sabato 29 febbraio 2020

Una foto

1a domenica di quaresima - anno A

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. (Mt 4, 1)

Quando mi trovo di fronte ad un bel paesaggio cerco sempre di catturarlo con delle foto, così posso rivederlo quando voglio. Oggi è semplice farlo visto che non ci sono più i rullini da sviluppare. Sono i tramonti che sfuggono di più, perché i riflessi del sole calante si dileguano in fretta. 

Proprio l'altra sera mentre viaggiavo mi sono fermato per fotografare le nuvole tinte di splendidi colori. Tuttavia, ogni tanto mi fermo in silenzio a contemplare: non prendo il telefono per fare foto ma mi immergo in ciò che osservo. Faccio fluire le emozioni e lodo il Signore per le sue meraviglie.

É come se scattassi una foto in divenire nel mio cuore. Si, perché tutto me stesso è coinvolto con tutta una storia emotiva che nel tempo mi ha fatto maturare. Una linea tortuosa di luoghi, persone, tempi particolari il cui comun denominatore è il dialogo con me stesso e con Dio. 

Credo che la quaresima debba aiutarci a recuperare proprio questo nel cercare quel silenzio interiore in cui riscoprirsi creature amate. Il deserto indica proprio quel tempo di pausa quotidiano in cui ritrovarsi per dare una direzione alla vita. Chi più del Signore può aiutarci?

domenica 2 febbraio 2020

Presentazione

Presentazione del Signore

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore (Lc 2, 22).


La presentazione di Gesù al tempio mi ricorda il giorno del mio battesimo. Come il Bambino è presentato a Dio affinché si compia la sua volontà, così io quel giorno sono stato affidato ai suoi progetti. Però, quando ho cominciato a dire che volevo diventare sacerdote, quasi tutti mi hanno contrastato. Certo, è stato utile per il mio discernimento, soprattutto nella sua fase matura.

Tuttavia, molti hanno cercato di distogliermi, come quando ti innamori della persona sbagliata. Ma alla fine il cuore ha sempre la meglio, o sei destinato ad una vita infelice. Credo, infatti, che seguire la volontà di Dio sia proprio realizzare in pieno la vita. Te ne accorgi quando una persona è infelice perché è triste, anche se ha tutto.

Certo, capire quello che Dio vuole non è semplice. Perché molte sono le aspettative dei genitori o dei parenti, degli amici. Ognuno cerca di inquadrarti e di orientare il tuo vivere, pensando al tuo bene e a quello della famiglia. In passato quasi tutti i matrimoni e le scelte religiose erano combinati proprio per questo.

Ma quando presenti una creatura a Dio la affidi a Lui, non ne sei il padrone. Lo dico sempre ai genitori che chiedono il battesimo per i figli. Fidarsi di Dio Padre è seguire le sue vie, che non sono le nostre. D'altronde per Maria e Giuseppe è stato così. Non è stato semplice per loro percorrere quella strada che ha portato il figlio alla morte in croce per il bene dell'umanità.