domenica 28 ottobre 2018

Sguardo acuto

30a domenica del TO -  anno B

Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada. (Mc 10, 52)

Da studente, ad un certo punto, nell'aula scolastica non riuscivo più a leggere alla lavagna. Vedevo tutto annebbiato e mi veniva mal di testa. Così andai dall'oculista e mi diagnosticò un aumento della miopia. Cambiai gli occhiali e distinguevo di nuovo lettere e sagome, da lontano.

Pure oggi se tolgo gli occhiali, vedo annebbiato e non riesco a distinguere. Rischio di prendere delle sviste. Questo mi fa riflettere sulla vita spirituale. Lo stesso lì, se mi lascio guidare dall'impulso del momento, arrivo a conclusioni affrettate. Ho bisogno degli occhiali della Parola per vedere bene e con serenità.

Già, anche la vista spirituale ha bisogno di essere curata. Ed il medico è Cristo, con la luce della sua Resurrezione. Essa dissolve le tenebre del cuore, quelle che impediscono di avere uno sguardo acuto e penetrante. Questa luce consente di vedere Dio nei duri momenti della prova e della sofferenza.

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