere. Invece, ha scelto la via dell'umiltà, come unico sentiero che porta nella vita piena.

domenica 14 ottobre 2018

Spontaneità


Ecco, Dio è il mio aiuto, 
il Signore sostiene la mia vita. 
Ti offrirò un sacrificio spontaneo, 
loderò il tuo nome, Signore, perché è buono
Salmo 53
Le lodi spontanee sono quelle che vengono dal profondo. Come sorgente d’acqua sgorgano dal cuore e irrigano l’anima. Che a sua volta offre a Dio le meraviglie che nasconde e riconosce come dono.

domenica 7 ottobre 2018

Sacrifici

27a domenica del TO - anno B

Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. (1Gv 4,12)


I sacrifici trovano senso pieno quando si fanno principalmente per il bene degli altri. Rendere felice la persona che si ama è lo scopo della rinuncia. Molti sono i gesti che esprimono questo. Spesso silenziosi e nascosti. Invisibili ma efficaci, perché mirano al vero bene. Le persone che li fanno non vogliono nulla in cambio. Sono contente nel vedere gioire.

Sono gli stessi sentimenti che Gesù prova per noi. Quelli che lo portano a donare la vita per il bene dell'umanità. Un esempio alto, che mostra la natura di Dio: un amore che si relaziona. Per tanto tempo ho interpretato il sacrificio, la rinuncia, come un migliorare me stesso per raggiungere una certa auto perfezione. Ritenevo di essere fatto male e mi punivo.

Era un ripiegarmi su me stesso. Oggi, invece, ammirando il crocifisso non mi fermo solamente al dolore del sacrificio. Ma vedo il grande amore che il Signore ha verso di noi. Egli non ha paura di donarsi fino all'ultimo pur di vederci felici. Penso, poi, a quelle persone che, nel silenzio, ogni giorno si donano. E nel mio piccolo provo a fare lo stesso, con la Parola a guida di ogni mio passo.