domenica 21 ottobre 2018

Vita piena

29a domenica del TO - anno B

Il Figlio dell'uomo è venuto per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. (Cfr. Mc 10,45)

Un mio amico, parlando della sua vita coniugale, mi ha detto che è felicemente sposato da quarantasei anni. Ha continuato affermando che non è stato semplice, ma che lo rifarebbe. La bellezza del suo matrimonio supera tutte le difficoltà incontrate. Questa testimonianza mi fa pensare alla croce da prendere ogni giorno per essere cristiani.

La regalità della nostra fede, infatti, si esprime nel servizio. Il che significa rinunciare a se stessi per costruire qualcosa con gli altri. Affrontare i problemi, chiamarli per nome, assumersi delle responsabilità. Per amore. Se si ama sul serio, si è felici quando l'altro si realizza. Questo vale in qualsiasi scelta di vita.

Durante i mie anni di formazione in seminario, spesso i superiori sottolineavano che quando si dice che tutto va bene, allora qualcosa non va. Questo soprattutto nei confronti comunitari, dove eravamo invitati a correggerci a vicenda per crescere insieme. Era difficile poterlo fare con sincerità, perché si aveva sempre paura di non essere capiti.

Tuttavia la sfida per costruire il regno di Dio è proprio questa. Non si tratta di pretendere primi posti per onore o per comandare. Ma di essere servi di tutti nello spirito del Risorto. Egli, come Figlio di Dio, poteva benissimo imporsi e farsi rispettare con la forza del potere. Invece, ha scelto la via dell'umiltà, come unico sentiero che porta nella vita piena.

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