domenica 3 febbraio 2019

Un amore che non misura

4a domenica del TO (Anno C)
Lc 4, 21-30


Si fa così. Già non si può mai cambiare! Ma al primo posto, almeno per noi cristiani, non dovrebbe esserci la carità? Com’è rara nelle nostre comunità! Si è talmente assuefatti da abitudini e riti da lasciarsi condizionare dai soliti pregiudizi o chiusure mentali. Mi scontro spesso con questo modo di fare. Da oggi si cambia!

A volte anche con durezza propongo la novità di alcune scelte per dare centralità alla Parola e all’Eucaristia. Le strade che non portano a questa sorgente sono assolutamente inutili, perché non consentono l’incontro con l’amore gratuito e universale di Dio. È quello che Gesù dice ai suoi paesani.

Ma loro non vogliono un Dio così magnanime. Preferiscono un Dio nazionale e vendicativo. Quanto dovrebbe farci riflettere la loro determinazione nell’eliminare un loro concittadino. Meglio la sua morte che cambiare le tradizioni! Alla fine ci riescono. E cosa ci resta? Un amore pronto al perdono dei carnefici.

Questa la novità, che oggi è valida anche per noi. Tempo fa ero molto severo e varie cose non le tolleravo; m’imponevo alzando la voce. Una sera organizzai una cena a casa con gli amici. A un certo punto uno di loro mi contrariò ed io persi la calma; ogni tanto mi capita.

Non ci pensai due volte: mandai via tutti in malo modo. D’altronde era quello che avevo visto fare da qualcuno più grande di me. Ora mi rendo conto che è un atteggiamento sbagliato. In fondo si può sempre chiarire.

Dico questo perché a volte anche noi cristiani rischiamo di buttare Gesù dal precipizio. Non è difficile. Se ci fermiamo alla cultura, alle tradizioni, e non ci lasciamo illuminare dalla Parola del Vangelo, seguiamo altro.

Spirito Santo illuminaci, affinché sappiamo accogliere il Messia con uno sguardo d’amore: quello con il quale Dio Padre ci ha pensati sin dal seno di nostra madre. Un amore gratuito, che non misura che dovrebbe essere il paramero di ogni nostro agire.

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