domenica 2 febbraio 2020

Presentazione

Presentazione del Signore

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore (Lc 2, 22).


La presentazione di Gesù al tempio mi ricorda il giorno del mio battesimo. Come il Bambino è presentato a Dio affinché si compia la sua volontà, così io quel giorno sono stato affidato ai suoi progetti. Però, quando ho cominciato a dire che volevo diventare sacerdote, quasi tutti mi hanno contrastato. Certo, è stato utile per il mio discernimento, soprattutto nella sua fase matura.

Tuttavia, molti hanno cercato di distogliermi, come quando ti innamori della persona sbagliata. Ma alla fine il cuore ha sempre la meglio, o sei destinato ad una vita infelice. Credo, infatti, che seguire la volontà di Dio sia proprio realizzare in pieno la vita. Te ne accorgi quando una persona è infelice perché è triste, anche se ha tutto.

Certo, capire quello che Dio vuole non è semplice. Perché molte sono le aspettative dei genitori o dei parenti, degli amici. Ognuno cerca di inquadrarti e di orientare il tuo vivere, pensando al tuo bene e a quello della famiglia. In passato quasi tutti i matrimoni e le scelte religiose erano combinati proprio per questo.

Ma quando presenti una creatura a Dio la affidi a Lui, non ne sei il padrone. Lo dico sempre ai genitori che chiedono il battesimo per i figli. Fidarsi di Dio Padre è seguire le sue vie, che non sono le nostre. D'altronde per Maria e Giuseppe è stato così. Non è stato semplice per loro percorrere quella strada che ha portato il figlio alla morte in croce per il bene dell'umanità.

domenica 19 gennaio 2020

Il Battesimo nello Spirito

2a domenica del tempo ordinario - anno A 
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui». (Gv 1, 32)

Nella chiesa madre della mia parrocchia, c'era un mosaico vicino al battistero, sulla destra entrando. Esso rappresentava il battesimo di Gesù al fiume Giordano. Ogni volta che andavo in chiesa mi fermavo a contemplarlo. In particolare mi colpivano: il volto umile di Cristo, la conchiglia con la quale Giovanni lo battezzava e la colomba raggiante di luce.

Un ricordo che emerge in queste domeniche dove siamo invitati a meditare su questo episodio narrato dai vangeli. La missione di Gesù inizia proprio mostrando il suo volto umile e disposto ad assumere la nostra condizione umana totalmente, eccetto il peccato. Per questo, vedendo questo volto nel mosaico, mi sentivo confortato ed accolto nella mia fragilità, nonché sostenuto nel cammino di fede.

La conchiglia, poi, mi riportava al giorno del mio battesimo. Non mi ricordavo la data. Così ho chiesto a i miei genitori e me l'hanno detta. In tal modo posso rievocare almeno il giorno in cui da piccolo ho iniziato la vita cristiana, quando per la prima volta, seppur incosciente, mi sono immerso nelle acque dell'amore di Dio per esserne inzuppato e rinnovato.

La colomba, infine, mi ispirava sempre una grande tenerezza insieme a pace e serenità. Lei mi richiamava il giorno della Cresima, dove in pienezza ho ricevuto lo Spirito Santo. Si dice che celebrando questo sacramento si diventa soldati di Gesù. Evvero. Ma soldati che impugnano le armi elencate da san Paolo, le quali sono: la mitezza, l'arrendevolezza, il dominio di sé e così via. Già: ancora oggi quel mosaico fa rivivere in me il mio essere cristiano.