domenica 29 settembre 2019

Identità

26a domenica del tempo ordinario - anno C

Gesù Cristo da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà. (2Cor 8,9)
 
Quando incontrai per la prima volta il rettore del seminario, una delle prime cose che mi disse fu che dovevo confezionarmi una veste talare. Un abito da usare in alcune occasioni, come la messa comunitaria del giovedì. Mi è tornato questo ricordo pensando al Vangelo di questa domenica. 

Infatti, vediamo il ricco epulone con abiti rosso porpora, segno di potenza, mentre Lazzaro senza un abito ricercato. Mi chiedo quale sia la mia identità di Cristiano. San Paolo invita ad indossare gli abiti di Cristo: mitezza, dominio di sé, magnanimità, misericordia e cosi via. 

Tutte espressioni della veste bianca battesimale. Seguendo l'esempio di Gesù, il suo stile di vita è la casa in cui vivo. Cioè, l'abito che porto. Direi, allora, che anzitutto mi occorre una grande umiltà. Una virtù che rende poveri per farsi arricchire da Dio.

Ancora, l'apostolo delle genti afferma che Cristo non ha ritenuto un tesoro geloso la sua divinità, ma ha spogliato se stesso assumendo la natura umana, tranne il peccato. Una grande scelta di umiltà da fare mia, soprattutto quando sono tentato di seguire l'orgoglio di mettere altre cose al posto di Dio.

giovedì 26 settembre 2019

Festa patronale


Le strade si tinteggiano 
di armonia, con luci,
suoni, spari e
gente gioiosa.
La memoria richiama 
la ricchezza di un
fiorente passato
ricco di emozioni.
Si rivedono amici
lontani; saluti 
rinsaldano vecchi legami.
Si respira quell'aria di festa 
che dal Santo ripercorre 
luoghi battuti ed insaporiti 
da fede vissuta.

domenica 8 settembre 2019

Come una madre




Io sono tranquillo e sereno
come bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è l’anima mia
salmo 130

Qualunque cosa accada mi sento sicuro perchè il Signore è vicino a me. Mi guida e mi coccola come una madre. Mi culla con tante meraviglie della natura. Con tante persone che camminano con me e mi sostengono con premura.