domenica 24 marzo 2019

La direzione

3a domenica di quaresima - anno C

Convertitevi, dice il Signore, il regno dei cieli è vicino. (Mt 4,17)

Quando capita una sventura subito si pensa ad una punizione divina. Oppure che il Signore si sia dimenticato dell'umanità lasciandola al suo destino. Spesso anch'io lo penso, mi viene spontaneo. In questi momenti mi accorgo di quanto sia difficile la conversione, cioè vedere le cose secondo il disegno di Dio.

Nel Vangelo di questa domenica a Gesù sono presentate dai suoi discepoli proprio delle sciagure successe in quel tempo, aspettandosi una spiegazione. Anzitutto, il nazareno non le collega al peccato, come sua conseguenza. Ma richiama l'attenzione sulla necessità di convertirsi per portare frutti che rimangono in eterno.

Eh sì, la vita è breve e non deve essere sprecata. L'importante, dunque, è cambiare direzione e lasciarsi guidare dallo Spirito per mettere a frutto i suoi doni. Dio non è vendicativo e non vuole la morte del peccatore, anzi è paziente e misericordioso. Anche se continuiamo a sbagliare ed a seguire bagliori momentanei, la sua pazienza è come l'agricoltore che non taglia il fico infruttuoso, ma continua a concimarlo in attesa del frutto.

Questo mi conforta. Nonostante i miei sbagli Dio continua ad indicarmi la via della salvezza con la luce di suo Figlio. Sono sempre in tempo per cambiare direzione e far sì che i frutti della mia vita siano dolci e gustosi. Sono i frutti dello Spirito. Quelli che vengono dal concime della Parola e che rendono piena la vita e gustosa per chi la condivide con me.

domenica 17 marzo 2019

Raccogliersi

Di te dice il mio cuore: «Cercate il suo volto».
Il tuo volto io cerco, o Signore.
Non nascondermi il tuo volto. (Sal 26,8-9)
 
Trovare il momento adatto ed il luogo appropriato per raccogliersi, non è scontato. Si coniugano elementi concordi. Hai bisogno di un attimo, che ritagli nella giornata, ma anche di un angolo tuo. Quello che ti dà una goccia di infinito.

Lì ti senti a tuo agio e ritrovi le energie perse nell’anonimato frenetico della vita. Penso alla posizione fetale che a volte mi aiuta a ritrovarmi. Arrivi a sperimentare la protezione totale di quando eri nel seno di tua madre.

Proprio così vedo il raccoglimento. Cioè nel vivere l’esperienza del sentirsi protetti da Dio, come un bambino nelle braccia della madre. Questa certezza è la base della nostra fede nel Dio che ci ama personalmente.

domenica 3 marzo 2019

Un giorno in più

8a domenica del TO - anno C

Risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita. (Fil 2,15d-16a)

Il tema luce-tenebre è molto presente nel tempo natalizio. E' affascinante quel periodo per l'oscurità prolungata della giornata. Vedere Cristo che viene nella storia come luce di novità si inserisce in un adeguato contesto. Adesso in cui la luce del giorno si allunga e la primavera è alle porte, la similitudine con la novità coinvolge di più.

Mi piace, infatti, paragonare la vita alla natura che si risveglia e si prepara alla pienezza dell'estate. Pensavo questo nella bella giornata di sole che oggi mi sono goduto con una pedalata in bici. Finalmente. Dopo il freddo e la neve, un giorno tiepido da gustare. Mi sono immerso nel verde dei miei tranquilli luoghi, scegliendo stradine quasi isolate, ma ricche di vegetazione.

Mi sono riempito di aria fresca. Così nel mio contemplare ha pensato alla luce che Cristo può dare agli occhi. Quella che anzitutto permette di vedere dentro e notare diverse zone gelate che hanno bisogno di essere risvegliate. Lo sguardo del nazareno e alto, profondo e misericordioso. Consente di raggiungere le altezze per mirare grandi e bei panorami.

Lui sul serio può guidare a una vita piena, ricca di ampiezze. D'altronde Gesù parla della nostra testimonianza di cristiani come di luce che rifulge da luoghi alti per illuminare ed essere ammirata. Spesso, però, la nostra cecità, ripiegata su noi stessi, non fa scorgere questa possibilità. La trave che abbiamo dinanzi agli occhi ci rende mediocri e pessimisti.